Frankenstein di Mary Shelley

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AUDIO “Frankenstein” di Mary Shelley recensione didattica di Luigi Gaudio in mp3, disponibili anche il formato audiowma, le slide in power point e il testo della lezione anche in formato doc per word

Frankenstein
di Mary Shelley
L’occasione della scrittura
Nell’estate del 1816, una giovane donna inglese istruita
viaggia con il suo amante attraverso le Alpi svizzere. La pioggia fuori
stagione li tiene intrappolati all’interno dei loro all’oggi, in cui si
divertivano a leggere storie di fantasmi. Sotto la spinta del famoso poeta Lord
Byron, un amico e vicino di casa, i due si misero in competizione per vedere
chi poteva scrivere la migliore storia di fantasmi.
La giovane donna, Mary Wollstonecraft Godwin, vinse la gara,
dopo aver composto una storia raccapricciante abbastanza non solo per occupare
un posto di rilievo accanto ai precedenti romanzi tedeschi, che lei e le sue
compagne stavano leggendo sulle Alpi, ma anche per diventare un bestseller nel
suo tempo, e un classico della letteratura horror, che mantiene ancora il suo
fascino in chi lo legge due secoli dopo.
Biografia dell’autrice
Mary Wollstonecraft Godwin nacque il 30 agosto 1797, a Londra. Sua madre,
Mary Wollstonecraft, è stata una delle prime a rivendicare i diritti della
donna, e a incoraggiare le donne a pensare e agire da sole.
La madre Wollstonecraft morì dando alla luce Mary, lasciando
la figlia alle cure di suo marito, William Godwin, un membro di un circolo di
pensatori radicali in Inghilterra che contavano Thomas Paine e William Blake
tra le sue fila. La formazione di Mary avvenne in questa atmosfera rarefatta e
raffinata, tra idee d’avanguardia e rapporti che poi diverranno importanti per
lei, con personaggi come Lord Byron.
Un altro dei letterati che Mary ha incontrato da adolescente
è stato Percy Bysshe Shelley, un giovane poeta, con il quale Mary intesse un
rapporto d’amore. Nel 1814, i due scappano insieme per un viaggio in Francia,
Svizzera e Germania, Mary per sfuggire alla sua famiglia e Percy sua moglie.
Dopo un primo periodo di felicità, la loro relazione
continua tra alti e bassi. Mary si lega anche ad un altro uomo, ma Harriet, la
moglie di Shelley, incinta di suo figlio, si annegò a Londra nel novembre del
1816; Mary e Percy si sposarono poche settimane più tardi.
Biografia dell’autrice
L’unione tra Mary e Percy non era solo romantica, ma anche
letteraria. Percy modificò il manoscritto del Frankenstein della moglie, e
comunemente si suppone che abbia scritto la prefazione sotto il nome.
Frankenstein è stato pubblicato il 1° gennaio 1818, ed è diventato
immediatamente un best seller.
Biografia dell’autrice
Sfortunatamente per Mary, questo successo è stato l’ unico
punto luminoso in mezzo a una serie di oscure tragedie familiari. Dal 1815 al
1819, tre dei suoi quattro figli morirono in tenera età; nel 1822, Percy annegò
al largo della costa della Toscana, lasciò Mary vedova e sola. Mary si dedicò
quindi alla poesia, pubblicò altri romanzi, corresse a più riprese le sue Poesie,
uscite postume. Afflitta da una grave malattia, Mary morì a Londra nel febbraio
1851.
Il mostro e il suo creatore
Frankenstein è il precursore di un filone fantascientifico
che vede l’uomo affannarsi a creare un essere a lui simile, in tutto e per tutto,
anche nei sentimenti, dai robot di Asimov, ai replicanti di Blade Runner.
Il mostro e il suo creatore
Spesso, anche in questi testi, si verifica da parte
dell’essere “creato” la ricerca spasmodica e spesso angosciante del proprio
creatore, del proprio “padre”, che raramente approda ad una soluzione positiva,
come nell’Odissea di Omero, e il più delle volte si trasforma in una lotta fra
essere creato e creatore, che conduce spesso alla morte.
I pericoli della conoscenza scientifica
Victor nella sua ricerca scientifica cerca di sollevarsi
oltre i limiti umani riconosciuti: vuole accedere al segreto della vita. Allo
stesso modo, Robert Walton tenta di superare precedenti esplorazioni umane,
cercando di raggiungere il Polo Nord. Questa spietata ricerca della conoscenza,
della luce, si dimostra pericolosa, e l’ atto di Victor creatore (novello
Prometeo) alla fine provoca la distruzione di tutte le persone a lui care.
