Huairou


La città progetto

Ricerca di geografia di Gobbi Marco, Nastasi Davide, Caserta Alessandro e Yu Chaohao

INTRODUZIONE

Il distretto di Huairou  è situato alla periferia Nord-Est di Pechino, ed è la sede amministrativa dell’omonima area suburbana remota (è¿Å“éÆ’Å à¥Å’º). Huairou confina ad Est con la contea di Miyun, a Sud con il distretto di Shunyi, ad Ovest con la contea di Yanqing, a Sud-Ovest con il distretto di Changping, ed a Nord-Ovest con la provincia dello Hebei. Il distretto ha una superficie di 2.128,62 km quadri, ed una popolazione di 2.730.000 persone.

La città di Huairou è situata nella parte meridionale del distretto, e dista 50 km dal quartiere di Dongzhimen.

Il territorio su cui si estende il distretto durante il periodo dei regni combattenti era parte dei regni di Yan e di Yanbofang

 

Geografia e clima

Noto come il polmone di Pechino”, il distretto di Huairou è in massima parte montuoso e boscoso, oltre che ricco di risorse idriche. I monti si elevano gradualmente a Nord verso l’altopiano della Mongolia Interna, e costituiscono l 88% del territorio del distretto. Il distretto vanta ben 774 sorgenti. Notevole è la varietà della flora e della fauna del distretto. Huairou ha ben 508 diverse specie vegetali, la metà delle quali utilizzate per preparazioni della Medicina tradizionale cinese. Le specie animali sono 264. Data la sua importanza per la preservazione dell’ecosistema di Pechino, il distretto ha di recente rafforzato politiche volte alla tutela dell’ambiente ed alla preservazione della biodiversità, promuovendo l’agricoltura biologica.

Huairou gode di un clima continentale temperato. Le temperature possono essere sensibilmente più rigide che nella città di Pechino. Inoltre, vi è una certa variazione di temperatura tra le aree pianeggianti e le aree montuose del distretto. Gli inverni sono rigidi e ventosi, con poca neve. Nelle zone pianeggianti, la temperatura media annuale oscilla tra i 6 ed i 10° C, mentre nelle zone montuose la temperatura di inverno può raggiungere i -25° C. La media delle precipitazioni annue oscilla tra i 470 e gli 850 mm.

 

Suddivisione amministrativa 

Attualmente il distretto è diviso in 7 città (镇), 14 comuni (ह¡) e 292 villaggi amministrativi. Questa è l’ultima suddivisione amministrativa, adottata nel 1990.

Il distretto di Huairou fu fondato nel 1368, durante la Dinastia Ming, nel primo anno dellera Hongwu. L estensione e la suddivisione amministrativa del distretto di Huairou hanno subito innumerevoli variazioni in epoca imperiale, durante il periodo Repubblicano, e dopo la fondazione della Repubblica Popolare Cinese.

Nel 1928 Huairou è accorpato alla provincia dello Hebei. Nel 1930 Huairou diventa sede del Governo Autonomo Anti-comunista dello Hebei Orientale (Jidong)” (à¥â€ â‚¬à¤¸Å“éËœ²à¥â€¦±è‡ªà¦²»à¦”¿à¥ºÅ“), un governo-fantoccio controllato dai Giapponesi. Nel corso della Seconda guerra sino-giapponese e durante la Guerra civile cinese Huairou è fuso con altri distretti. Le forze comuniste acquisiscono il controllo del distretto il 6 dicembre 1948. Nellottobre del 1958 la giurisdizione del distretto passa dalla provincia dello Hebei alla Municipalità di Pechino.

Le maggiori figure della leadership locale sono Wang Haiping (à§Å½â€¹à¦µ·à¥¹³), segretario del comitato di partito; Chi Weisheng (঱ à§»´à§”Ÿ)governatore del distretto; Wu Dezeng (ॐ´à¥¾·à¥¢Å¾), presidente dell’Assemblea Popolare del distretto, ed infine Wu Zhangang (ভ¦à¥ à¥Ë†Å¡), presidente della Conferenza Politico-Consultiva.

