Il terremoto in Abruzzo


tema svolto (maggio 2009) di Paolo Sestagalli

All incirca un mese fa, come sa tutto il mondo, in Abruzzo, più precisamente a LAquila, si è verificata una catastrofe: un terremoto di magnitudo 6.3 della scala Richter, che ha causato quasi 300 morti, più di 1.500 feriti, oltre 70.000 sfollati, e come se non bastasse, raso al suolo il 50% delle abitazioni, facendo sprofondare il capoluogo di provincia nel caos più totale.

Subito l Italia e anche l estero si sono mobilitati intervenendo con urgenza in tutti i vari settori danneggiati, sotto il comando della Protezione Civile Italiana.

Questa catastrofe ha fatto sorgere molti dubbi, perché alcuni sostengono che sarebbe stato possibile prevedere il terremoto, appoggiando la tesi del professor Giampaolo Giuliani.

Giuliani infatti da alcuni anni segue un progetto sperimentale ( mai convalidato dalla scienza) secondo il quale in prossimità di terremoti aumenta la concentrazione di Radon (gas radioattivo naturale, prodotto dal decadimento delluranio contenuto, in quantità variabile, nella crosta terrestre).

Pochi giorni prima dell evento aveva lanciato l allarme indicando Sulmona come luogo dell imminente catastrofe; ma il disastro che Giuliani aveva previsto si è scatenato una settimana dopo e in una località diversa: l Aquila.

Anche se i suoi calcoli non si sono rivelati precisi, lasciano spazio a interessanti ipotesi, che la scienza dovrà verificare.

Se non è ancora possibile prevedere con certezza i terremoti, è però sicuramente possibile cercare di limitare i danni.

Infatti dopo il disastro si è scoperto che molte delle strutture crollate erano quelle più recenti e quindi avrebbero dovuto rispettare le norme di costruzione per le zone decretate ad alto rischio sismico.

Appena venuti alla luce questi fatti si sono subito aperte delle indagini e polemiche contro le varie aziende costruttrici accusate di aver costruito le strutture con materiali scadenti e non a norma.

Accuse anche verso gli enti che avrebbero dovuto controllare, e che avrebbero dovuto prendere in seria considerazione le segnalazioni di molti cittadini che avevano notato crepe sospette già da alcuni mesi a causa di un lungo sciame sismico in corso da tempo.

Ma nonostante tutto questo, tra caos e disordine, si può vedere una piccola cosa giusta, ovvero che subito tutta Italia si è mobilitata per aiutare l Abruzzo, dimenticando i problemi singoli per sanare il dolore della povera gente, affrontando con prontezza e generosità un problema comune.