I pericoli della conoscenza scientifica
Anche Walton si ritrova pericolosamente intrappolato, con la
sua nave e il suo equipaggio, fra lastroni di ghiaccio. Mentre l’odio ossessivo
di Victor nei confronti del mostro da lui creato lo spinge verso la morte,
Walton propende alla file per il ritorno dalla sua missione insidiosa, avendo
imparato dall’esempio di Victor come può essere distruttiva la sete di
conoscenza.
La Natura
amplifica e moltiplica i sentimenti umani
Il mondo sublime della natura, tematica comune a tutto il
romanticismo tra la fine del XVIII secolo e la metà del XIX secolo, è fonte di
sfrenate esperienze emotive per l’individuo. All’inizio la natura  offre ai personaggi la possibilità di
rinnovamento spirituale (vedi la
Montagna
incantata di Thomas Mann).
La Natura
amplifica e moltiplica i sentimenti umani
Impantanato in depressioni e rimorsi dopo la morte di
William e Justine, di cui si sente responsabile, Victor si dirige verso le
montagne per risollevare il morale.
Allo stesso modo, dopo un inverno infernale di freddo e di
abbandono, il mostro si sente il suo cuore alleggerire quando arriva la
primavera.
La Natura
amplifica e moltiplica i sentimenti umani
L’influenza della natura sull’umore è evidente per tutto il
romanzo, ma per Victor, il potere di consolazione del mondo naturale svanisce
quando si rende conto che il mostro lo perseguita dappertutto, non importa in
quale luogo, per quanto isolato, lui si rifugi. Alla fine, quando Victor
insegue il mostro ossessivamente, la natura, sotto forma di Mar Glaciale Artico,
funge semplicemente da sfondo simbolico per la sua lotta contro il mostro
primordiale.
Mostruosità di dentro e di fuori
Ovviamente, questo tema pervade tutto il romanzo, da quando
il mostro si trova al centro dell’azione. Orribilmente brutto, proprio perché
il suo creatore ha disarmonicamente assemblato parti bellissime, come i denti
bianchi, ad altre decadenti, del suo volto e non solo, il mostro viene
rifiutato dalla società.
Mostruosità di dentro e di fuori
Tuttavia, la sua mostruosità risulta non solo dal suo
aspetto grottesco, ma anche dal modo innaturale con cui è stato creato, attraverso
l’animazione misteriosa di una miscela di parti di corpo umano rubate e di sostanze
chimiche strane. Lui è il prodotto non di uno sforzo scientifico di
collaborazione ma di un oscuro e misterioso laboratorio clandestino.
Mostruosità di dentro e di fuori
Il mostro è solo il più appariscente fra le entità mostruose
nel romanzo. In realtà, è mostruosa anche la scienza, quando è utilizzata per
queste operazioni di modificazione della natura (si vedano i rischi attuali
della manipolazione genetica).
Mostruosità di dentro e di fuori
Si può sostenere che Victor stesso è una specie di mostro, per
la sua ambizione, per la segretezza delle sue trame, per l’egoismo che lo
alienano dalla società umana. Esteriormente normale, Victor può essere interiormente
il vero e proprio “mostro” del romanzo, consumato come è da un odio
ossessivo per la sua creazione. Infine, molti critici hanno descritto il
romanzo stesso come un “mostro”, cioè una combinazione cucita-insieme di voci
diverse, testi e tempi.
Segretezza e mistero
Victor concepisce la scienza come un mistero da sorvegliare;
i suoi segreti devono essere gelosamente custoditi. Egli considera professor
Krempe, il filosofo della natura che incontra a Ingolstadt, un modello di
scienziato: “un uomo rozzo, ma profondamente imbevuto nei segreti della
sua scienza.” Tutta l’ossessione di Victor sulla creazione della vita è
avvolta nel mistero, e la sua ossessione di distruggere il mostro rimane
ugualmente segreta fino a quando Walton ascolta il suo racconto.
Segretezza e mistero
Mentre Victor prosegue nella sua segretezza per vergogna e
senso di colpa, il mostro è costretto in isolamento dal suo aspetto grottesco.
Walton serve come il confessore finale per entrambi, e il loro rapporto viene
tragicamente immortalato nelle lettere di Walton.
Segretezza e mistero
Nel confessare tutto appena prima di morire, Victor svela il
segreto soffocante che ha rovinato la sua vita;
allo stesso modo, il mostro si avvale della presenza di
Walton per creare una connessione con il mondo degli uomini, sperando
disperatamente che finalmente qualcuno capirà, e entrerà in empatia, con la sua
miserabile esistenza.
