Il volto barbaro

Pubblicità

Sharing is caring!

Pubblicità

di Rosanna Mutinelli

Trama:

Verona. Piazza dei Signori. Una donna si siede in contemplazione degli antichi edifici che circondano la piazza e diventa inconsapevole spettatrice di eventi accaduti molti secoli prima.

Ottobre, anno del Signore 1267. Mastino I della Scala, capitano del popolo veronese, accoglie Corradino di Svevia sceso dalla Baviera e diretto verso il Regno di Sicilia. Tra le file dei cavalieri il giovane pupillo di Mastino, Longarello, porta lo stendardo del Comune.

Nelle affollate viuzze cittadine, animate da popolani affaccendati e colorate da stendardi e tornei, serpeggiano insidiosi intrighi e congiure fratricide per il potere, conteso da guelfi e ghibellini.

Comincia così un’avventura, che durerà un’intera vita e forse più, di un cavaliere ghibellino senza radici, che non ha conosciuto né un padre tanto meno una vera madre e che vedrà in Costanza, ultima rampolla dei guelfi Da Pigozzi, la famiglia che non ha potuto avere.

Nel ventre della Storia si consumano due amori difficili, contrastati dalla partigianeria il primo, dall’odio religioso l’altro, mentre formule oscure e riti alchemici impreziosiscono l’affresco storico, calcando le orme dei Templari.

L’indimenticabile immobilità geometrica delle tele di Paolo Uccello rivive nelle scene corali del romanzo, in cui il cozzare delle armature, e il barbaglio di spade e cimieri si sciolgono nelle piane distese che si allargano intorno a luoghi sacri e alla città veneta.

Pubblicità
shares
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: