INCOMUNICABILITÀ

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ITALIANO

Questa caratteristica viene sottolineata nelle opere del novecento, in quanto è in questo secolo che gli uomini si accorgono di quanto ognuno veda le cose in un modo diverso rispetto agli altri (vedi la tesina sul Relativismo), ma con il precedente importante di Manzoni.

·        Renzo e lAzzeccagarbugli, nel III capitolo de I promessi sposi di Alessandro Manzoni, non si capiscono, perché nell’avvocato prevale un preconcetto (se questo uomo ha chiesto informazioni su quella legge è perché si tratta di un delinquente, un bravo”, che ha minacciato un sacerdote) che gli impedisce di capire che Renzo è invece colui che ha subito il sopruso, e quando Renzo glielo dirà, lAzzeccagarbugli lo allontanerà dal suo studio, come se non fosse mai esistito per lui. Due capitoli dopo anche Don Rodrigo e Fra Cristoforo avranno un dialogo, in cui però fanno finta di non capire quello che ognuno dei due ha capito sin dall’inizio. C’è incomunicabilità anche tra Gertrude e suo padre, e nel dialogo fra il Cardinale e Don Abbondio.

·        Un testo classico per riflettere sulla incomunicabilità è Uno, nessuno e centomila di Pirandello, in cui si esplicita il fatto che talvolta uno pensa di dire o di fare una cosa, che è però interpretata in modo totalmente diverso dagli altri

 

INGLESE

·        Beckett esprime l’incomunicabilità in Aspettando Godot nei dialoghi dei due personaggi, che sono in realtà monologhi incrociati, proprio per questa incapacità di comunicare e assenza di nessi logici

 

STORIA DELL’ARTE

Edward Munch: Sera nel corso Karl Johann: i protagonisti del quadro sono vicini, ma nessuno si accorge dell’altro; tutti vivono in solitudine, anche se sono nel corso più affollato della città nordica.

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