Il visconte dimezzato


di Italo Calvino

Relazione del libro di Onnis Davide

Riassunto:

Questo romanzo narra la storia del visconte Medardo di Terralba, che nel mentre della battaglia tra i cristiani e i turchi, si arruolò. Accompagnato dallo scudiero Curzio si recò all’accampamento cristiano, dove si fece subito dare il titolo di tenente. La mattina del giorno seguente la battaglia iniziò. I turchi erano in maggior numero rispetto ai cristiani, ma  Medardo non lo sapeva, e Curzio non intendeva dirglielo. La sorte infame che aspettava Medardo viene anticipata dall’autore alla fine del capitolo, ma la narrazione dei fatti non tarda a venire. Infatti il barone, ormai appiedato vide un addetto ai cannoni turchi preso nello sparare sui cristiani. Il protagonista non sapeva che non si andava mai incontro ad una cannone faccia a faccia, e così quando il cannoniere si accorse di lui, gli sparò addosso. Al termine della battaglia venne caricato su una barella, per ricevere le cure necessarie. Qui il romanzo ha una svolta: da che i fatti erano inverosimili a che diventano fantastici. Infatti Medardo il di seguente si sveglia però con un solo lato di tutto il corpo: un solo occhio, una sola narice, una sola gamba, come se fosse stato tagliato. Quando fece ritorno a Terralba, non salutò nessuno e subito entrò nella sua stanza; tutti i presenti si accorsero che lui era cambiato. Proprio in quei giorni il padre di Medardo morì , e dopo quell’avvenimento il visconte iniziò ad uscire. Più avanti nel libro si scopre la causa della morte del padre. Esso da quando il figlio era partito, si dedicava solo alla cura degli uccelli. Medardo uccise il suo preferito, e dal dolore si lasciò morire. (come nel libro la metamorfosi”) Una notte, i servi si accorsero della mancanza del loro padrone e andarono a cercarlo. Trovarono una pista: videro un pero con tutti i sui frutti  tagliati a metà, e così anche dei funghi più avanti; ad un certo punto però non trovarono più niente, e allora tornarono al castello. A questo punto del romanzo si scopre chi è il narratore: è suo nipote. I due andarono per funghi, ed iniziarono a chiacchierare. Approfittando della non conoscenza  del nipote, Medardo gli metteva dentro il cesto solo i funghi velenosi. In tanto nel castello la balia Sebastiana parlavano tra la gente dicendo che era tornato il Medardo cattivo. Il giorno dopo si scoprì che la balia aveva ragione: ad un processo per semplice brigantaggio Medardo decise di condannare a morte tutti i briganti, ed anche i poliziotti perché non si erano accorti prima del fatto; in tutto venti condanne a morte. Un giorno suo nipote e il dottor Trelawney erano alla ricerca di catturare fuochi fatui. Un di dei signori gli videro e gli inseguirono pensando che fossero dei ladri. Prima di un ponte i due amici si nascosero nella boscaglia, facendo così pensare agli altri che fossero passati. Gli altri appena saliti sul ponte caddero in acqua; sotto cera un abisso e tutti così morirono. La causa di ciò era Medardo, che aveva tagliato le corde che reggevano il ponte. Il visconte, sempre più cattivo sperimentava nuove armi per la tortura ed la primo pretesto uccideva, tanto che l’uomo che costruiva le forche(mastro Pietrochiodo) non smetteva mai di lavorare. Medardo iniziò a bruciare le cose, ed ad accorgersene furono i due amici. Un giorno bruciò  un fienile, poi un bosco, e infine anche il castello. Un giorno il visconte chiamo a se il dottore e gli disse che la balia Sebastiana aveva delle macchie in faccia, e che doveva esser portata nella città dei lebbrosi. Ella non aveva la lebbra, era solo di impaccio al visconte. Il narratore, l’amico del dottore si arrabbiò molto perché lui non aveva mosso un dito per fermare la condanna della donna ad avere la lebbra. Il nipote del visconte andò spesso a trovarla, e si accorse che la donna era riuscita a trovare un modo per non ammalarsi. Poco tempo dopo di questo fatto, il gramo si innamorò di una ragazza di Pamela. Nel visconte l’innamoramento causo dei cambiamenti: alcune volte sembrava ci fosse il Medardo morto in Boemia, ed altre volte tornava la metà cattiva. La parte buona era chiamata Medardo, mentre la parte cattiva veniva definita dal popolo  gramo”. La metà buona salvò anche la vita la nipote, che stava per essere punto da un ragno. La parte buona andava a fare visita ai lebbrosi; era il perfetto contrario del gramo. Anche la parte buona si innamoro di Pamela, e come il gramo decise di sposarla. Il gramo pensava di essere l’unico che voleva sposare la ragazza così quando scoprì che anche il buono voleva sposarla, si sfidarono a duello. Si divisero in due, e il dottore provò a riunirli. Il dottore riuscì nell’intento e quello che venne fuori dal riunificazione dei corpi era il Medardo di Terralba che era partito per la guerra. Pamela e Medardo si sposarono, ei due vissero felici. Il nipote di Medardo, di cui non si sa il nome, rimase a vivere nel castello insieme ai due sposi.

Commento:

Questo libro mi ricorda molto un altro romanzo che abbiamo letto quest’anno: lo strano caso del dottor Jeckill e del signor Hyde”. Entrambi affrontano lo stesso tema: la personalità. Ognuno di noi ha a il suo interno un Gramo ed un Buono, e a seconda del circostanze vengono fuori”. È la seconda volta che leggo un libro di Calvino, e anche questa volta non mi ha del’uso.