I Duellanti


di Joseph Conrad

Autore:

Joseph Conrad, pseudonimo di Teodor Jòzef Konrad Korzeniowski, pur essendo nato in Polonia, è di fatto considerato uno scrittore inglese. La sua famiglia apparteneva appunto alla nobiltà terriera della Polonia, a quel tempo sotto il dominio russo. Il padre, patriota e uomo di lettere, morì nel 1867 , dopo molti anni di esilio politico (la madre invece era morta nel 1865). Affidato alla tutela di uno zio, Conrad compì gli studi secondari a Cracovia. A soli diciassette anni, spinto da un’irresistibile vocazione per la vita di mare, partì per Marsiglia, dove s’imbarcò come semplice marinaio. Navigare significava per lui conoscere soprattutto il mondo marinaresco che si identificava anche in traffici, contrabbando, uomini che si imbarcavano per sfuggire a chissà quale colpa. Significava insomma incontrare mondi che stavano, non solo geograficamente, agli antipodi dell’Europa civile. Dopo una lunga esperienza, servì nella marina mercantile francese e, dal 1878, in quella britannica, dove raggiunse il grado di capitano di lungo corso. Nel 1886 diventò cittadino inglese.

Per vent’anni viaggiò per quasi tutti i mari, ma soprattutto nell’arcipelago malese. L’attenzione ottenuta dal suo primo romanzo (La follia di Almayer), e l’incoraggiamento di alcuni scrittori (Galsworthy, Wells, Edward Gamett) lo indussero, lasciata la marina e stabilitosi in Inghilterra, a dedicarsi interamente all’attività letteraria. Tra i suoi tanti capolavori, ricordiamo “Un reietto delle isole” (1894), “Il negro del Narciso” (1896), “Gioventù” (1898), “Cuore di tenebra” Dopo altre diverse pubblicazioni, ottiene un buon successo con “La linea d’ombra” (1917), un altro capolavoro assoluto, divenuto l’emblema della difficoltà di crescere e di ciò che questo passaggio comporta. Conrad morirà, per attacco cardiaco, il 3 agosto 1924.

Conrad è considerato uno degli autori principali a cavallo tra 800 e 900. I suoi romanzi sono romanzi di mare e di avventura: storie di uomini che vivono sulle onde, trascinati e trascinatori di navi che affrontano la straordinaria solitudine delle acque, infide, infinite, divoratrici di mondi, preda continua dei rischi. E, in effetti, prima che un romanziere, Conrad fu veramente un uomo di mare: orfano di madre e con il padre incarcerato per questioni politiche, crebbe nel sogno di solcare i mari in libertà e lontano dalla terra che gli aveva procurato, fin dall’infanzia, tanto dolore.

 

Riassunto:

DHubert e Feraud sono due tenenti degli ussari, due uomini pronti a dare la vita per il loro imperatore Napoleone. I due sono però molto diversi: D’Hubert è un aristocratico, rigido, orgoglioso, ha amici e legami familiari profondi, è un abile stratega e ama l’azione ma ne riconosce il limite; Feraud è un solitario, un uomo d’azione senza parenti ne amici, istintivo ed aggressivo, amante della lotta e lontano da qualsiasi preoccupazione che non sia legata alla violenza o alla guerra.

La loro interminabile disputa avrà inizio per futili ragioni nella Strasburgo di inizio Ottocento, ma andrà avanti nel tempo per l’onore di entrambi. Nei vari scontri riporteranno ferite gravi nel fisico e nell’orgoglio, e il mistero della loro contesa, ormai sulla bocca di tutto l’esercito, diventerà presto una leggenda.

D’Hubert trova assurdo il gesto e vorrebbe superare l’incidente. Feraud invece è ossessionato dall’idea di dover uccidere. Contemporaneamente, la campagna militare napoleonica, li vedrà più volte protagonisti di gesta eroiche: per esempio, in Russia, combatteranno fraternamente l’uno accanto all’altro. Ma questo non evita che il duello avvenga. Intanto, per vari motivi, l’impero napoleonico si sfalda: d’Hubert riesce a reinserirsi nel nuovo Stato monarchico mentre Feraud ne viene allontanato. In una circostanza dHubert lo salverà addirittura da un’epurazione, che i politici del momento giudicavano necessaria. Ma Feraud non ha pace: insegue D’Hubert, che sta iniziando una nuova vita accanto a una giovane di cui si è profondamente innamorato, lo rintraccia e lo sfida a duello per l’ultima volta. Questo duello è diventato per lui l’unico modo per comunicare col mondo, per esternare la sua amarezza, le sue paure: è’ la sola forma d’espressione che ormai conosca.

Per D’Hubert invece è diverso: il suo mondo interiore è più ricco e complesso ed è stato proprio il duello finale a rivelare a quest’ultimo il profondo amore che la sua amata prova per lui, che la sua vita adesso aveva un senso per andare avanti, che non doveva essere sacrificata solo per l’onore; voleva Feraud lontano dalla sua vita, ma in fondo gli era profondamente grato per avergli donato un nuovo modo di essere, ed anzi sarà lui in segreto a mantenerlo per il resto della vita, senza però raggiungere mai la riconciliazione.

La vita sarà generosa con entrambi: vivranno, lontano e in pace, con i loro ricordi, privi da ogni ossessione.

 

Personaggi:

Feraud è un tenente degli ussari; è un solitario, senza parenti ne amici, lontano da ogni preoccupazione che non sia connessa alla guerra e alla violenza; è’ un uomo d’azione, istintivo ed aggressivo, amante della lotta e vigoroso.

D’Hubert è anche lui tenente degli ussari; è un aristocratico, ha amici e legami familiari profondi e duraturi. Ama l’azione ma ne sente il limite; è rigido, orgoglioso, di temperamento forte, abile stratega ma posato ed elegante.

 

Luogo: il racconto è ambientato in diversi luoghi: Strasburgo, Russia, Augsburg, Tours e Parigi.

 

Tempo: la disputa tra i due ufficiali ha inizio nel 1800 e andrà avanti per ben quindici anni.

 

Commento: Nel racconto la naturale ferocia di Feraud, il suo profondo orgoglio, il suo odio verso DHubert, si contrappone alla calma e alla rassegnazione di quest’ultimo nel continuare un infinito duello dal quale vorrebbe, ma non può sottrarsi.

È un bel libro, abbastanza breve e adatto a tutti.

Strada Jasmine – 4°F – 23/11/2006