Intervenire contro Cartagine o non intervenire?

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esercitazione sul tema argomentativo 

due svolgimenti di due alunni

(IN NERO LA TESI, IN ROSSO L’ANTITESI E IN VERDE LA SINTESI)

1)

Illustrissimi rappresentanti dei senato, siamo riuniti in quest’assemblea per legiferare sull’intervento armato contro Cartagine dopo la loro aggressione al re dei Numidi Massinissa, antico nostro alleato sin dai tempi di Scipione l’africano.

Per convincere i presenti della necessità di intervenire voglio ricordare l’antica rivalità tra il nostro popolo e Cartagine.

Ho sentito chi ha detto che sarebbe un atto non giustificato da nessun pretesto ma io vi dico che mi è arrivata la notizia che Cartagine, ormai armata di soldati e una flotta, abbia attaccato il re della Numidia Massinissa, cosa non permessa nei trattati stipulati con Cartagine alla fine della seconda guerra punica.

Per questo motivo noi siamo in dovere di intervenire a difesa di un nostro alleato contro un nostro antico rivale. Conoscete voi un motivo migliore per dichiarare guerra a qualcuno? A me sembra questo il miglior motivo che si possa trovare.

Un ultimo motivo è che, distrutta Cartagine, noi otterremo un’altra provincia e di conseguenza saremo i padroni indiscussi del mediterraneo.

Alcune persone, però, non condividono la mia idea. Essi pensano che la terza guerra con Cartagine è solo un atto di sterminio e non di conquista dato che Cartagine è solo uno stato satellite. Per far cambiare idea a queste persone voglio ricordare che Cartagine continua nei suoi commerci, si è quasi ripresa dai danni dell’ultimo conflitto e si è riarmata, sia sul mare che sulla terra ferma.

Essi pensano che non abbiamo pretesti per dichiarare guerra a Cartagine ma io ho confutato la vostra idea ricordando in senato l’aggressione al regno di Numidia.

Concludendo io voglio dire solo una frase: Cartago delenda est

Simone Gaiera

2)

Cartagine è come un ombra sempre più incombente sul destino di Roma. La città che abbiamo già sconfitto due volte è rifiorita in un tempo breve ed ora minaccia di nuovo il mondo romano.  

La città va rasa al suolo in modo definitivo per non permette di ritornare ai livelli in cui abbiamo dovuto faticare per respingerla. Ricordate gli sforzi e le perdite che abbiamo subito per poterla sconfiggere? Ma lei è risorta e anche dopo la seconda sconfitta sta ricominciando il suo percorso verso la prosperità.

Ogni secondo che noi passiamo a decidere il suo futuro lei si rafforza fino a diventare in grado di determinare il nostro, Non possiamo rimanere indifferenti davanti alla sua nuova espansione. Non sono serviti embarghi e continue restrizioni sulle sue possibilità economiche a fermare la sua ricrescita. Ebbene noi non possiamo più tollerare che ritorni a minacciarci. L’unico mezzo che ormai ci rimane è distruggerla, raderla al suolo completamente ed in modo esemplare per evitarne la ricostruzione.

Alcuni di voi penseranno che sia un peccato distruggere una così bella e fiorente città dell’Africa, noto nodo di comunicazione e commercio nel Mar Mediterraneo. Ma ricordate, come pensate di poterla fermare nella sua prossima espansione verso i nostri domini? In quale modo riusciremo a far rispettare le condizioni che gli abbiamo imposto dopo le conquiste? Senza un’azione rapida e concisa nulla potrà fermare il suo dominio sul Mar Mediterraneo e, come conseguenza, saremo noi gli sconfitti di cui si dovrà decidere il futuro. E loro non saranno indulgenti quanto noi, non esiteranno un attimo ad eliminarci completamente ed in modo definitivo. Inoltre la esemplare punizione che infliggeremo a Cartagine sarà un esempio per tutti i nemici che Roma ha e che avrà prossimamente.

Concludo ribadendo che senza un’azione rapida ed immediata un giorno saranno loro a fare questo discorso per decidere la nostra fine. E mentre aspettiamo loro si rafforzano e tra poco sarà troppo tardi per cambiare idea, e la nostra fine sarà causata dalla nostra indulgenza nei loro confronti. La nostra vita si deciderà dall’esito di questo consulto.

Jacopo Cinquetti

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