I tre Filosofi di Giorgione

Sharing is caring!


Analisi dell’opera

di Mariasole Barbaglia

 1° livello

Analisi dell’oggetto

dipinto olio su tela

123,  5 cm × 144,  5 cm

realizzato tra il 1508-09.

Giorgione

I tre filosofi

conservato a Vienna al Kunsthistorisches Museum

Analisi formale

Risulta difficile affermare che siano esattamente tre filosofi,   infatti sono meglio riconosciuti come figure allegoriche.

La luce proviene da due punti posti in due punti differenti del quadro,   la prima proviene dal tramonto del sole a occidente,   illuminando di un luce calda e soffusa la sommità delle colline in lontananza,   la seconda fonte di luce proviene da un chiarore da oriente dall’interno della caverna,   rivelando l’avvento della Redenzione,   che avvenne quando il Cristo liberò gli uomini dai peccati precedenti

Analizzando l’opera si nota che il vecchio ha in mano dei fogli che raffigurano l’eclissi lunare del 1504 e dei numeri da uno a sette che si riferiscono all’oroscopo delle religioni; il vecchio sarebbe allora il fondatore della religione ebraica, essendo anche l’iconografia corrispondente con quella di Mosé e le tavole, ipotesi avvalorata dal fatto che la radiografia ha mostrato che sulla testa di questo c’era un diadema sacerdotale, traduzione in oggetto dei raggi dell’illuminazione celeste: l’anziano è dunque Mosé. Il secondo non può quindi essere un arabo qualunque, ma Maometto; egli infatti porta una mano sul suo ventre che in astrologia corrisponde al segno della bilancia, domicilio di venere, il gesto si rifà alla tradizione venerea attribuita agli arabi. Il vero problema sorge col terzo filosofo, egli non può essere Cristo. (fonte: wikipedia)

Analisi compositiva                 

In un paesaggio naturale troviamo tre personaggi,   un vecchio barbuto,   un arabo e un giovane seduto.  Nonostante l’ambiente sia quasi esclusivamente naturale,   come tipico dell’epoca,   troviamo un villaggio al centro della scena che si perde e si mimetizza nell’ambiente circostante formando un legame fra architettura e natura,   con il quale il pittore vuole ribadire questo concetto di fusione e di importanza della natura stessa,   dopo il periodo rinascimentale dove essa era stata quasi totalmente soppiantata dall’architettura.  Sul fondo risalta una macchia azzurra posta fra le montagne dal significato quanto mai misterioso.  Alla sinistra della scena troviamo una caverna vuota,   nella quale si scruta un accenno di luce,   fissata con interesse dal giovane a terra che pare misurarla con strumenti geometrici.

2° livello

Analisi iconografica

Il significato di quest’opera è impossibile da dare con certezza.  Nonostante ciò,   i critici si sono per anni sprecati nelle interpretazioni fornendone alcune di indubbio valore.  Una delle più famose è quella per cui i tre uomini non sarebbero che i tre magi davanti alla grotta,   ma con uno sguardo più attento la mancanza di doni e la caverna vuota fanno pensare che questa tesi non sia esatta.  Altra ipotesi vede nei tre l’allegoria dei tre stadi del pensiero umano,   il pensiero rinascimentale (il giovane),   la filosofia araba (l’uomo col turbante) e il pensiero medievale (il vecchio); un ulteriore ipotesi li identifica semplicemente come le tre età dell’uomo.  

Anche se è possibile che si trovino davanti alla grotta perché c’è un fico e un trancio dedera che alludono al legno della croce ,   la sorgente della Grazia,   rinnovata nel battesimo,   i magi secondo il mito scrutavano gli astri per capire quando sarebbe arrivato il messia

La grotta di Mons Victorianus dove Adamo ed Eva avevano lasciato i loro tesori,   lo stesso luogo deve avvenne la rivelazione dell’incarnazione di Cristo.

 

3° livello

Il dipinto fu commissionato da Taddeo Contarini.

Taddeo Contarini,   Gerolamo Marcello e Gabriele Vandramin erano tre giovani nobili veneziani  che commissionarono a Giorgione alcune tele ispirate alesoterismo e all’alchimia,   erano loro ad esporre i soggetti e in seguito toccava al pittore metterli su tela

 

4°livello

Quest’opera prende il nome i tre filosofi da uno scritto di Marcantonio Michel che la vide per la prima volta in una casa veneziana.

 In questo periodo cristiani ed ebrei dibattono sulla problema dell’anticristo; i cristiani ritengono che egli verrà dalla stirpe ebraica e sarà il falso messia che essi aspettano; gli ebrei sostengono invece che esso proverrà dalla stirpe cristiana. Con questo dipinto Giorgione ed il committente sembrano comunicarci che loro sono sulla seconda posizione, vista la mancanza del padre della religione cristiana e della presenza di quello ebreo.

Un pensiero riguardo “I tre Filosofi di Giorgione

I commenti sono chiusi.

shares