Il castello di Franz Kafka

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Il castello di Franz Kafka

L’agrimensore K., protagonista del romanzo, giunge nel villaggio ai piedi del castello del conte Westwest, dove è accolto con ostilità e sospetto. Tuttavia, non ci si può disfare di lui, poiché il castello l’ha chiamato, né si può lasciargli svolgere le mansioni affidategli. Il romanzo è la storia dei vani tentativi di K. di spezzare il mistero della sua chiamata e legittimare di fronte alla comunità la propria venuta al villaggio. Che cos’è “Il castello”, oltre che una vicenda caratterizzata da un realismo perfettamente irreale e animata da personaggi contrastanti? E’ in primo luogo l’amara allegoria della vita, di quella particolare condizione di perenne vanità degli sforzi umani che Kafka descrisse con assoluta lucidità in tutta la sua opera. E in secondo luogo uno dei pochi libri memorabili della letteratura del Novecento.

L’autore

Kafka nacque il 3 luglio 1883 in una famiglia ebrea della media borghesia di Praga, capitale della Boemia.
Suo padre era un negoziante proprietario di un emporio
Lavorò come rappresentante e quindi aprì un negozio, sulla cui insegna era raffigurata una cornacchia (kavka)
Alcuni tra i fratelli di Franz furono deportate dai nazisti e morte nei campi di concentramento nel 1942
Da giovane si interessò ai problemi culturali della sua epoca; si avvicinò al socialismo e al darwinismo.
1906: laurea in  Giurisprudenza all’Università Praga
Impiego a Praga presso Assicurazioni Generali di Trieste.
Scrive solo nel tempo libero  causa rimproveri del padre
¡1923, trasferimento a Berlino per  allontanarsi dall’influenza della famiglia e potersi dedicare allo scrivere.
Aggravamento sua tubercolosi: ritorno a Praga per cure
1924, morte a Vienna dopo una dolorosissima agonia

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