IL TEMPO

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Verifica interdisciplinare

Quanti sono i tempi?

Quod autem nunc et claret, nec futura sunt nec praeterita, nec proprie dicitur: tempora sunt tria, praeteritum, praesens et futurum,

 

sed fortasse proprie diceretur: tempora sunt tria, praesens de praeteritis, praesens de praesentibus, praesens de futuris.

 

Sunt enim haec in anima tria quaedam

 

 

et alibi ea non video, praesens

de praeteritis memoria, praesens de praesentibus contuitus, praesens de futuris expectatio.

 

Si haec permittimur dicere, tria tempora video fateorque, tria sunt.

(Agostino, Conf. 11, XX,26)

Un fatto è ora limpido e chiaro: né futuro né passato esistono. E’ inesatto dire che i tempi sono tre: passato, presente e futuro.

 

Forse sarebbe esatto dire che i tempi sono tre: presente del passato, presente del presente, presente del futuro.

 

Queste tre specie di tempi esistono in qualche modo nell’animo

 

e non vedo altrove: il presente

del passato è la memoria, il presente del presente la visione, il presente del futuro l’attesa.

 

Mi si permettano queste espressioni, e allora vedo ed ammetto tre tempi.

( Traduzione di Carlo Carena)

 

1. Analisi testuale:

1.1. Seleziona dal testo latino le quattro espressioni chiave del discorso sul tempo:

 

a)  _____________________________________

 

b) _____________________________________

 

c)  _____________________________________

 

d) _____________________________________

 

1.2. Scrivi l’analisi morfosintattica di contuitus e il paradigma del verbo a cui rimanda:

__________________________________________________________________________________

___________________________________________________________________________________


 

2. Contestualizzazione:

Il candidato / la candidata risponda alle domande in non più di sei righe:

2.1  Quali sono i punti fondamentali della concezione di Seneca sul tempo?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

    2.2.Quali sono i punti fondamentali della concezione di Agostino sul tempo?  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  2.3.Quali differenze riscontri tra la concezione che Agostino ha del tempo e quella di Seneca?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

3. Confronto interdisciplinare L’intuizione di Agostino anticipa  il concetto di tempo ripreso in tempi molto più vicini a noi da gran parte della letteratura del ‘900, che prenderà spunto da questi presupposti: 3.1 In quali autori, tra quelli studiati, hai riscontrato una particolare significatività riguardo al tema del tempo?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

3.2. Dimostra l’affermazione del punto 4 facendo riferimento ad un testo letto;

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  3.3.     Alla fine del XIX secolo H. Bergson ripropone la questione del tempo nei termini di “attualità” del tempo nella coscienza. Fornisci una definizione sintetica della concezione bergsoniana del tempo:  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

VERIFICA

 

1. Analisi testuale:

1.1. Seleziona dal testo latino le quattro espressioni chiave del discorso sul tempo:                               (4 punti)

 

 

a)   presente del passato (la memoria,  memoria ), b)  presente del presente (la visione, contuitus ), c)   presente del futuro ( l’attesa, expectatio), d)  nella dimensione dell’anima,  in anima.

 

 

1.2. Scrivi l’analisi morfosintattica e il paradigma del verbo a cui rimanda contuitus:                           (4 punti)

1.1.      Contuitus , us : 4^ declin. E’ la forma sostantivata del participio passato del verbo Contueor, eris, contuitus sum, contueri. Vedere, contemplare, 2 deponente transitivo


 

2. Contestualizzazione:

Il candidato / la candidata risponda alle domande in non più di sei righe:

2.2     Quali sono i punti fondamentali della concezione di Seneca sul tempo?

 

Riflessione di Seneca nel De brevitate vitae:

il sapiens (il saggio) è chi sa gestire bene la vita anche se è breve;

il sapiens vive nel presente;

il sapiens trionfa sul tempo;

la filosofia stoica aiuta a vivere bene il tempo della vita secondo Natura e Virtù;

la dimensione etico-morale dello stoicismo aiuta a vivere bene e a morire bene                                       (6 punti)

  2.4.   Quali sono i punti fondamentali della concezione di Agostino sul tempo?  

Riflessioni di Agostino nelle Confessiones (libro XI) :

Agostino inserisce la speculazione del tempo nella dimensione teologica cristiana;

il tempo, soggetto a mutamenti e a finire  è creato da Dio eterno ed immutabile;

la misurazione del tempo è legata alla percezione interiore dell’individuo del suo passare;

la modernità del concetto di memoria, visione, attesa nella coscienza individuale;

la fede, la speranza e la carità risolvono il problema del tempo in una dimensione escatologica;

Dio trionfa sul tempo  

                                                                                                                                                 (6 punti)

 

2.5.   Quali differenze riscontri tra la concezione che Agostino ha del tempo e quella di Seneca?

 

