Interpretazioni de “Il processo” di Franz Kafka

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1) Pietro Citati

Pietro Citati è uno dei più profondi conoscitori dello scrittore. Egli sottolinea le somiglianze fra la città in cui è ambientato il romanzo e la città di Praga. Inoltre secondo Citati, la legge è Dio e gli intermediari tra la legge e l’uomo rappresentano le religioni. Ad esempio l’avvocato Huld si fa venerare dal commerciante Block, con un’espressione di biblica memoria: “Non avrai altro avvocato all’infuori di me”, anche se poi Block “venerava” di fatto altri cinque avvocati!

2) Ferruccio Masini

Nell’introduzione all’edizione Grandi Libri Garzanti de Il processo Ferruccio Masini vede in K. in modello di intellettuale, cosciente della crisi della borghesia.  Il mondo è un caos, senza ordine e razionalità. Ogni regola è degradata, perfino quella della giustizia, che appare anche visivamente in sfacelo. Le stesse persone vicine alla legge, che potrebbero aiutare K, come il pittore Titorelli, vivono in case malsane e cadenti. Nelle cancellerie, poi, l’aria è irrespirabile. La condanna, che corrisponde, simbolicamente, alla condanna improrogabile dell’uomo a morire, ora è temuta, ora invece è  riconosciuta come salvezza, fuga dal grigiore dell’esistenza. La colpa non c’è: la borghesia non ha più il senso del peccato: infatti K.  innocente, ma il fatto di esorcizzare la possibilità stessa della colpa, diventa di fatto una colpa a sua volta. Anzi, proprio chi crede di non avere colpa, come K., è condannato per primo. Il processo del remissivo e supplichevole commerciante Block dura da sei anni, quello di K. durerà molto meno. Masini esclude significati mistico-allegorici e punta sugli aspetti sociali e psicologici.

3) Luca Doninelli

Luca Doninelli è un fervido e innovativo scrittore contemporaneo. Per Doninelli la letteratura di Kafka, nella sua intima connessione con tutta la civiltà ebraica del passato, ha come suo tema principale lo smarrimento del legame con il Padre, la rottura dell’antica alleanza. In quest’ottica il rapporto ambiguo di Kafka con il suo padre naturale diventa simbolo del legame tra l’Uomo e un Dio-Padre assente. L’uomo è condannato ad attendere il Messia, che svelerà, che farà conoscere a tutti il disegno di Dio, ma che di fatto non arriva mai, proprio come  ne Il messaggio dell’imperatore. Quindi fra l’uomo e la legge divina ci sarà sempre una sproporzione incolmabile, fino a quando Dio, e solo Lui, non deciderà di colmare questo divario. Fino ad allora tutto, nella vita dell’uomo, sarà mistificante ed illusorio, compreso l’amore. Infatti più che di amore si potrebbe parlare di sesso, di un diabolico intrecciarsi di corpi, in cui la donna è piccola e animalesca, ma non è mai bella, come Leni ne Il processo e Frieda ne Il castello. Del resto è stato lo stesso Kafka con l’inserzione del racconto simbolico Davanti alla legge, a suggerire un’interpretazione che va al di là del puro aspetto sociologico

4) Ervino Pocar

Pocar valorizza i nuovi studi di Ladislao Mittner e Giuliano Baioni, e le edizioni critiche, che lo portano a disdegnare le interpretazioni mistiche, teologico o filosofiche.

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