 

Economia

L’economia del distretto è basata principalmente su tre settori industriali: produzione di ricambi automobilistici, stampa ed imballaggi, industria alimentare. Sono presenti anche l’industria dei materiali da costruzione, metallurgica e tessile. Lo sviluppo industriale di Huairou è abbastanza recente. Storicamente, l’industria è stata quasi del tutto assente dal distretto sia durante il periodo Repubblicano che nei primi anni della Repubblica Popolare Cinese. La situazione è cambiata durante gli anni 90, quando lo sviluppo economico del distretto ha registrato una notevole accelerazione. Nel 2004, il PIL del distretto era pari a 8.840.000.000 di Yuan Renminbi, ed il PIL pro-capite ha raggiunto i 23.132 Yuan Renminbi. Al momento il distretto cerca di conciliare lo sviluppo del settore terziario, con la tutela ambientale e delle risorse naturali. Il commercio ed il settore terziario, poco sviluppati durante i periodi imperiali, Repubblicano e fino all’adozione della politica di riforma ed apertura (ঔ¹é©à¥¼â‚¬à¦”¾), stanno registrando una sensibile crescita. Questa è stata bilanciata da una riduzione dello sviluppo del settore agricolo e dell’allevamento (maiali, buoi e pecore). Attualmente le maggiori coltivazioni del distretto sono il mais, il frumento, il riso, il miglio ed il sorgo. Famosissime le castagne di Huairou, molto apprezzate dai Pechinesi. Il distretto ospita l’Istituto dell’Accademia Cinese delle Scienze per la Gestione dei Quadri (स­à¥â€º½à§§â€˜à¥­¦éâ„¢¢à¥¹²éÆ’¨à§®¡à§â€ à¥­¦éâ„¢¢), e l’Istituto per la Tecnologia del Comando del Comitato per la Tecnica e lIndustria del Ministero della Difesa Nazionale (à¥â€º½éËœ²à§§â€˜à¥·¥à¥§”à¦Å’‡à¦Å’¥à¦Å â‚¬à¦Å“¯à¥­¦éâ„¢¢)

 

Altri fatti storici legati a Huairou

Nellaprile del 1995, nel distretto di Huairou fu ritrovato il corpo senza vita dellallora vicesindaco di Pechino, Wang Baosen, apparentemente suicida.

Durante il periodo Repubblicano, e fino ai primissimi anni 50, nel distretto di Huairou si praticava l’allevamento dei cammelli, usati per il trasporto di carbone e merci.

 

Il progetto

L’Italia e i suoi professionisti tracciano il sentiero per una proficua collaborazione internazionale in Cina, paese che è attualmente al centro di una fervida trasformazione non solo socio economica, ma anche urbanistica e architettonica.

È proprio in questo contesto che, nell’ambito del Programma di Cooperazione Ambientale Italo-Cinese, un’iniziativa del Ministero dell’Ambiente – Direzione Generale per la Ricerca Ambientale e lo Sviluppo, si colloca l’attività dell’architetto italiano Mario Occhiuto

Larch. Mario Occhiuto,ha inaugurato la propria esperienza nel panorama asiatico nel 2004 con la consulenza per il progetto di conservazione del Padiglione Taihe nella Città Proibita di Pechino .Ora ha attualmente completato il masterplan della città di Huairou, progetto pilota per la costruzione di una città ecocompatibile a nord di Pechino, su incarico della Municipalità di Pechino.

L’attività di progettazione di una vera e propria città in Cina, è partita dall’osservazione attenta della realtà locale, dalla quale secondo Occhiuto non si può prescindere, realtà che evidenzia gli effetti contrastanti”, sul territorio, di un urbanesimo di proporzioni gigantesche in atto alla velocità della luce. Tale paese si può oggi definire un vero e proprio cantiere a cielo aperto, dove viene impiegato circa metà del cemento e 2/3 del ferro per costruzioni del mondo intero, o dove nella sola città di Shanghai ci sono più cantieri aperti che in tutta Europa.

In questi anni la frenesia costruttiva ha portato con sé visibili contrasti: tra l’architettura orizzontale, segnata da discrete emergenze, della tradizione cinese ed il verticalismo degli skyline mutuato dai modelli occidentali; tra la piccola scala dei lotti rettangolari e la scala enorme dei grattacieli a decine di piani; tra il ricercato rapporto tra edificio e ambiente derivato dal feng shui e lisotropia dell’architettura.

La politica di apertura in Cina, – sostiene Occhiuto – vive oggi un momento di cambiamento. La committenza sta sviluppando un atteggiamento volto a creare condizioni e scenari di progetto alternativi agli stereotipi dettati dalle megalopoli internazionali, cercando situazioni di equilibrio a lungo termine tra vecchio e nuovo, tra locale e globale.”

