Il natale di Poirot

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Agatha Christie

Relazione di narrativa

1. Titolo: indicazione del titolo preciso dell’opera (se poi è all’interno di una raccolta di testi, se l’hai letto in una edizione particolare, ecc.).

Il titolo del testo che ho letto è: “Il natale di Poirot”.

2. Autore: le notizie essenziali sull’autore del testo, se possibile con maggiore riferimento al periodo e alle implicazioni relative all’opera che hai letto.

L’autore del testo è: “Agatha Christie”, la più famosa scrittrice di libri gialli.

3. Riassunto: una sintesi della vicenda narrata, che contenga tutti gli avvenimenti principali che in essa sono raccontati, senza soffermarsi troppo sui particolari.

La vicenda si svolge in Inghilterra, nel periodo di Natale. Tutta la famiglia Lee si riunì nella casa di Alfred per festeggiare, dopo tanti anni, il Natale insieme. Però questo Natale si rivelò per tutti i Lee diverso dal solito; infatti Simeon Lee, il padre di Alfred, Harry, George, David e Jennifer, morta un anno prima, venne assassinato.

Verso le 21.15 della vigilia di Natale, tutti i componenti della casa udirono un grandissimo fracasso, con rovesciamento di mobili e di porcellane, simile ad una zuffa, ed infine un terribile urlo di Simeon Lee. Tutti rimasero terrorizzati ed un secondo dopo accorsero fuori dalla stanza di Simeon, che però era chiusa a chiave; dopo che Harry e Stephen ebbero abbattuto la porta, videro Simeon intorno ad un lago di sangue. Chiamarono la polizia, tra cui c’era il sovrintendente Sugden, che si trovava già nell’atrio, il colonnello Johnson e l’abile Poirot.

La notte stessa i poliziotti interrogarono tutti i componenti della famiglia, compresi il maggiordomo di fiducia Tressilian, che lavorava in quella casa da quarant’anni, ed il personale di servizio, come camerieri, infermieri e cuochi. Non giunsero a nessuna conclusione quella sera ma, qualche giorno dopo, Poirot svelò il mistero del delitto.

Per prima cosa svelò le vere identità di Stephen Farr e di Pilar Estravados. Il primo era uno dei figli illegittimi di Simeon, concepito mentre lavorava in Sud Africa. La seconda era l’amica della vera nipote di Simeon, a cui aveva rubato identità e passaporto subito dopo la sua morte, avvenuta in seguito allo scoppio di una bomba mentre si trovava in macchina con Conchita.; si chiamava in realtà Conchita Lopez e cambiò identità con lo scopo di arricchirsi, sapendo che Pilar era l’unica nipote di Simeon e che i suoi parenti in Inghilterra erano molto ricchi.

Poi Poirot disse che tutti quelli che si trovavano nella casa durante l’omicidio potevano essere gli assassini ed infatti illustrò anche il movente di ognuno. Ma alla fine colpevolizzò il sovrintendente Sugden. Infatti scoprì, dal modo di ridere e dalla somiglianza a Simeon, che Sugden era un altro figlio del vecchio; poi dimostrò che Sugden si voleva vendicare del tradimento e dell’abbandono di Simeon nei confronti di sua madre.

Inoltre Poirot fece capire ai Lee che l’omicidio di Simeon non era avvenuto quando udirono quel gran fracasso alle 21.15, bensì molto prima, quando tutti videro Simeon per l’ultima volta dopo l’ora del tè. In questo modo l’assassino Sugden avrebbe avuto tempo di legare una fine corda intorno a molti mobili ammucchiati e ad un tappino che chiudeva un palloncino molto gonfio, e di chiudere la porta a chiave dall’esterno. Infatti Sugden si era recato a casa di Simeon con la scusa di un probabile furto ai diamanti che egli teneva nella sua cassaforte; così, quando Simeon si voltò per controllare la cassaforte, il sovrintendente Sugden lo sgozzò. Poi gettò sul sangue di Simeon del citrato di sodio misto a sangue di altri animali per mantenerlo fresco, così da far credere che l’omicidio fosse avvenuto proprio all’ora che tutti credevano. Quando uscì dalla stanza, chiuse la porta a chiave dall’esterno con delle pinze sottili, in modo che nessuno dei componenti della casa sarebbe più potuto entrare in quella stanza. Poi se ne andò indisturbato. Verso la falsa ora del delitto, Sugden si recò in giardino e tirò la funicella che pendeva sul giardino che provocò tutto quel fracasso e sempre con quella corda stappò un particolare palloncino che vendevano ad una fiera e che provocava un verso simile ad un maialino che veniva sgozzato. In questo modo il sovrintendente Sugden vendicò la madre, avendo anche qualche possibilità in più di un assassino qualsiasi di non essere scoperto, essendo un poliziotto. Ma Poirot era talmente abile nel suo mestiere che lo scoprì subito, solamente due giorni dopo l’omicidio di Simeon Lee.

