I riflessi dell’inconscio

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Una visione psicoanalitica della realtà

tesina interdisciplinare di Michael

a.s. 2005/2006 – Liceo Classico “Paolo Sarpi” di Bergamo

STORIA

2. UN’APPLICAZIONE STORICA, IL FASCISMO:

Il fascismo prese piede in Italia all’inizio degli anni venti, mostrandosi come un partito di riferimento per quelle classi sociali che erano rimaste deluse dalla guerra, in particolare le classi medio-borghesi, che vedevano la guerra come una rampa di lancio per la loro ascesa economica, ma che ne rimasero profondamente scottate, in quanto la guerra finì per favorire i grandi industriali. Il programma del partito non era un programma chiaro e preciso, ma nasceva da una accozzaglia di idee che racchiudevano in sé valori un po’ di tutti gli schieramenti, i metodi degli “squadroni fascisti” erano violenti e liberticidi, sopprimevano infatti qualsiasi rivendicazione sindacale, e negli anni che seguirono al biennio rosso, in cui le spinte rivoluzionarie sembravano prendere il sopravvento, intraprendevano operazioni punitive contro i rappresentanti comunisti e socialisti, per questo, prima dell’avvento al potere di Mussolini, i partiti conservatori credevano di poter utilizzare gli squadroni fascisti a loro favore.
La prima apparizione del partito fascista si ebbe a Milano, nel 1921, ma il risultato alle elezioni fu irrisorio; in un paio d’anni il partito fascista riuscì a raccogliere intorno a sé sempre più consensi fin quando nel 1923 con “la marcia su Roma” Mussolini fu in grado con un colpo di stato di impossessarsi dei potere, favorito anche dall’appoggio del re; il fascismo, da subito si trasformò in una forza espressamente conservatrice e liberticida. Il governo, prima con le “leggi fascistissime”, poi con vari decreti legge, esautorò progressivamente il parlamento dalla sua funzione legislativa, e sempre più poteri vennero addossati sulla figura del “duce”. La politica economica del governo fu da subito espressione dei grandi proprietari terrieri e dei grandi industriali; la piccolo-media borghesia vedeva ancora una volta infrante le sue illusioni. Nel 1923 il filosofo Giovanni Gentile , ministro della pubblica istruzione, portava a termine un’importante riforma scolastica che introduceva l’esame di stato anche in Italia, privilegiando i licei classici come scuole d’elite; gli insegnanti dovevano giurare fedeltà al regime e per le elementari fu adottato un libro di testo unico. Nel 1925 si tennero le elezioni in un clima di diffusa violenza: i fascisti ottennero il 65% dei voti, ma gli evidenti brogli elettorali portarono alla denuncia dì questi da parte di Matteotti, che a causa di questo verrà rapito e ucciso. Un’ondata di sdegno colpi il governo, che per la prima volta vacillò; Mussolini, con un’azione perentoria, si addossò la responsabilità dell’omicidio, dichiarò sciolto qualsiasi partito, tranne quello fascista e trasformò l’Italia in uno stato totalitario, anche se il suo non sarà mai un totalitarismo compiuto a causa della presenza del re e del vaticano; risale infatti al 1929 il concordato con la chiesa. Anche in Italia, come in Germania, si assistette a una sempre più rapida fascistizzazione della società; i bambini e i ragazzi fino ai 18 anni erano indirizzati verso le associazioni paramilitari fasciste, come i balilla o i figli della lupa, la stampa risentiva di una forte censura e ogni dissidenza veniva pagata a caro prezzo.
Sul piano delle relazioni internazionali, l’Italia dì Mussolini inizialmente si mostrava alleata delle potenze vincitrici la prima guerra mondiale, ma in seguito all’invasione dell’Etiopia del 1935, e alle sanzioni che ne seguirono da parte della società delle nazioni, Mussolini si sposterà sempre più nell’orbita della Germania Nazista, tanto che nel 1936-37 aderì al patto anti-comintern, a cui aderiva anche il Giappone, e nel 1938 le leggi razziali volute da Hitler vennero estese anche agli ebrei di nazionalità italiana. L’Italia si era ormai armata in un regime dispotico e antidemocratico, che la condurrà, pochissimo tempo dopo alla tragedia della guerra.

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Liceo classico P.Sarpi
2005-2006

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