L’occasione che è offerta dalla Cina è quella di fondare una nuova città  che  sia ecocompatibile,cioè che rispetti i seguenti termini: sostenibilità ambientale, innovazione tecnologica, rapporto tra investitori privati e istituzione pubbliche, consenso degli utenti”.

la nuova città di Huairou, sorgerà su 870 ettari a circa 50 Km da Pechino.

Huairou, assumendo come caratteri peculiari della sua immagine e della sua struttura urbana lo sviluppo sostenibile, la vivibilità, la riconoscibilità dei luoghi e della città nel suo complesso, si è rivelata in qualche modo sintomatica dell’interesse per trasformazioni urbane più attente ai fattori presenti e alle necessità di sviluppo future.

Tale testimonianza sottolinea come la sostenibilità ambientale degli insediamenti urbani, tema ricorrente nel lavoro dellarch. Occhiuto, comincia a essere sentita anche nel continente asiatico come un valore aggiunto dei possibili progetti di città del domani.

Cos’ a Huairou una serie di concepts design sono stati assunti come un carnet di invarianti metodologiche dalle quali partire per costruire con la committenza cinese un’idea comune di città ecocompatibile. Queste invarianti, lungi dal proporsi come un modello rigido di città ideale, – sottolinea Occhiuto – sono state proposte per capire, valorizzare, tutelare e trasformare il contesto specifico, nelle sue molteplici dimensioni fisico-ambientale e antropologica”.

Nessuna imposizione di modelli, quindi, ma un team interdisciplinare di esperti al lavoro per l’acquisizione di linee guida intorno alle quali costruire il volto moderno e competitivo della Cina.

La nuova Huairou sorgerà su un’area di 870 ettari a 50 Km da Pechino e nei pressi della città esistente. Sarà un insediamento per 80.000 abitanti, con circa 5 milioni di mc di costruzioni per servizi e 4,5 milioni di mc di edifici per la residenza.

Il sistema delle infrastrutture esistenti a livello territoriale e locale consente di integrarla efficacemente nel distretto di Pechino e soprattutto di pensare alla nuova Huairou come polo di interesse per attività di servizi e turismo a sostegno della metropoli. Nuove tecnologie, turismo, residenza e servizi, saranno le attività che animeranno il suo tessuto vitale.

Al suo interno sorgeranno un parco tecnologico, un campus universitario, un centro finanziario, un polo congressi ed esposizioni, un parco per la cultura, ricco di musei e padiglioni per l’arte.

Tutte queste funzioni, disseminate all’interno di un tessuto misto (residenza, commercio, lavoro), sono state pensate e scelte per rendere la città vitale 24 ore su 24; diffuse sul territorio secondo un’organizzazione che favorisce il mix funzionale in nome di quella vitalità culturale, commerciale e sociale che è stata delle nostre città storiche.

L’idea della città che vive 24 ore su 24 è stata amplificata il più possibile. Al centro chiuso contrapposto ai quartieri residenziali disposti a corona è stato preferito uno schema basato su una sorta di esplosione e diffusione del centro lungo i corridoi verdi, un nastro verde che segue i canali esistenti.

Per migliorare la qualità urbana del centro la circolazione veicolare privata è stata limitata. Al suo posto è stato pensato invece un sistema di trasporto pubblico efficiente e supportato da una serie di parcheggi scambiatori posti in posizioni strategiche rispetto ai punti nevralgici.

L’idea del centro diffuso ha permesso di rispondere anche alle esigenze manifestate dalla committenza di poter disporre di aree a elevata appetibilità commerciale.

In tal modo il progetto ha cercato di dare valore a una maggiore quantità di aree, grazie alla dotazione diffusa di attrezzature e poli di interesse, senza creare dicotomie centro/periferie e mantenendo però inalterato l’obiettivo di conciliare la ricerca della qualità del progetto con gli interessi della committenza.

Il disegno degli spazi aperti e verdi, in particolare, ha assunto da subito un ruolo determinante nel progetto: è stato studiato il modo per rendere armonica la comunione tra gli elementi naturali (il verde, l’acqua, l’aria, il sole), e gli elementi artificiali, le parti costruite della città: gli edifici, le infrastrutture.