4. Personaggi: caratteristiche fisiche, psicologiche, cambiamenti, evoluzioni, ecc… dei personaggi principali ed un eventuale accenno ai personaggi secondari.

Simeon Lee: è un vecchio molto fragile di corporatura, ad eccezione del suo naso aquilino e fiero; i suoi occhi sono ancora neri e vivacissimi come quelli di un ragazzo. Simeon Lee ha cinque figli: Alfred, Harry, George, David e Jennifer, ormai defunta. Simeon però ha qualche altro figlio illegittimo. Simeon Lee, a prima vista, potrebbe sembrare insignificante ed innocuo, ma in realtà si rivela un uomo molto intelligente, furbo, dispettoso e quasi cattivo, che si diverte nel vedere gli altri, compresi i familiari, arrabbiati. Nel racconto, infatti, Simeon molte volte provoca volontariamente liti familiari.

Alfred Lee: è il figlio maggiore di Simeon e vive con sua moglie Lydia ed il padre. Alfred, uomo di mezza età, è di corporatura massiccia con occhi castani. E’ il figlio più devoto a Simeon; infatti la vita di Alfred e Lydia dipende dalle decisioni di Simeon ed anche dai suoi capricci.

Lydia Lee: è una donna elegantissima e di estreme gentilezza e bontà. Anche se non può sopportare Simeon Lee, riesce ad essere sempre cortese, gentile e disponibile con lui.

George Lee: è uno dei figli di Simeon, ha quarantun anni, è un politico ed il suo futuro era già stato deciso dal padre. Sicuramente George è il più spilorcio di tutti i Lee. Egli ha sposato Maude, una ragazza di vent’anni più giovane e questa sua scelta è ritenuta da Alfred finalizzata alla sua carriera politica.

Maude Lee: è una ragazza affascinante, bella e giovane, sposata con George Lee. È alta e magra ed ha i capelli biondo-platino, è sempre attenta alla linea ed in cerca di soldi. Maude non si è ancora integrata bene con i Lee; infatti, fa di tutto per convincere George a non passare il Natale con i suoi familiari, ma invano.

David Lee: è uno dei figli di Simeon Lee, con i capelli biondi e gli occhi azzurri che lo facevano sembrare sempre terribilmente giovane. Fra tutti i suoi fratelli, era quello che sicuramente voleva più bene alla madre e che le stava più vicino; infatti, dopo la morte della madre, egli se ne andò di casa e non volle più rivedere il padre, perché lo riteneva la causa di tutte le sofferenze, le lacrime ed infine del crepacuore della madre. Solo grazie ad Hilda, sua moglie, decide di tornare a casa per festeggiare il Natale con i familiari e riconciliarsi con il padre.

Hilda Lee: è una donna fisicamente robusta, non bellissima e non elegante come le cognate. Hilda, comunque, è la donna più energica e sicura dei Lee. Non aveva mai visto prima di allora i cognati, le cognate ed il suocero, dato che David dopo essersi sposato lontano dalla sua casa d’infanzia, non volle più rivedere i suoi familiari.

Harry Lee: è il figlio di Simeon che gli assomiglia di più sia fisicamente che caratterialmente; infatti è massiccio ed ha il naso e la mascella decisi come il padre, quando ride, butta all’indietro il capo, risultando buffo, soprattutto a Pilar. Anche se è il figlio di Simeon più irrequieto, Simeon lo reputa il più in gamba di tutti. Harry, da ragazzo, se ne andò di casa e girò tutto il mondo, chiedendo al padre sempre soldi. Harry non è sposato ed è odiato dal fratello Alfred.

Stephen Farr: è un giovane del Sud Africa molto somigliante ad Harry Lee; infatti, Poirot poi svelerà che è un figlio illegittimo di Simeon Lee, concepito ai tempi in cui lavorava con il suo amico e soprattutto socio Eb Farr. Stephen, dichiarandosi figlio di Eb, fu accolto da Simeon con grande entusiasmo, anche se lo scopo della sua bugia era solo di conoscere suo padre Simeon.

Pilar Estravados: è una giovane ragazza, molto bella, che si dichiara come figlia di Jennifer Lee e nipote di Simeon.

In realtà il suo vero nome è Conchita Lopez, ma assume l’identità dell’amica Pilar, morta mentre era in macchina con lei durante il viaggio verso l’Inghilterra, e si impossessa del suo passaporto. Il suo scopo è quello di raggiungere la casa di Simeon Lee e di arricchirsi. Ma capendo, dopo lettura del testamento, che i Lee e soprattutto Lydia sono disposti a rinunciare ad una parte di denaro per aiutarla, lei capisce che commetterebbe una vera e propria ingiustizia nei loro confronti.

Il detective Hercule Poirot: è soprannominato “il piccolo belga” ed ha un bel paio di baffi. Poirot è abilissimo nel capire l’andamento dei fatti, nello scoprire l’assassino e nello spiegare le sue conclusioni riguardanti al delitto. Poirot è molto furbo, pone delle “domande trabocchetto” e sta attento ad ogni piccolo particolare durante gli interrogatori.

