Estetica romantica


del professor Franco Caristo

La definizione della specificità dell’arte romantica comporta una prospettiva estetica assolutamente nuova nei principi e negli esiti .
Il dato più importante che si pone come presupposto dell’estetica romantica è che l’arte debba essere moderna e deve rappresentare, e riconoscersi, nell humus del tempo e dell’ambiente in cui essa viene prodotta, considerato il carattere omologo del rapporto che lega l’autore alla società in cui vive.
La letteratura dunque deve essere espressione della società, delle istanze molteplici, e di natura diversa, che in essa si agitano e costituiscono il terreno ideale di identificazione e coagul’azione degli individui, deve avere una dimensione morale e non sia un gioco gratuito e inutile o imitazione passiva della natura e del bello universale e dell’arte secondo la poetica classicista .
L’arte difatti deve rappresentare il vero, rappresentando cos’ ciò che l’uomo nella storia ha creato e continua a creare ( il divenire )
Il principio del vero come Oggetto d’arte , sul piano letterario e poetico si traduce, nella compresenza , all’interno del romanticismo letterario, di due correnti : quella lirico – soggettiva che tende a rappresentare attraverso una lingua liricizzata il vero interiore, dell’anima , (Leopardi ) e quella realistico – oggettiva volta a rappresentare la società, i costumi di un determinato tempo ( non solo il presente, l’attualità ) ( Manzoni ). Dunque tra arte, storia e vita deve instaurarsi un rapporto osmotico, considerato che i romantici – almeno quelli italiani – concepiscono la letteratura non come evasione dalla realtà né come operazione creativa di un individuo privilegiato ( il genio ) che scrive mosso da furore poetico, bensì come opera di continuo impegno, lontana dagli eccessi del romanticismo europeo. Simile arte, perché raccordata con la società, riesce ad essere moderna (utile ) nel momento in cui coglie tutte le contraddizioni e le tensioni tipiche di un determinato tempo storico (mutabilità dell’arte ) e le rappresenta organicamente in forme artistiche ( l estetica classica postula invece limmutabilità dell’arte che ad imitazione della natura è anch’essa immutabile ).
Da questo principio emerge un giudizio fortemente limitativo o svalutativo dell’ arte neoclassica considerata anacronistica, arte del passato che ha risposto (rappresentando il verosimile) alle esigenze di uomini vissuti nel passato ma che oggi non è più in grado di parlare all’animo di un pubblico di lettori borghesi (il popolo di Berchet ). L’arte romantica rifiuta allora sia il criterio del verosimile sia quello del bello ideale, sia quello dell’aristocraticità, della selettività e della funzione catartica dell’arte classica. Come si è detto sopra, essa guarda a ciò che è vero e concreto, alla natura, alla storia, al cuore umano fino a definire artistico, quindi bello e poetabile anche realtà umili, personaggi semplici e non più eroi, affetti quotidiani prima esclusi . Con tale allargamento del poetabile il romanticismo ha prodotto una rivoluzione nel modo di concepire l’arte , influenzando le poetiche del novecento laddove si darà spazio non solo al brutto estetico ma anche allastratto e allinformale.