Guido Cavalcanti a Frate Guittone D’Arezzo

Sonetto durissimo nei confronti di Guittone che mette in luce non solo la distanza, ma il rifiuto radicale di Guittone

→ Rifiuto nei confronti di ciò che Guittone voleva essere e nei confronti di ciò che Guittone si proponeva di essere.

La portata di questa dura risposta di Cavalcanti non è solo poetica. Occorre considerare che quello su cui Guittone scriveva (il libro a cui fa allusione) riguarda un tema cruciale e per Guittone centralissimo relativo a Dio e all’esistenza di Dio

Che cosa risponde Cavalcanti?

  • Non è capace di ragionare sul piano razionale
  • Non è capace di esprimersi
  • Più studia e crede di imparare, peggio diventa
  • Stare ben attento a quello che fa: addirittura ora si dice che componga un volume di insegnamento → Fa in modo che non si rida del tuo proposito

 

GUIDO CAVALCANTI A FRATE GUITTONE D’AREZZO

 

Da più a uno face un sollegismo:

in maggiore e minor mezzo si pone,

che pruova necessario sanz’arismo;

da ciò ti parti forse di ragione?

 

5 Nel profferer, che cade ’n barbarismo,

difetto di saver ti dà cagione;

e come far poteresti un sofismo

per silabate carte, fra Guittone?

 

Per te non fu giammai una figura;

10 non for’ aposto il tuo in argomento;

induri quanto più disci; e pon’ cura,

 

ché ’ntes’ho che compon’ d’insegnamento

volume: e fòr principio ha da natura.

Fa’ ch’om non rida il tuo proponimento!

 

  • Uso voluto delle espressioni da parte di Cavalcanti, in cui punta a mettere in rima, rime aspre e a utilizzare espressioni (come il poteresti del verso 7) in cui rifà il verso a Guittone (si tratta di una forma con inclusione delle e, aretinismo)
  • È la forma dal sillogismo che parte dal generale per arrivare al particolare: e tra la soluzione maggiore e quella minore, se ne pone una intermedia

Tutti gli uomini sono mortali

Socrate è un uomo

Socrate è mortale

Questa è una dimostrazione fatta razionalmente per deduzione e non è necessario mettere aritmeticamente in somma delle autorità per confermare, perché il ragionamento è fatto in termini razionali; non ha qui campo l’addurre autorità.

Invece di dimostrare per deduzione, tu credi di confermare per autorità altrui → non sai ragionare (posto che nella filosofia aristotelica il sillogismo è una delle basi fondamentali del ragionamento dimostrativo)

  • Quando ti esprimi non lo fai in modo corretto: sono barbarismi, errori quelli che tu fai (Dante dirà termini “municipali rozzi”) → non sai nemmeno parlare
  • difetto di saver ti dà cagione: fai questo perché sei ignorante. L’accusa di ignoranza è ciò in cui si racchiude il senso di questo sonetto
  • e come far poteresti un sofismo: qui c’è una malignità perché qui vorrebbe dire → un ragionamento che però in realtà è un ragionamento che non funziona, è un sofismo: non è un ragionamento di rigore logico formale. MA nemmeno questo sapresti fare
  • Fra Guittone: nome posto in chiusa della quartina
  • Quindi lo accusa di non saper mai fare una figura di cui sappia dare la spiegazione (ripreso da Dante nella Vita nova): tu usi la tua retorica, crei delle immagini come figure retoriche, ma non hanno senso – difatti tu non sapresti spiegarlo – è solo forma quella che tu dici, ma non ha una possibilità di spiegazione → non ha senso quello che tu dici Non sarebbe mai addotto un tuo argomento, perché non è valido
  • induri quanto più disci: diventi più ignorante quanto più tu cerchi di imparare

E ora stai bene attento: ho sentito che componi un volume per insegnare, ti metti come maestro degli altri → principio lontano dalla natura: fa’ che non si rida dei tuoi propositi

È un attacco durissimo. È chiaro che non si può dedurre da questo ciò che veramente Guittone era, però dalla violenza verbale di questo attacco si sente bene la differenza profonda che intercorre tra la concezione

  • sia filosofica
  • sia poetica

di Cavalcanti rispetto a Guittone stesso.

C’è anche un nodo fondamentale, che riguarda una diversa concezione dottrinale e filosofico-religioso-teologica: non è un caso che l’attacco versa su un componimento in cui Guittone, portando una serie di auctoritates, ragionava intorno a Dio

Anche Dante con Guittone non sarà mai tenero

A differenza di Cavalcanti però, Dante deve non poco a Guittone per quello che riguarda le rime morali, dottrinali e anche molti dell’energia espressiva e l’introduzione di temi e motivi diversi rispetto a quelli della scrittura amorosa – questo però è del Dante più maturo, che in ogni caso respinge Guittone. Il giudizio di Dante negativo su Guittone dalla vita nova al de vulgari eloquntia alla commedia non muta e si apparenta, anche se con minor violenza verbale (che pur è presente) al giudizio di Cavalcanti

Audio Lezioni di Letteratura delle origini, duecento e trecento del prof. Gaudio

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