La soluzione scelta per Huairou indebolisce quel confine netto che spesso separa lo spazio aperto e naturale da quello chiuso e artificiale delle costruzioni, per proporre una nuova convivenza tra il mondo della natura e quello della tecnologia. Gli spazi aperti verdi sono diventati una struttura lungo e intorno alla quale, senza distinzioni e separazioni nette le funzioni della città, gli edifici e i luoghi pubblici, gli spazi per il lavoro, la ricreazione e la residenza, trovano collocazione.

La città vive nel verde e il verde acquista forza e vitalità dalla città che al suo interno si anima e si struttura.

Larch. Occhiuto e il suo team hanno cercato di assegnare allo spazio verde una gamma di prestazioni urbane diversificate che potessero realmente integrarlo e renderlo parte della città: spazio sportivo, ricreativo, espositivo, percorso attrezzato con attività commerciali, etc.
Ognuna di queste prestazioni genera una specifica caratterizzazione e integrazione degli elementi verdi nel tessuto urbano: dai corridoi verdi che costituiscono la struttura del centro urbano, diventando delle passeggiate attrezzate lungo i canali, ai viali alberati, al parco, al verde di quartiere. L’obiettivo è quello di rendere i due sistemi, verde e costruito, parte dell’unico sistema complesso della città di Huairou.

Huairou nasce come città eco-compatibile e dunque pone al centro del suo sviluppo la sostenibilità: contenimento delle risorse energetiche, uso di tecnologie eco-compatibili, incentivazione di sistemi di trasporto innovativi e rispettosi dell’ambiente.

Per contenere i consumi energetici e migliorare il benessere ambientale negli spazi aperti e chiusi, si è cercato di orientare al meglio la griglia stradale che regola il tessuto urbano rispetto alla direzione dei venti prevalenti e allirraggiamento solare ottimale. A tale proposito, si è ripresa una tradizione millenaria che caratterizza gli impianti delle città mediterranee come quella delle città cinesi. Si tratta di semplici considerazioni sull’andamento dei venti e sugli ombreggiamenti, dalle quali sono derivati alcuni tratti morfologici della città stessa: una città alta e compatta a nord, che costituisce una barriera ai venti freddi e a una città bassa e più aperta a sud, che lascia filtrare sole e aria da mezzogiorno.

La griglia stradale è regolare, orientata nord/sud est/ovest, secondo lo schema ricorrente dei villaggi e delle città cinesi e della stessa città vecchia di Huairou, scelta che non ha limitato l’organizzazione funzionale della città. Anzi ha rafforzato le scelte. Le attività a maggiore densità edilizia, come il centro finanziario, localizzate nella parte nord, possono godere della vicinanza di infrastrutture di trasporto adeguate: ad esempio stazione ferroviaria e autostrada per Pechino. La parte meridionale, meno densa, ospita i quartieri più spiccatamente residenziali e il campus universitario.

Il contenimento dei consumi energetici per la climatizzazione degli edifici ha influenzato anche lindividuazione delle tipologie edilizie. Questa scelta peraltro ha comportato in molti casi anche un arricchimento del linguaggio architettonico e delle tipologie utilizzate, aiutando a raggiungere una qualità diffusa del tessuto edilizio grazie anche alla varietà controllata delle soluzioni. L’obiettivo del progetto in questo caso era quello di recuperare il rapporto di interazione e mediazione tra edificio e ambiente esterno che ledilizia cinese tradizionale ha sempre privilegiato .

 

CURIOSITA

Il Dr. Clini, dirigente del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio: ” La collaborazione tra Italia e Cina è diventata una collaborazione che investe vari ambiti, attraverso 37 progetti, e può diventare il volano per le società e i professionisti italiani per ulteriori iniziative. Progetti come quello di Huairou – ha aggiunto Clini – puntano alla riqualificazione delle aree intorno a Pechino, attraverso la sostenibilità ambientale che diviene motore per lo sviluppo”. “.

Il dr. Shi Hanmin, Direttore Generale Environmental Protection Bureau della Municipalità di Pechino, sottolinea come la collaborazione con le istituzioni italiane sia molto proficua e come le società e i professionisti italiani abbiano avuto grandi riconoscimenti in Cina. “il futuro di Pechino – ha continuato Shi Hanmin – è la creazione di diversi centri satellite, che consentano alla città una diversificazione delle funzioni che contribuirà a renderla più internazionale, culturale e vivibile. Huairou sarà molto importante per l’attuazione del programma della Municipalità di Pechino e segnerà l’inizio di un trend rivolto alla sostenibilità“.