Il palazzo di Atlante

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Analisi di un testo di Ariosto

traccia per un compito in classe

Analisi di un testo di Ariosto dal canto dodicesimo dell’Orlando furioso

 

[4] L’ha cercata per Francia: or s’apparecchia
     Per Italia cercarla e per Lamagna,
     Per la nuova Castiglia e per la vecchia,
     E poi passare in Libia il mar di Spagna.
     Mentre pensa così, sente all’orecchia
     Una voce venir, che par che piagna:
     Si spinge inanzi; e sopra un gran destriero
     Trottar si vede innanzi un cavalliero,
    
[5] Che porta in braccio e su l’arcion davante
     Per forza una mestissima donzella.
     Piange ella, e si dibatte, e fa sembiante
     Di gran dolore; ed in soccorso appella
     Il valoroso principe d’Anglante;
     Che come mira alla giovane bella,
     Gli par colei, per cui la notte e il giorno
     Cercato Francia avea dentro e d’intorno.
    

[6] Non dico ch’ella fosse, ma parea
     Angelica gentil ch’egli tant’ama.
     Egli, che la sua donna e la sua dea
     Vede portar sì addolorata e grama,
     Spinto da l’ira e da la furia rea,
     Con voce orrenda il cavallier richiama;
     Richiama il cavalliero e gli minaccia,
     E Brigliadoro a tutta briglia caccia.
    
[7] Non resta quel fellon, né gli risponde,
     All’alta preda, al gran guadagno intento,
     E sì ratto ne va per quelle fronde,
     Che saria tardo a seguitarlo il vento.
     L’un fugge, e l’altro caccia; e le profonde
     Selve s’odon sonar d’alto lamento.
     Correndo usciro in un gran prato; e quello
     Avea nel mezzo un grande e ricco ostello.
 

[8] Di vari marmi con suttil lavoro
     Edificato era il palazzo altiero.
     Corse dentro alla porta messa d’oro
     Con la donzella in braccio il cavalliero.
     Dopo non molto giunse Brigliadoro,
     Che porta Orlando disdegnoso e fiero.
     Orlando, come è dentro, gli occhi gira;
     Né più il guerrier, né la donzella mira.
    
[9] Subito smonta, e fulminando passa
     Dove più dentro il bel tetto s’alloggia:
     Corre di qua, corre di là, né lassa
     Che non vegga ogni camera, ogni loggia.
     Poi che i segreti d’ogni stanza bassa
     Ha cerco invan, su per le scale poggia;
     E non men perde anco a cercar di sopra,
     Che perdessi di sotto, il tempo e l’opra.
    
[10] D’oro e di seta i letti ornati vede:
     Nulla de muri appar né de pareti;
     Che quelle, e il suolo ove si mette il piede,
     Son da cortine ascose e da tapeti.
     Di su di giù va il conte Orlando e riede;
     Né per questo può far gli occhi mai lieti
     Che riveggiano Angelica, o quel ladro
     Che n’ha portato il bel viso leggiadro.
    
[11]E mentre or quinci or quindi invano il passo
     Movea, pien di travaglio e di pensieri,
     Ferraù, Brandimarte e il re Gradasso,
     Re Sacripante ed altri cavallieri
     Vi ritrovò, ch’andavano alto e basso,
     Né men facean di lui vani sentieri;
     E si ramaricavan del malvagio
     Invisibil signor di quel palagio.

Svolgi i seguenti punti:

1) Riassumi il contenuto del brano e spiega di cosa sono in cerca i cavalieri e le dame

2) Questo tipo di ricerca è presente solo in questo brano o anche in altri del poema? Se sì, quali?

3) Ariosto utilizza espressioni come dentro e d’intorno, di qua… di là, ecc. Quale effetto ottiene in tal modo?

4) Trova nel testo l’area semantica relativa al vano e spiega perché sia così frequente.

5) Quale significato metaforico ha questo luogo?

6) Metti in relazione il tema dominante del brano con quello della pazzia .

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