I romanzi umoristici e il Fu Mattia Pascal

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Il Fu Mattia Pascal power point

Il Fu Mattia Pascal di Luigi Pirandello

Brani del romanzo

Testo 1 – Premessa

Una delle poche cose, anzi forse la sola ch’io sapessi di certo era questa: che mi chiamavo Mattia Pascal. E me ne approfittavo. Ogni qual volta qualcuno de’ miei amici o conoscenti dimostrava d’aver perduto il senno fino al punto di venire da me per qualche consiglio o suggerimento, mi stringevo nelle spalle, socchiudevo gli occhi e gli rispondevo:

– Io mi chiamo Mattia Pascal.

– Grazie, caro. Questo lo so.

– E ti par poco?

Non pareva molto, per dir la verità, neanche a me. Ma ignoravo allora che cosa volesse dire il non sapere neppur questo, il non poter più rispondere, cioè, come prima, all’occorrenza:

– Io mi chiamo Mattia Pascal.

Testo 2 – Premessa seconda (filosofica) a mo’ di scusa

L’idea o piuttosto, il consiglio di scrivere mi è venuto dal mio reverendo amico don Eligio Pellegrinotto, che al presente ha in custodia i libri della Boccamazza, e al quale io affido il manoscritto appena sarà terminato, se mai sarà.

Lo scrivo qua, nella chiesetta sconsacrata, al lume che mi viene dalla lanterna lassù, della cupola; qua, nell’abside riservata al bibliotecario e chiusa da una bassa cancellata di legno a pilastrini, mentre don Eligio sbuffa sotto l’incarico che si è eroicamente assunto di mettere un po’ d’ordine in questa vera babilonia di libri […]

Testo 3 – Maledetto sia Copernico!

Ora don Eligio mi dice che il mio libro dovrebbe esser condotto sul modello di questi ch’egli va scovando nella biblioteca, aver cioè il loro particolar sapore. Io scrollo le spalle e gli rispondo che non è fatica per me. E poi altro mi trattiene.

Tutto sudato e impolverato, don Eligio scende dalla scala e viene a prendere una boccata d’aria nell’orticello che ha trovato modo di far sorgere qui dietro l’abside, riparato giro giro da stecchi e spuntoni.

Eh, mio reverendo amico, – gli dico io, seduto sul murello, col mento appoggiato al pomo del bastone, mentr’egli attende alle sue lattughe. – Non mi par più tempo, questo, di scriver libri, neppure per ischerzo.

In considerazione anche della letteratura, come per tutto il resto, io debbo ripetere il mio solito ritornello: Maledetto sia Copernico!

Oh oh oh, che c’entra Copernico! – esclama don Eligio, levandosi su la vita, col volto infocato sotto il cappellaccio di paglia.

C’entra, don Eligio. Perché, quando la Terra non girava…
– E dàlli! Ma se ha sempre girato!

Non è vero. L’uomo non lo sapeva, e dunque era come se non girasse. Per tanti, anche adesso non gira. L’ho detto l’altro giorno a un vecchio contadino, e sapete come m’ha risposto? ch’era una buona scusa per gli ubriachi.

I capitoli

I Premessa
II Premessa seconda (filosofica) a mo’ di scusa
III La casa e la talpa-          PADRE- MADRE- ZIA- MALAGNA
IV Fu così   – vita Malagna  Pescatore relazione di Mattia con Romilda
V Maturazione – Mattia sposo in casa Pescatore – biblioteca – morte madre e figlioletta – 500 lire – fuga
VI Tac tac tac… Montecarlo
VII Cambio treno – Ritorno a Miragno ma..
VIII Adriano Meis  viaggi – cane –nuovo nome –
IX Un po’ di nebbia           Milano – Roma

X Acquasantiera e portacenere  – Casa Paleari
XI Di sera, guardando il fiume  Casa Paleari
XII L’occhio e Papiano  Casa Paleari – intervento
XIII Il lanternino – lanterninosofia.  40 giorni di convalescenza
XIV Le prodezze di Max  – sedute spiritiche
XV Io e l’ombra mia  – Relazione con Adriana Paleari + furto
XVI Il ritratto di Minerva  Progetti con Adriana- finto suicidio
XVII Rincarnazione – Treno – visita al fratello Berto – ritorno a Miragno
XVIII Il fu Mattia Pascal
Avvertenza sugli scrupoli della fantasia

Audio Lezioni su Luigi Pirandello del prof. Gaudio

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