§         Seneca fa un discorso etico-morale basato sulla filosofia stoica, per la ricerca della felicità; §         Agostino fa un discorso filosofico-teologico basato sulla concezione cristiana;

 

§         Seneca, da stoico sostiene che il tempo, secondo un principio razionale (ordine cosmico), è l’avvicendarsi costante e ripetuto della storia nel tempo;

§         Agostino considera il tempo estensione dell’anima e si pone in una dimensione escatologica che porta all’eternità;

 

§         Seneca sostiene che il sapiens è padrone della vita e della morte;

§         Agostino sostiene che Dio è padrone della vita e della morte

 

                                                                                                                                                                         (6 punti)

3. Confronto interdisciplinare L’intuizione di Agostino anticipa  il concetto di tempo ripreso in tempi molto più vicini a noi da gran parte della letteratura del ‘900, che prenderà spunto da questi presupposti: 3.1 In quali autori, tra quelli studiati, hai riscontrato una particolare significatività riguardo al tema del tempo?

 

Leopardi, Pirandello, Ungaretti, Quasimodo, Gregotti, Calvino, ecc

                                                                                                                                                                           (4 punti)

Il tema della memoria è centrale nella letteratura di tutti i tempi, (cfr. Leopardi) ma soprattutto nel ‘900. Cfr. Svevo, La coscienza di Zeno. Oltre che i già citati Montale, Ungaretti, Quasimodo, Pavese.

  Il tema della visione può essere trattato a partire dal mondo medievale (Dante, La divina Commedia concepita come visione, nell’ambito dell’esperienza mistica dell'”Itinerarium mentis in Deum”)  al concetto di epifania, illuminazione, (Cfr. Eliot, Montale con sullo sfondo l’ intuizione di Bergson).

 

 

 

3.2. Dimostra l’affermazione del punto 4 facendo riferimento ad un testo letto:

                                                                                                                                                                             (4 punti)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  3.4.        Alla fine del XIX secolo H. Bergson ripropone la questione del tempo nei termini di “attualità” del tempo nella coscienza. Fornisci una definizione sintetica della concezione bergsoniana del tempo:                                                                                                                                                                             (6 punti)

 

Il tempo della scienza è qualcosa di astratto ed esteriore e di spazializzato e pertanto è reversibile, è fatto da momenti distinti l’uno dall’altro, è successione di passato presente e futuro.

Il tempo della vita, al contrario, è qualcosa di concreto e interiore (è il tempo della coscienza) e si identifica con la durata (simultaneità di presente passato e futuro nella coscienza): mentre il tempo della fisica è come una collana di perle, uguali e distinte fra loro, il tempo della vita è come un gomitolo di filo che continuamente muta e cresce su se medesimo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Altri argomenti che portano all’eccellenza (3 punti)

Altre opere sono: Evoluzione creatrice (1907) e Durata e simultaneità (1922). Il concetto più innovativo, che ebbe grande importanza nella cultura del ‘900 e soprattutto in letteratura, fu la distinzione tra il tempo della scienza e il tempo della vita. Scrive Bergson nel Saggio sui dati immediati della coscienza: “familiarizzati con l’idea di spazio, noi l’introduciamo a nostra insaputa, nella nostra rappresentazione della successione pura…proiettiamo il tempo nello spazio, la durata nell’estensione; la successione prende per noi la forma di una linea continua”.

Il tempo della scienza è qualcosa di astratto ed esteriore e di spazializzato e pertanto è reversibile, è fatto da momenti distinti l’uno dall’altro, è successione di passato presente e futuro.

Il tempo della vita, al contrario, è qualcosa di concreto e interiore (è il tempo della coscienza) e si identifica con la durata (simultaneità di presente passato e futuro nella coscienza): mentre il tempo della fisica è come una collana di perle, uguali e distinte fra loro, il tempo della vita è come un gomitolo di filo che continuamente muta e cresce su se medesimo. Inoltre Bergson dice : “Per un essere cosciente esistere significa creare indefinitamente se stesso”. Autocreazione e libertà sono i caratteri essenziali della vita spirituale.

 

Sulla irripetibilità del tempo della psiche e la sua assoluta irriproducibilità e irreversibilità si basa gran parte della letteratura del ‘900.

Marcel Proust in “Alla ricerca del tempo perduto dimostra quanto questa ricerca sia fallimentare e quanto invece la memoria, che è la coscienza stessa, trasformi in ricreazione l’avvenimento stesso. Il suo punto di riferimento filosofico è Bergson

Bergson, infatti, distingue tra memoria pura, la quale si identifica col passato che ” ci segue, tutt’intero, in ogni momento”;  ricordo-immagine, parte della memoria complessiva è la materializzazione soltanto di quegli  eventi selezionati, che servono all’azione (la memoria è più oblio che ricordo); la percezione, ulteriore filtro selettivo che agisce in funzione dell’azione.

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