Il valore del paesaggio


Saggio breve o articolo di giornale

Prima prova scritta di Italiano Esame di Stato II ciclo -Sessione ordinaria 2016

Ministero dell’Istruzione, dell Università  e della Ricerca

P000 – ESAMI DI STATO DI ISTRUZIONE SECONDARIA SUPERIORE

PROVA DI ITALIANO

Svolgi la prova, scegliendo una delle quattro tipologie qui proposte.

TIPOLOGIA B – REDAZIONE DI UN SAGGIO BREVE” O DI UN ARTICOLO DI GIORNALE”

(puoi scegliere uno degli argomenti relativi ai quattro ambiti proposti)
CONSEGNE

Sviluppa l’argomento scelto o in forma di «saggio breve» o di «articolo di giornale», utilizzando, in tutto o in parte,
e nei modi che ritieni opportuni, i documenti e i dati forniti.
Se scegli la forma del «saggio breve» argomenta la tua trattazione, anche con opportuni riferimenti alle tue
conoscenze ed esperienze di studio.
Premetti al saggio un titolo coerente e, se vuoi, suddividilo in paragrafi.
Se scegli la forma dell«articolo di giornale», indica il titolo dell’articolo e il tipo di giornale sul quale pensi che
l’articolo debba essere pubblicato.
Per entrambe le forme di scrittura non superare cinque colonne di metà  di foglio protocollo.
 

3. AMBITO STORICO – POLITICO

ARGOMENTO: Il valore del paesaggio.

DOCUMENTI

«[…] il paesaggio italiano non è solo natura. Esso è stato modellato nel corso dei secoli da una forte presenza umana.
È un paesaggio intriso di storia e rappresentato dagli scrittori e dai pittori italiani e stranieri e, a sua volta, si è
modellato con il tempo sulle poesie, i quadri e gli affreschi. In Italia, una sensibilità  diversa e complementare si è
quindi immediatamente aggiunta all’ispirazione naturalista. Essa ha assimilato il paesaggio alle opere d’arte
sfruttando le categorie concettuali e descrittive della «veduta» che si può applicare tanto a un quadro o a un angolo
di paesaggio come lo si può osservare da una finestra (in direzione della campagna) o da una collina (in direzione
della città ). […] l’articolo 9 della Costituzione italiana
(1)
è la sintesi di un processo secolare che ha due caratteristiche
principali: la priorità  dell’interesse pubblico sulla proprietà  privata e lo stretto legame tra tutela del patrimonio
culturale e la tutela del paesaggio.»

Salvatore SETTIS, Perché gli italiani sono diventati nemici dell’arte, ne Il giornale dell’Arte”, n. 324/2012

(1)
(Art. 9 Costituzione italiana) – La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il
paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.

«Nei contesti paesaggistici tutto è, invece, solido e stabile, frutto dell’instancabile sovrapporsi di azioni umane,
innumerabili quanto irriconoscibili, ritocchi infiniti a un medesimo quadro, di cui l’iconografia principale si preserva,
per cui tutto muta nell’infinitesimo e al tempo stesso poco cambia nell’ampio insieme, ed è il durare di questa nostra
conchiglia che racconta la nostra qualità  di popolo, in una sintesi suprema di memoria visibile, ordinatamente
disposta. S’, i paesaggi non sono ammassi informi né somme di entità , ma ordini complessi, generalmente involontari
a livello generale, spontanei e autoregolati, dove milioni di attività  si sono fuse in un tutto armonioso. E un’armonia
e una bellezza questa di tipo poco noto, antropologico e storico più che meramente estetico o meramente scientifico,
a cui non siamo stati adeguatamente educati. […] Capiamo allora perché le Costituzioni che si sono occupate di
questi temi, da quella di Weimar alla nostra, hanno distinto tra monumenti naturali, storici e artistici, […] e il
paesaggio […], dove natura, storia e arte si compongono stabilmente […]. E se in questa riscoperta dell’Italia, da
parte nostra e del globo, stesse una possibilità  importante di sviluppo culturale, civile ed economico del nostro paese
in questo tempo di crisi?».
Dal discorso del Presidente FAI Andrea CARANDINI al XVII Convegno Naz. Delegati FAI- Trieste 12 aprile 2013;
)

«Il paesaggio italiano rappresenta l’Italia tutta, nella sua complessità  e bellezza e lascia emergere l’intreccio tra una
grande natura e una grande storia, un patrimonio da difendere e ancora, in gran parte, da valorizzare. La sacralità  del
valore del paesaggio […] è un caposaldo normativo, etico, sociale e politico da difendere e tutelare prima e sopra
qualunque formula di sviluppo che, se è avulsa da questi principi, può risultare invasiva, rischiando di compromettere
non solo la bellezza, ma anche la funzionalità  presente e futura. Turismo compreso.»
Dall’intervento di Vittorio SGARBI alla manifestazione per la commemorazione del 150° anniversario dell’Unità  d’Italia a
Palermo-12 maggio 2010- riportato su La Sicilia” di Giorgio PETTA del 13 maggio 2010

«Tutti, è vero, abbiamo piacere di stare in un ambiente pulito, bello, sereno, attorniati dalle soddisfazioni scaturenti
in buona sostanza da un corretto esercizio della cultura. Vedere un bel quadro, aggirarsi in un’area archeologica
ordinata e chiaramente comprensibile, viaggiare attraverso i paesaggi meravigliosi della nostra Italia, tenere lontani
gli orrori delle urbanizzazioni periferiche, delle speculazioni edilizie, della incoscienza criminale di chi inquina,
massacra, offende, opprime l’ambiente naturale e urbanistico.»
Cl’audio STRINATI- La retorica che avvelena la Storia (e gli storici) dell’arte- da lHuffington Post del 06.01.2014
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