Greta, le sardine e la latitanza della scuola

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Chi c’è dietro Greta Thunberg?
Chi è il burattinaio che muove le sardine?
Sono quesiti ricorrenti, domande tese a interpretare i due movimenti di popolo in funzione della logica partitica.
Niente di più sbagliato: si tratta di fenomeni che il breve periodo non può contenere.
Il sociologo canadese Marshall McLuhan, che ha studiato le problematiche del “villaggio globale”, ha dimostrato che “Il mezzo è il messaggio”.
La comunicazione è da studiare in base a criteri strutturali: l’informazione veicolata non ha un effetto determinante e permanente.

Ecco apparire il campo da indagare: quali sono i caratteri dei social media?
Soffermiamoci su due aspetti: la concisione e l’iconografia. Il primo contrasta con la formulazione di problematiche complesse e con l’argomentazione; il secondo favorisce la libera interpretazione, sostituendo la logica del descrivere.
La semplificazione della realtà, la formulazione di proposizioni elementari, l’evocare questioni essenziali e vitali, l’assenza di costrutti operativi vincolanti costituiscono una piattaforma universale, in cui è difficile non identificarsi: il villaggio globale fa esplodere la partecipazione e le adesioni.

Non esistono dietrologie. Esiste un malessere generalizzato che la tecnologia amplifica e dissemina con successo.

E la scuola? Si lambicca il cervello sull’uso in classe dei telefonini e non guarda l’esteso campo che, se non coltivato, vanificherà la sua azione.

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