“I romanzi cortesi di Chretien De Troyes” – di Arianna Cordori

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I romanzi cortesi di Chretien De Troyes è una raccolta di cinque romanzi medievali che narrano alcune avventure di cinque eroi del medioevo: Erec e Enide, Cliges, Ivano, Lancillotto e Perceval. Non si conoscono molti dati della vita dell’autore, come per la maggior parte degli scrittori medievali, cio’ che sappiamo, lo conosciamo grazie alle sue opere. E’nato attorno al 1135, a Champagne, probabilmente proprio a Troyes,  era un intellettuale di grande cultura, molto probabilmente un chierico, studiò il ‘trivio’ e il ‘quadrivio’, filosofia e teologia; morì prima del 1190.
Il primo romanzo, contenuto nella raccolta, intitolato “Erec e Enide”, è un racconto d’avventura, una serie d’incidenti non collegati, descrive il rapporto che Erec, cavaliere nobile, ha con sua moglie Enide, fanciulla graziosa, non di nobile famiglia, conquistata per tornei e battaglie, la crisi di Erec nel conciliare la vita da sposo con i doveri di cavaliere, che lo porta a dover dimostrare alla moglie che è ancora un valoroso cavaliere pur non combattendo più così spesso quanto quando l’aveva conquistata, e la sua incoronazione al trono del padre.
Il secondo romanzo della raccolta, intitolato “Cligès”, è una narrazione colma di avventure e colpi di scena. L’ambientazione si sposta dalla Grecia alla Bretagna. Cligès è un audace cavaliere, che, innamorato di Fenice, non esita ad abbandonare le imprese cavalleresche alla corte di re Artù per raggiungere il suo amore. Molto riservato con l’amata, si dichiara non apertamente, ma sotto il velo del simbolo. Questo brano rappresenta l’esaltazione dell’amore coniugale, perché Cligès, che riesce a bilanciare passione e dovere, scopre il vero ideale cavalleresco.
Nel terzo romanzo, chiamato “Ivano o il Cavaliere del Leone”, ci racconta la storia di Ivano, appunto, un importante cavaliere. Un giorno Ivano, in una foresta, affronta e ferisce a morte un cavaliere; recandosi poi al castello dove dimora la povera vedova, se ne innamora. Con l’aiuto di un ancella, riesce a sposare la vedova Laudine, anche se ha molta nostalgia del la vita cavalleresca. Così la moglie gli concede un anno, ma il cavaliere oltrepassa il limite di tempo accordato e, una volta tornato, Laudine  lo caccia. Ivano allora, accompagnato da un leone a cui aveva salvato la vita, compie nuove imprese per riconquistare la sua amata. In questo romanzo si uniformano elementi fantastici con elementi realistici, che mostrano come il cavaliere cerca di conciliare l’esigenza cavalleresca con l’esigenza umana dell’amore.
Il quarto brano, “Lancillotto o il Cavaliere della Carretta”,  ci narra la storia del grande amore che Lancillotto prova per Ginevra, sposa di re Artù, e di come ciò lo rende colmo d’infamia e per lei lui finisce sulla carretta destinata ai malfattori e traditori. Nonostante tutto ciò lui rimane un perfetto esempio di cavaliere ideale, con un grande valore, dovuto all’immensa capacità di amare così tanto. E’ molto importante, però, l’atmosfera in cui Chretièn ambienta il romanzo, irreale, composta da episodi della vita del cavaliere. Incanta molto come l’autore descrive questo meraviglioso amore.
L’ultimo e quinto romanzo contenuto nella raccolta, “Perceval e il Racconto del Graal”, aggiunge un altro valore alla figura dell’ideale cavaliere: la religione. Perceval era un giovane sempliciotto e selvaggio, che, grazie a varie fasi e vari riti di iniziazione, diventa un grande esempio di cavaliere. Rispetto a Galvano, solito cavaliere mondano di cui se ne parla in questo racconto, Perceval, oltre ai valori dell’onore e dell’amore, è spinto da una grande forza profonda e religiosa. Egli era stato cresciuto dalla madre in una foresta, lontano dal mondo cavalleresco che aveva già fatto soffrire in passato la donna, finché un giorno, incontrando alcuni cavalieri, Perceval decide di avventurarsi nel mondo da solo. La madre muore. Lui intanto, giunto al castello del Re Pescatore, assiste ad una processione dove viene mostra una lancia particolare e un vaso splendente dorato. Scoprirà in seguito che si trattava di ciò che cercava, il Graal. Così continua la sua avventura. L’autore non ha completato quest’opera, probabilmente a causa della sua morte. Altri scrittori si sono impegnati a concluderla in vari modi e altri ancora hanno riscritto la storia. Comunque si narra che altri cavalieri come per esempio Lancillotto hanno cercato il Graal, ma solo Galaad, suo figlio, ha trovato il sacro calice e ne ha scoperto il mistero.

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