Il respiro della terra – di Laura Alberico

Fine dell’estate, ultimi giorni di vacanza per tanti: bambini, ragazzi, famiglie tornate nel paese d’origine per trascorrere le ferie con parenti e amici. Paesi che conservano le radici della tradizione, usi e costumi che in estate soprattutto si vestono di colori accogliendo nelle piccole piazze eventi e sagre, odori e sapori nell’aria pulita di giorni dal ritmo lento e pacato. Paesi e chiese, mattoni e pietra viva che sembrano aver conservato il segreto del tempo e del suo divenire. Bambini e adulti, anziani, il cerchio della vita racchiuso tra montagne, a protezione di una esistenza semplice che la natura ha regalato e conservato, storie che legano l’uomo alla propria terra nel ricordo di una unione di spirito e materia, intima e personale osmosi che l’estate concede prima del ritorno alla vita di sempre. Il terremoto ha sconvolto e confuso  la vita e la morte, in  una notte infinita il tempo si è fermato per un gioco del destino, crudele e incomprensibile, immobile maschera nel dolore della distruzione e dell’assenza. Il respiro della terra ha soffocato la vita di tanti tra mura domestiche e oggetti cari, un sogno di normalità e sicurezza sepolto dalle macerie, resti di un passato recente che continuerà a raccontare e testimoniare piccole e grandi storie, legami di un tempo reale che implode nel ricordo di chi resta e che ascolta ancora con gli occhi assenti il rumore sordo del terremoto. Lo strascico di una estate difficile da dimenticare semina speranza e solidarietà nel cuore profondo di una Italia fragile e indifesa che mostra le sue ferite e il suo coraggio, la voglia, nonostante tutto, di ricominciare.