Giuseppe Ungaretti

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La fragilità dell’uomo durante la guerra

La poesia di Ungaretti nasce in stretto rapporto con un’esperienza autobiografica traumatica: fante nella prima guerra mondiale, il poeta scopre improvvisamente la distanza della retorica interventista dalla realtà della vita al fronte.  Ungaretti sente l’esigenza di una poesia nuova, lontana dagli sperimentalismi dei futuristi.  Se prendiamo in esame poesie della raccolta L’allegria come Veglia, Fratelli e Soldati notiamo come esse siano caratterizzate dalla brevità dei versi, dalla sintassi semplificata e dall’uso dei verso libero e di similitudini e metafore.

1) Veglia

Cima Quattro il 23 dicembre 1915

 

Un’intera nottata

buttato vicino

a un compagno

massacrato

con la sua bocca

digrignata

volta al plenilunio

con la congestione

delle sue mani

penetrata

nel mio silenzio

ho scritto

lettere piene d’amore

 

Non sono mai stato

tanto

attaccato alla vita

 

Questa poesia, scaturita da una reale esperienza di guerra, parla di una notte di riflessione e di angoscia accanto a un compagno ucciso: la prossimità della morte, la consapevolezza della sua imminenza, suscitano nel poeta un disperato amore per la vita. li poeta contrappone esplicitamente l’atmosfera di morte in cui si trova e l’impulso vitale che sorge in lui che lo porta a scrivere lettere piene d’amore.

2) Fratelli

Mariano il 15 luglio 1916

 

Di che reggimento siete

fratelli?

 

Parola tremante

nella notte

 

Foglia appena nata

 

Nell’aria spasimante

involontaria rivolta

dell’uomo presente alla sua

fragilità

 

Fratelli

 

Redatta per la prima volta nel 1916 con il titolo Soldati, la poesia fu spesso rimaneggiata da Ungaretti nel corso degli anni e assunse la veste definitiva nell’edizione dell’Allegria del 1942.  Il poeta esprime la fraterna solidarietà che lega i soldati nella condizione di precarietà imposta dalla guerra.  La riscoperta della fratellanza scaturisce, senza dubbio, da questa esperienza cruenta, tuttavia la circostanza presa in esame viene trascesa e la riflessione del poeta si estende alla generale condizione umana.

3) Soldati

Bosco di Courton luglio 1918

 

Si sta come

d’autunno

sugli alberi

le foglie.

 

La poesia, tratta dalla sezione Girovago, si basa sull’analogia tra i combattenti indicati dal titolo e le foglie che d’autunno sono destinate a cadere dall’albero: la precarietà dell’esistenza è però comunque insita nella condizione umana ed è in grazia di quest’ordine naturale che la poesia non comunica tanto angoscia, quanto piuttosto senso di attesa.

torna all’indice della tesina multidisciplinare “La guerra” esame di stato 2005 – Marco Barera

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