Il profumo


tesina interdisciplinare di Elena Squellerio, classe 5°A – a.s. 2007-2008

Introduzione

La scelta del profumo, come tema della tesina, è dovuta principalmente alla volontà di indagare in un mondo determinante nella vita di ogni persona, ma allo stesso tempo così fugace e sfuggevole da essere spesso trascurato. I profumi infatti sono strettamente legati alle nostre esperienze, ai nostri ricordi e alle nostre emozioni e fanno parte della nostra quotidianità più di quanto si possa immaginare. Il loro campo dazione non ha limiti e le possibilità applicative degli odori sono infinite. Il fatto che le essenze non lascino tracce visibili nella storia non deve essere quindi motivo di scarsa considerazione o discredito.

Cos’è il profumo

Per definire in maniera semplice le innumerevoli varianti odorose, naturali ed artificiali, esistenti al giorno d’oggi ci si serve di alcune indispensabili regole olfattive. A questo scopo è necessario anzitutto rivolgersi ad un vero e proprio alfabeto degli odori. Esso permette di conoscere il linguaggio della comunicazione olfattiva e l’effetto psicologico degli odori, il quale dipende soprattutto dal loro effetto sul sistema nervoso e su quello delle memorie a cui essi sono associati. L’effetto psicologico di una fragranza inoltre, dipende in buona misura del contesto in cui viene utilizzata. L’intensità dell’odore è poi una delle caratteristiche più importanti dell’informazione odorosa. L’errore più grave è quello di somministrare una dose eccessiva di profumo; spesso la piacevolezza di un odore varia inversamente alla sua intensità. La scelta delle essenze che compongono le fragranze e la loro concentrazione influenza sia l’intensità del profumo, sia il suo effetto. In base a questo vengono distinte soglie di percettive:

– Soglia deffetto: il corpo reagisce ad profumo di intensità quasi impercettibile.

– Soglia della percezione: si percepisce una certa aura, ma non la si sa definire.

– Soglia di riconoscimento: si riconosce il profumo e lo si sa definire.

– Soglia del piacere: si percepisce l’intensità del profumo.

– Soglia dell’eccesso: il profumo ha una nota troppo forte ed invadente.

– Soglia di fuga: il profumo provoca appunto una reazione di fuga.

Un’altra regola da tenere ben presente nell’esperienza olfattiva è quella di offrire diluizioni di intensità crescente, proponendo quindi un concerto di profumi” che permetta al naso ricercare e esplorare le fragranze per gradi prima d’aprirsi totalmente verso di esse. Un profumo può accogliere in sé diverse quantità di materie di base creando note profumate differenti. Le nuances del profumo possono essere per esempio fiorite/femminili, mascoline, orientali, fruttate, velate, agrumate o classiche/eleganti. Ogni profumo è caratterizzato da note di testa, di cuore e di fondo.

· La Nota di testa si percepisce subito dopo lapplicazione. Si tratta di un profumo effimero e leggero che serve principalmente ad attirare l’attenzione.

· La Nota di cuore è quella dominante. Essa dà carattere al profumo e necessita di tempo per svilupparsi ed arricchirsi; per questo motivo è possibile percepirla solamente nelle ore che seguono la scomparsa della nota primaria.

· La Nota di fondo riguarda l’ultima parte del processo olfattivo. Essa contiene elementi persistenti che definiscono le più importanti qualità di un profumo sostenendo e prolungando le note di cuore.

Il profumo è molto più di una sostanza materiale inanimata. E una specie di genio buono” che svolge cinque affascinanti funzioni:

▪ Funzione sacra. Essa permette il rapporto e la comunicazione con gli dei e richiama il profumo dei riti sacri, delle imbalsamazioni e delle offerte.

▪ Funzione di piacere ed eleganza. Riguarda sia uomini che donne e consente di sottolineare la propria personalità, il proprio carattere, stile ed i propri gusti. E infine segno di benessere.

▪ Funzione di seduzione. Il profumo è ritenuto uno dei più forti artefici di seduzione. Non tutti gli odori costituiscono un istinto sessuale. Alcuni hanno un effetto stimolante, altri un effetto dissuasivo.

▪ Funzione di identità. Il profumo dà a chi lo indossa un secondo nome di battesimo”. Lodorato interviene per primo nei rapporti umani.

▪ Funzione di evasione. Gli odori ricordano luoghi distanti, momenti passati e danno ampio spazio all’immaginazione. La memoria olfattiva è primordiale, ed associa ad un odore un’immagine emozionale. Essa non svanisce mai e ci condiziona fin dall’infanzia; sono proprio i ricordi olfattivi più distanti quelli più potenti. Più antiche sono le memorie olfattive più profonde sono le emozioni che risvegliano.

Composizione

Componenti essenziali di un profumo sono soprattutto l’alcool e le essenze materiali o sintetiche (materie odorose) in esso disciolte. Per la composizione di un profumo vengono mescolati insieme dai 30 agli 80 elementi profumati scelti tra le circa 200 essenze naturali e i quasi 2000 elementi sintetici esistenti. A seconda degli oli eterici in essi contenuti, i diluenti vengono suddivisi nelle seguenti categorie: eau de solide, eau de cologne, eau de toilette, eau de parfum, estratto di profumo. Necessarie per preservare la qualità di un profumo sono infine la conservazione e la collocazione dello stesso; se inadatte, le essenze possono subire spiacevoli alterazioni.

  • torna all’indice della tesina interdisciplinare Il profumo di Elena Squellerio VA a.s. 2007/2008