Filastrocche di Gianni Rodari

raccolte dalla maestra Paola Viale

I SETTE FRATELLI

C’erano sette fratelli
che andavano per il mondo :
sei erano sempre allegri,
il settimo sempre giocondo.

Sei andavano a piedi
perché non avevano fretta,
il settimo invece perché
non aveva la bicicletta .

Arrivarono a un castello
che aveva sette finestre :
sei erano spalancate,
ma la settima era aperta.

Sette belle principesse
insieme si affacciavano:
sei piangevano, piangevano,
ma la settima singhiozzava.

– Perché piangete, sei principesse
e voi settima perché singhiozzate?
– Ah, se sapeste, quei giovani …
quanto siamo sfortunate:

di sette fidanzati
che ci misero l’anello al dito ,
sei sono scappati,
il settimo invece è fuggito.

– Sposateci noi altri,
sarà la vostra fortuna ,
perché noi siamo in sette
e voi, invece, sei più una .

IL MUSEO DEGLI ERRORI

Signori e signore ,
venite a visitare
il museo degli errori,
delle perle più rare.

Osservate da questa parte
lo strano animale gato :
ha tre zampe, un solo baffo
e dai topi viene cacciato.

Nel secondo reparto
c’è l’ago Maggiore:
provate a fare un tuffo ,
sentirete che bruciore .

Ora tenete il fiato :
l’eterna “roma” vedremo
tornata piccola piccola
come ai tempi di Romolo e Remo .

Per colpa di una minuscola
la storia gira all’indietro:
questa “roma” ci sta tutta
sotto la cupola di San Pietro .

L’ERRORE DI UN PULCINO

C’era una volta un pulcino
che non sapeva di essere un pulcino .
Forse, – pensava, –
sono un elefante ,
forse un pellicano .
Che ci sarebbe di strano?
Un asino non sono
perché non raglio .
Se fossi un cane
avrei il guinzaglio .
Non vado per mare ,
dunque
non sono un ammiraglio .
Ma che sarà mai?
Pozza, bella pozza ,
dimmelo tu, se lo sai”.

E si specchiò.
Ma quel che vide molto lo indignò.
– Un pulcino? Non è una cosa seria!
E zampettando l’ acqua intorbidò
per castigarla
della sua cattiveria.

VIAGGIO IN LAMPONIA

Si può viaggiare in treno, in automobile ,
e in macchina da scrivere perché no?

Io ci ho provato.
Semplicemente battendo
un tasto sbagliato
sono arrivato in Lamponia:
un paese dolcissimo
che sa di marmellata e di sciroppo
e somiglia un pochino, ma non troppo,
alla Lapponia propriamente detta
che se ne sta a rabbrividire
lassù alle soglie del Polo.

Il popolo dei Lamponi
confina con altri popoli
buoni e tranquilli:
fragole , mirtilli ,
lucciole e grilli .

Spesso giungono in visita
dagli Stati vicini
farfalle , api , bambini
con il cappellino bianco
che presto sarà nero di more…

O paese felice,
scoperto per errore,
Lamponia del mio cuore!

LA MIA MUCCA

La mia mucca è turchina
si chiama Carletto
le piace andare in tram
senza pagare il biglietto .

Confina a nord con le corna ,
a sud con la coda .
Porta un vecchio cappotto
e scarpe fuori moda.

La sua superficie
non l’ho mai misurata,
dev’essere un po’ meno
della Basilicata .

La mia mucca è buona
e quando crescerà
sarà la consolazione
di mamma e di papà.

(Signor maestro, il mio tema
potrà forse meravigliarla:
io la mucca non ce l’ho,
ho dovuto inventarla).

ARMI DELL’ALLEGRIA

Eccole qua
le armi che piacciono a me:
la pistola che fa solo pum
(o bang, se ha letto qualche fumetto )
ma buchi non ne fa…
il cannoncino che spara
senza fare tremare
nemmeno il tavolino …
il fuciletto ad aria
che talvolta per sbaglio
colpisce il bersaglio
ma non farebbe male
né a una mosca né a un caporale …
Armi dell’allegria!
Le altre, per piacere,
ma buttatele tutte via!

Audio Lezioni sulla Letteratura del novecento del prof. Gaudio

Ascolta “Letteratura del novecento” su Spreaker.

Paola Viale

Insegnante di scuola primaria in Liguria