Giuseppe Ungaretti

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Giuseppe Ungaretti

Giuseppe Ungaretti è nato ad Alessandria d’Egitto il 10 febbraio del 1888, da genitori Italiani. Ungaretti era un grande amante della sua lontana patria e molte volte provava la voglia di ritornare alla sua terra natale. Alla morte del padre, avvenuta nel 1890 per un infortunio, la madre, Maria Lunardi, continuò a prendersi cura del forno riuscendo così a mantenere decorosamente il figlio che poté frequentare la École Suisse Jacot. Nel 1912 Ungaretti, dopo un breve periodo trascorso al Cairo, lasciò l’Egitto e si trasferì a Parigi dove frequentò per due anni le lezioni alla Sorbonne e al Collège de France. Dopo qualche pubblicazione, la guerra fu per Ungaretti il tempo della scoperta dell’umanità povera, dolente quotidiana. Tale esperienza si trova nel Porto Sepolto ed in Allegria di Naufragi che è il primo documento di una nuova poesia che, dopo D’Annunzio, ripartiva da zero, dalla parola nuda ed isolata.
Nel 1914 tornò in Italia dove partecipò alla campagna interventista e quando scoppiò la Prima guerra mondiale si arruolò volontario come soldato semplice nel 19° reggimento di fanteria. Combatté sul Carso e in seguito a questa esperienza scrisse le poesie che, raccolte dall’amico Ettore Serra, saranno stampate in 80 copie presso la Tipografia di Udine nel 1916 con il titolo Il porto sepolto. Nella primavera del 1918 il reggimento al quale apparteneva Ungaretti andò a combattere in Francia nella zona della Champagne e al termine della guerra il poeta rimase a Parigi dapprima come corrispondente del giornale fascista “Il popolo d’Italia”.
 Nel 1919 venne stampata a Parigi la raccolta di poesie francesi La guerre che sarà inserita nella seconda raccolta di poesie Allegria di naufragi pubblicata a Firenze nello stesso anno e nel 1920 il poeta sposerà Jeanne Dupoix dalla quale avrà due figli, Ninon e Antonietto. Gli anni venti segnarono un cambiamento nella vita privata e culturale del poeta. Egli aderì pienamente al fascismo e nel 1928 ebbe una vera conversione religiosa. Intanto nel 1923 venne ristampato Il porto sepolto a La Spezia con una prefazione di Benito Mussolini. Nel 1933, con la pubblicazione della raccolta Il sentimento del tempo il poeta raggiunse il massimo della sua fama. Nel 1936, durante un viaggio in Sud America venne invitato ad insegnare letteratura italiana presso l’ Università di San Paolo del Brasile e decise così di trasferirsi con tutta la famiglia a San Paolo dove rimarrà fino al 1942 e dove nel 1939 morirà il figlio Antonietto lasciando il poeta in uno stato di grande dolore. Nel 1942 Ungaretti ritornò in Italia e venne nominato Accademico d’Italia e per chiara fama professore di letteratura moderna e contemporanea presso l’ Università di Roma. Nella notte tra il 31 dicembre 1969 e il 1°gennaio 1970 scrisse l’ultima poesia L’impietrito e il velluto pubblicata in una cartella litografica il giorno dell’ottantaduesimo compleanno del poeta. Morì a Milano nella notte tra il 1° e il 2 giugno. I funerali si svolsero a Roma, nella Chiesa di San Lorenzo fuori le Mura il 7 giugno. (fonte: wikipedia)

VEGLIA


da L’ALLEGRIA – da IL PORTO SEPOLTO


Un’intera nottata
buttato vicino
a un compagno
massacrato
con la sua bocca
digrignata
volta al plenilunio
con la congestione
delle sue mani
penetrata
nel mio silenzio
ho scritto
lettere piene d’amore.
Non sono mai stato
tanto
attaccato alla vita.

Cima Quattro il 23 dicembre 1915

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Paola Viale

Paola Viale

Insegnante di scuola primaria in Liguria

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