ILLUMINISMO

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tema svolto

Dal terreno fertile del Rinascimento e dell’Umanesimo nasce una nuova filosofia e un nuovo modo di accostarsi al mondo destinato a cambiare radicalmente i destini della civiltà occidentale, chiamato illuminismo.
L’illuminismo era quel vasto movimento culturale, sviluppatosi nel ‘700 in Inghilterra, ma trova piena espansione in Francia, dove nascono e divulgano le proprie teorie Voltaire e Rousseau, i due massimi esponenti della filosofia illuminista; quindi i vari Condillac, Montesqieu (definitivo teorizzatore della divisione dei poteri), Quesney (precursore della scienza economica) e gli enciclpedisti Diderot e D’Alambert (e molti altri).
Illuminismo predicava l’assoluta fiducia nella ragione, contro le superstizioni e i pregiudizi delle religioni, della tradizione e di tutti quegli elementi sociali e culturali che limitano la libertà dell’uomo. Infatti, questa corrente di pensiero stravolgerà la vita culturale e sociale del settecento, in quanto poneva l’uomo al centro del mondo e del proprio destino in una visione laica della vita, criticando, al contempo, la Chiesa per le guerre effettuate in nome in nome della fede, anzichè di favorire la tolleranza fra le religioni.
Le principali caratteristiche dell’illuminismo sono:
Ottimismo, filantropia, cosmopolitismo, teoria dell’uguaglianza e fede nel progresso.
La visione ottimistica degli Illuministi era basata secondo il principio che il progresso poteva portare alla felicità. Infatti, con le scoperte scientifiche, grazie alle quali sconfissero alcune malattie, e la nascente industrializzazione sembrava poter semplificare la vita dell’uomo e renderla più agiata, sotto tutti i punti di vista. Poi con la maggiore possibilità di alimentazione ne conseguì l’aumento demografico, prospettando così una vita migliore. Nella prospettiva di questo, gli illuministi pensavano che si sarebbe potuta debellare la miseria e l’ignoranza di massa.
Per di più, per esserci un rapido progresso della società, le informazioni di scienza e di cultura dovevano essere divulgate, perché queste non era ad appannaggio di un gruppo ristretto di individui, ma era lo strumento di miglioramento per tutti gli uomini.
L’Illuminismo dichiarava esplicitamente che gli uomini dovevano amarsi e rispettarsi a vicenda indipendentemente dalle opinioni e dalle vicende personali. Grazie a questo diedero origine allo spirito di tolleranza, poiché, al di la delle differenze sociali, razziali, culturali e sociali dei popoli, ogni essere umano è uguale a tutti gli altri ed è cittadino del mondo.
La società doveva essere giusta ed equa, di conseguenza nessuno poteva vantare privilegi di classe o stirpe e tutti potevano concorrere a qualsiasi attività politica-sociale, in quanto il popolo era depositario della sovranità di uno stato e potere politico, pertanto, aveva il diritto di ribellarsi contro il potere se diveniva autoritario o oppressivo.
Vi sono altri due concetti di particolare importanza che esprimeva l’illuminismo ed erano a il deismo e l’ateismo.
Il deismo era il giudizio di ridurre entro determinati limiti la religione, anche se accettavano un Dio supremo come ordinatore del mondo, ma criticavano le religioni perché fondate da dogmi. Dal momento che questi articoli di fede erano state le cause dell’odio e dell’intolleranza fra i popoli ed ostacolato il progresso scientifico, culturale e sociale.
Secondo questa scuola di pensiero, la religione era un fenomeno naturale e basata su verità ragionevoli che non contraddiceva la ragione, per cui nella natura l’uomo trovava la guida morale e religiosa.
La scuola di pensiero dell’ l’ateismo mise in dubbio il concetto stesso di religione, considerando ogni idea di Dio come frutto dell’immaginazione o della paura dell’uomo ad affrontare le difficoltà della vita. Sostenevano che l’uomo era un puro prodotto naturale, mosso da fattori biologici e ambientali.
Affermarono che la concezione di un Dio era stata sfruttata dalle classi dominanti ( aristocratici e clero) per mantenere il potere sui sudditi, mantenendoli per secoli nell’ignoranza.

L’illuminismo porterà quindi alla Rivoluzione industriale e ispirerà direttamente la Rivoluzione francese, incidendo profondamente sulla realtà del tempo e dando alla società occidentale una direzione filosofica nuova, fondata sul rispetto dei diritti civili universali, che persiste ancora oggi, pur tra mille difficoltà.

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