5. Spazio: in quali luoghi si svolge la vicenda? Sono luoghi aperti o chiusi? Sono luoghi secondari, che fanno da sfondo alle vicende dei personaggi, o acquistano un ruolo fondamentale? Le caratteristiche psicologiche dei personaggi sono amplificate e proiettate nei luoghi descritti (es. pioggia che purifica, notte che angoscia, lago che riposa, ecc…)?

La maggior parte della vicenda si svolge in Inghilterra, nella casa dove vivono Alfred, Lydia e Simeon Lee. Secondo me, la casa di Simeon assume un ruolo fondamentale nella vicenda dato che, per risolvere il delitto, Poirot la deve esaminare accuratamente in ogni suo minimo particolare.

6. Tempo: in quale periodo storico si inseriscono i fatti narrati? In quale arco di tempo si svolge la vicenda (dieci anni, due mesi, un giorno, ecc…)? Prevalgono i tempi lenti (pause, riflessioni, ecc…), le scene, in cui l’azione scorre sotto i nostri occhi con la stessa velocità con cui stiamo leggendo il testo, oppure i fatti scorrono rapidamente, con riassunti ed ellissi temporali? Vi è corrispondenza tra fabula ed intreccio? Ci sono analessi (flashback, ricordi) o prolessi (anticipazioni)?

Secondo me, la storia si svolge sicuramente nella seconda metà del Novecento, nel periodo di Natale. La vicenda narrata si sviluppa in circa cinque giorni. Prevalgono i tempi lenti, dove i detectives fanno riflessioni sugli interrogatori per riuscire a risolvere il caso; inoltre, nel racconto ci sono molti flash-back da parte di quasi tutti i componenti della casa.

7. Stile: qual è il linguaggio adottato dall’autore? Ci sono elementi dialettali o di lingue straniere? C’è una sintassi particolare? Il registro è colloquiale o tecnico-scientifico? Lo stile è giornalistico? Qualche personaggio si esprime in un modo diverso rispetto agli altri?

Lo stile adottato dall’autore è molto scorrevole e facile da interpretare. Nel racconto ci sono molte parole o modi di dire francesi che identificano il personaggio di Poirot.

Il registro è prevalentemente colloquiale ma, al momento della risoluzione del giallo, esso diventa più tecnico-scientifico proprio per dare un filo logico all’omicidio; comunque, anche quest’ultima parte è facilmente interpretabile.

8. Tecniche narrative (di presentazione delle parole e dei pensieri dei personaggi): prevale il discorso diretto o quello indiretto? È presente il discorso indiretto libero? Ci sono monologhi interiori o flussi di coscienza?

Nel racconto prevale il discorso diretto fra i componenti della famiglia, il maggiordomo Tressilian, il personale di servizio ed i detectives.

Sono presenti solo alcuni monologhi interiori dei vari personaggi che cercano di intuire l’identità dell’assassino ed il movente dell’omicidio.

9. Narratore: il narratore è onnisciente o racconta i fatti come uno spettatore esterno, oppure è un personaggio, se non addirittura il protagonista della vicenda? Il narratore, anche se non è interno, assume il punto di vista di uno o più personaggi?

Il narratore racconta la vicenda come uno spettatore esterno e, quindi, non si immedesima mai in nessun personaggio.

10. Tematiche: quali sono gli argomenti su cui fa riflettere il testo? Su questi temi viene presa una sola posizione, o sono presenti varie idee, a seconda del pensiero dei vari personaggi? In che senso il testo letto può risultare ancora attuale? Come, invece, rappresenta la mentalità o il modo di vedere le cose dell’epoca in cui è stato scritto?

Questo racconto non tratta nessun argomento o problema attuale. Essendo un giallo, esso inizia con la presentazione dei personaggi con vari accenni sul loro passato, prosegue con l’omicidio di Simeon e si sviluppa con la ricerca della risoluzione del caso.

La storia ha un lieto fine perché Poirot riesce a trovare brillantemente l’assassino di Simeon ed a far prevalere il bene sul male.

11. Commento: perché questo libro ti è piaciuto, oppure no? Esprimi liberamente un tuo giudizio, che non influirà nella valutazione.

Questo libro lo reputo abbastanza interessante. La parte iniziale, ossia la descrizione dei vari personaggi, è abbastanza noiosa, mentre dall’omicidio in poi il racconto diventa molto più interessante ed imprevedibile. Secondo me, questa mia affermazione è piuttosto frequente fra i lettori di gialli, poiché naturalmente ad essi interessa molto conoscere l’identità dell’assassino, che spesso è la persona meno sospettata, come in questa storia dove l’omicida è il sovrintendente Sugden, che poi Poirot scopre essere il figlio illegittimo di Simeon.

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