INGIUSTIZIA È FATTA

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E così ancora una volta la longa manus statale ha colpito ancora, bocciando la proposta di legge regionale sull’utilizzo dei 1000 miliardi assegnati per il diritto allo studio. Ancora una volta si è voluto distinguere tra cittadini di serie A (gli studenti delle scuole statali) e di serie B (gli studenti delle scuole non statali). Una giusta ed equa ripartizione, che teneva conto del reddito delle famiglie e non della scuola cui erano iscritti i figli, è stata giudicata inaccettabile dai garanti del primato statale, che vedono dappertutto minacce al loro potere e alla loro poltrona. E il milione e quattrocentomila firme raccolte nel 1998 sulla parità scolastica? E le duecentomila persone scese in piazza a Roma il 30 ottobre 1999? Non facciamoci illusioni! Chi ha il potere se lo tiene stretto e a lui non importa se io, con uno stipendio di due milioni al mese, devo pagare quattro milioni all’anno , mentre l’industriale di sinistra, che guadagna dieci volte più di me, ne paga ottantamila all’anno per avere la scuola che vuole per suo figlio.

Luigi Gaudio (novembre 1999)

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