Il trucco c’è … e si vede

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testo di: Elio Fragassi

Nella mia qualità di docente di scuola media superiore e con riferimento alle diverse esperienze di commissario agli esami di stato sono rimasto molto turbato dal risultato dell’indagine dell’Ocse che pone gli studenti italiani nelle ultime posizioni della graduatoria, così come sono rimasto sorpreso da quella graduatoria che pone le nostre università in posizioni molto arretrate.

Il turbamento e la sorpresa non sono casuali ma nascono da una considerazione semplice perché, a parere del sottoscritto,  qui qualcuno bara.

Da diversi anni, da troppi anni, assistiamo a giugno e luglio  a promozioni con percentuali altissime, superiori al 90%; agli esami di stato, da diversi anni le percentuali dei diplomati oscillano tra il 97% e il 100% degli ammessi agli esami (siccome sono tutti ammessi, ciò equivale a riferire quelle percentuali a classi intere e non ad un numero ristretto di studenti già, in qualche modo, selezionati). Da ciò la conferma al pensiero che l’Italia è un popolo di geni, di poeti di santi e di navigatori.

Tanto le percentuali delle promozioni quanto le percentuali dei maturi mettono in evidenza un quadro di riferimento che dovrebbe porre i nostri studenti ai primi posti delle classifiche e collocare le nostre università tra le migliori; invece no.

Allora mi sono detto: qui qualcuno bara e trucca le carte se l’indagine dell’Ocse evidenzia una realtà sostanzialmente negativa e completamente opposta a quella che si presenta, annualmente, nei mesi di giugno e luglio con le percentuali di cui sopra.

Avevo, purtroppo, pronosticato correttamente quando il 19.12.2001 partecipando al forum “Gli stati Generali dell’Istruzione” scrissi nel messaggio dal titolo “Diritto allo studio o al diploma?” quanto di seguito “La demagogia, il populismo educativo, le promozioni facili e ad ogni costo, la necessità di mantenere alte le percentuali di diplomati hanno messo in moto un meccanismo di appiattimento generale e di compressione delle intelligenze confondendo, appunto, il “diritto allo studio” con il “diritto al diploma” e, per agevolare quest’ultimo sono stati sostituiti gli esami di riparazione (che ritengo, comunque inutili) con il “vuoto” dei corsi di recupero che tutti sappiamo essere una finzione, un’ipocrisia, un modo per promuovere i somari e mantenere alte le percentuali dei promossi, prendendo in giro, così, studenti, famiglie e noi stessi. Tutti noi sappiamo che gli IDEI sono solo una manciata di ore insufficienti, quindi inutili, a colmare qualsiasi lacuna ma un enorme spreco di pubblico denaro per promuovere (con la coscienza a posto e le percentuali in crescita) alunni impreparati”.

Questo è quanto io, ruota di scorta, peraltro sgonfia, di questa istituzione, avevo prefigurato tre anni fa. Quello che abbiamo su tutti i giornali di questi giorni e sotto i nostri occhi ne è il riscontro reale al di là  delle false ed ipocrite percentuali che non fanno altro che creare illusioni nello studente, nelle famiglie e nella società pensando che “quantità” sia sinonimo di “qualità”.

Ma quando le illusioni svaniscono riaffiora la realtà e la realtà, come in questo caso, è dura da accettare ed ecco, allora si risvegliano alcuni guerrieri della parola che riprendendo il tubo oratorio compongono e ripetono monologhi, inutili, logori e antiquati  per giustificare tutto e il contrario di tutto (quindi niente) cercando di nascondere la realtà e travisare ulteriormente lo stato reale delle cose.

Se è vero che i numeri (percentuali dei promossi e dei diplomati) non sono solo numeri allora vuol dire che il trucco c’è… e si vede ed è talmente evidente che fa collocare i nostri studenti al 25° posto per la lettura, al 26° posto per la matematica, al 23° posto per le scienze naturali e al 26° posto per il problem solving, su un totale di 29 Paesi; mentre l’università “La Sapienza” è al 162 posto e quella di Bologna al 186° posto.

A conclusione di questo contributo vorrei riproporre, di nuovo, la frase della speranza con la quale concludevo l’intervento al forum del 2001 già ricordato: “E’ assolutamente necessario riattivare il motore intellettivo di tutti i nostri studenti, stimolarli allo studio perché la scuola torni a produrre cultura per una società ed uno Stato che hanno bisogno di rimettere in moto tutta l’intelligenza dei propri cittadini, intelligenza che è fonte di inestimabile ed inesauribile ricchezza sia per il singolo sia per la collettività nazionale”.

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