Testo e testi
Frankenstein è traboccante di testi: lettere, note, diari,
iscrizioni, e libri riempiono il romanzo, a volte l’uno dentro l’altro, altre
volte semplicemente accennati o citati. Le lettere di Walton inglobano l’intero
racconto; Walton è narratore di primo grado, Victor e il mostro narratori di
secondo grado o livello.
Testo e testi
La storia di Victor si inserisce all’interno delle lettere
di Walton; la storia del mostro si inserisce all’interno di quella di Victor; infine
ci sono riferimenti al Paradiso Perduto di Milton all’interno della storia del
mostro. Questa profusione di testi è un aspetto importante della struttura
narrativa: i diversi scritti manifestano atteggiamenti ed emozioni dei
personaggi.
La passività delle donne
Per essere un romanzo scritto dalla figlia di un’ importante
femminista, Frankenstein è sorprendentemente privo di personaggi femminili
forti. Il romanzo è disseminato di donne passive, spesso di umili origini, che
subiscono con rassegnazione i rovesci della sorte e poi si abbattono:
1) Caroline Beaufort è una madre che muore prendendosi cura con
abnegazione di sua figlia adottiva;
2) Justine Moritz è giustiziata per omicidio, nonostante la
sua innocenza;
3) la creazione del mostro femminile viene interrotta da
Victor perché teme di non essere in grado di controllare le sue reazioni una
volta che essa è animata;
4) Elisabeth attende, impaziente ma impotente, che Victor ritorni
da lei, e infine è uccisa dal mostro.
Si può sostenere che Shelley rende i suoi personaggi
femminili in modo così passivo, e li sottopone a tali maltrattamenti, al fine
di richiamare l’attenzione, per contrasto, sul comportamento ossessivo e
distruttivo di Victor e del mostro.
Aborto: distruzione della creazione
Un altro motivo che ricorre nel testo è quello della
distruzione dell’essere che si è messo alla luce (il mostro), o che si stava
per mettere alla luce (il mostro-femmina). Ancor prima di vedere la sua
creazione, Victor dice, con una sorta di inquietante anticipazione:
“Quando penso a lui, io digrigno i denti, i miei occhi si infiammano, e io
ardentemente vorrei spegnere quella vita che avevo così sconsideratamente creato.”
Aborto: distruzione della creazione
Il mostro prova un disgusto simile per se stesso : “Io,
il miserabile e gli abbandonati, sono un aborto, un essere disprezzato, preso a
calci e calpestato.” Entrambi lamentano l’esistenza del mostro e
desiderano che Victor non si sia mai impegnato nel suo atto di creazione (vedi
la citazione iniziale tratta dal Paradiso Perduto di Milton).
Aborto: distruzione della creazione
Il motivo appare anche nei confronti di altre attività di
Victor. Quando Victor distrugge il suo lavoro del mostro-femmina, egli
interrompe letteralmente il suo atto di creazione, impedendo che il mostro
femminile diventi vivo.
Aborto: distruzione della creazione
La distruzione della creazione non è invocata solo in senso
proprio, ma anche in senso figurato. Ad esempio nei confronti della filosofia
naturale, Victor passa da un’ adesione entusiastica al più grande disprezzo. Come
per il mostro, Victor prova lo stesso sentimento di disgusto per la filosofia
naturale che rifugge non solo come inutile, ma anche intellettualmente dannosa.
I simboli: la luce
“Cosa non ci si poteva aspettare nel paese del bianco
perenne?” si chiede Walton, espressione di una fede assoluta e ottimistica
nella scienza.
In Frankenstein, la luce simboleggia la conoscenza, la
scoperta e l’illuminazione. Il mondo naturale è un luogo di oscuri segreti,
passaggi nascosti, e meccanismi sconosciuti; l’obiettivo dello scienziato è
quindi di raggiungere la luce, illuminando questi angoli reconditi, ma non
sempre si tratta di una luce limpida, e la fede nella scienza con il
trascorrere degli eventi viene meno.
I simboli: il fuoco
Il parente pericoloso e più potente della luce è il fuoco. La
prima esperienza del mostro con una fiamma rivela la duplice natura del fuoco:
scopre eccitato che il fuoco crea la luce nel buio della notte, ma anche che lo
danneggia quando la tocca.

La presenza del fuoco nel testo porta anche alla mente il
titolo completo del romanzo di Shelley, Frankenstein: o, il moderno Prometeo.
Il dio greco Prometeo ha trasmesso la conoscenza del fuoco all’umanità, ed è
stato poi severamente punito proprio per questo. Victor, nel tentativo di
diventare un moderno Prometeo, è certamente punito, ma a differenza del fuoco,
il suo “dono” per l’umanità, la conoscenza del segreto della vita,
resta un segreto, e non arreca alcun giovamento alla società umana.