La crisi economica

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tema svolto

di Paolo Sestagalli

Nel suo ultimo rapporto sull’economia mondiale, il Fondo monetario internazionale non usa mezzi termini e definisce la crisi economica di questi mesi (del 2008) come la peggiore dal 1930″. Il Fondo descrive un’economia globale che rallenta, ad un ritmo che molti esperti considerano l’orlo della recessione a causa del più pericoloso shock finanziario per le economie avanzate dagli anni Trenta. Per molti anni le banche centrali hanno proposto tassi d interesse estremamente bassi spingendo molte persone ad indebitarsi per l acquisto della casa, dell auto, etc.

Improvvisamente, nel giro di pochi mesi i banchieri hanno cominciato ad alzare i tassi fino a mettere in seria difficoltà molte famiglie che, soprattutto negli Stati Uniti, non sono state più in grado di pagare le rate del loro mutuo e hanno perso così il bene acquistato.

Molte persone si sono trovate di colpo povere, lo stipendio è stato improvvisamente insufficiente per i loro bisogni, anche quelli primari e così l economia ha cominciato a girare” di meno. Meno soldi e meno acquisti, in poco tempo hanno mandato in crisi molte aziende che sono state costrette a chiudere o a mettere in cassa integrazione gli operai per mancanza di ordinativi.

Non c’è in vista una ripresa immediata, tuttavia il Fmi prevede che una graduale ripresa dovrebbe emergere verso la fine del 2009. Operai e impiegati finiscono in cassa integrazione, la  produzione industriale crolla, il prodotto interno lordo arriva a toccare minimi storici, ma ci sono anche code per raggiungere le località turistiche e sciistiche, code fuori dai negozi più esclusivi della nostra penisola. Ci sono quindi anche evidenti contraddizioni.

Ci si chiede se il vero volto dell’Italia in crisi sia quello di coloro che per arrivare a fine mese devono ‘tirare la cinghia o quello di coloro che, al contrario, contribuiscono a ‘far girare l’economia. Secondo gli ultimi dati Istat la situazione economica del nostro Paese sarebbe davvero preoccupante, ma nonostante i dati, il popolo del Belpaese non rinuncia ai viaggi e il ponte dellImmacolata è stata la prima grande occasione per rendersi conto del fatto che magari si preferisce risparmiare su alcune spese pur di non rinunciare a spostarsi.

L Italia probabilmente ha risentito di meno la crisi rispetto ad altri paesi perche gli italiani hanno ancora il senso del risparmio e non amano indebitarsi eccessivamente.

Anche il nostro governo ha cercato, per quanto possibile, di aiutare le famiglie e le aziende in difficoltà, spingendo le banche a far loro prestiti agevolati.

In conclusione, si può affermare che le ripercussioni a livello generale potranno essere meno gravi del previsto, con l’andare del tempo, ma intanto il colpo subito da famiglie e imprese è stato notevole, e alcuni ne hanno risentito in modo irrimediabile.

(fonte di alcuni dati: www.businessonline.it )

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