Introduzione al romanticismo


del professor Franco Caristo

Prima di procedere a considerare la nuova concezione dell’arte e della poesia che maturò negli intellettuali europei nei decenni cosiddetti romantici ( dalla fine del ‘700 fino agli anni 30 dell’800), e realizza una svolta radicale nella sensibilità e nel gusto di quella generazione di artisti, occorre rilevare che alla base di tali trasformazioni vi sono quei profondi, ed estesi nello spazio, mutamenti storici che contribuiscono a ridisegnare l’aspetto della società europea, incidendo in maniera determinante sulle coscienze, fino a produrre reazioni più o meno consapevoli che, al di là del loro modo di esprimersi, hanno un denominatore sostanziale comune : un diffuso pessimismo e un senso doloroso dell’esistenza , una consapevolezza dei mutamenti in atto che ha imprevedibili risvolti sull’artista , che ne modifica secolari abitudini estremizzando la sua posizione nella società, fino a portarlo ad assumere atteggiamenti apertamente conflittuali con il potere della borghesia , ( specialmente in Germania dove si afferma il genio, il ribelle, e in Francia dove intorno agli anni ’40 la figura di Baudelaire anticiperà la stagione del decadentismo e della separazione tra intellettuale e società) , sempre di più ormai consolidatosi nelle forme di un’egemonia economica e politica.
E naturale dunque contestualizzare la nuova Weltanschauung romantica Romanticismo storico con terminus a quo e ad quem), cos’ come è da considerare che l’estetica che viene elaborata e che diventa forma artistica – alternativa a quella classica – affonda le sue radici sia nelle intuizioni del Preromanticismo tedesco di fine secolo, sia in una reazione di tipo letterario al classicismo europeo imperante e perciò inattuale e snaturato. Prima di trattare in modo specifico dell estetica romantica, occorre, di passaggio, individuare i cardini ideologici costitutivi e sostanziali del romanticismo. Una prima costante, a tale riguardo, è da rinvenire nella parziale reazione antilluministica, come rifiuto, almeno, dei principi estremi del pensiero illuministico, specie di quell’illuminismo intransigente che aveva assolutizzato il ruolo della Ragione come unico strumento di conoscenza e di interpretazione della realtà,(razionalismo) escludendo altre facoltà dello spirito umano; ovvero interpretava materialisticamente e meccanicamente l’ordine universale, ( meccanicismo e ateismo ) negando la presenza divina; o ancora esaltava la dimensione internazionale dell’individuo (cosmopolitismo), senza patria e senza radici; o condannava indiscriminatamente il passato ( antistoricismo ) considerato come barbarie, oscurantismo e decadenza.
Ma non tutta la cultura illuministica mostrava lintransigenza ideologica sopra descritta, dato che era possibile rinvenire atteggiamenti più moderati e sentimentali ( Rousseau ). In Italia, e il caso è esemplare, molti romantici non troveranno elementi di forte antitesi con la cultura illuministica della generazione precedente ( e mi riferisco soprattutto allintellighenzia lombarda, ai Beccaria, ai Verri – ma di Alessandro Verri è la più nota composizione di tono preromantico – , agli emigrati napoletani, al gruppo toscano che continuerà il suo impegno dalle pagine dell Antologia ) , che anzi si procederà a una commistione ideologica tra illuminismo e romanticismo nel segno del progresso, delle battaglie civili ( maestro dei romantici italiani sarà, in questo, Parini, poco ,infatti, inciderà sulle scelte ideologiche il solipsismo ribellistico alfieriano, ma a livello emozionale – poetico si veda il primo Foscolo) , della fiducia nelle iniziative della borghesia, del riformismo e del costituzionalismo borghese, dell’adesione alle problematiche socio- politiche correnti ( liberalismo, egualitarismo, liberismo, ) e di una cultura equilibrata, impegnata e progressista ; come anche riguardo la specificità dell’intellettuale romantico che non avrà mai in Italia il distintivo del trasgressivo, del ribelle, (gli Scapigliati, pertanto, rappresentano un unicum, considerato che l’intellettuale italiano fondamentalmente non è tentato da soluzioni alternative
e rivoluzionarie, piuttosto appare conservatore, omologo al potere, sostenitore della tradizione nella innovazione) , del genio creatore, del vate ( unesagerazione romantica la figura del Foscolo, dimensionata , tra l’altro da Gadda); si pensi a Manzoni e al suo equilibrio umano e di scrittore; si pensi a Leopardi che visse la sua vicenda esistenziale nell’assoluto silenzio e struggimento ; oppure ai romantici Porta e Belli , a Pellico, Grossi, Borsieri, Di Breme, Berchet lontani dal confondere la vita con l’arte; piuttosto l’impegno politico, calato nell’esperienza del risorgimento italiano, è la cifra del gruppo lombardo dei romantici, e non solo, ereditato dagli illuministi del Caffè. Si può dire, in sostanza, che la cultura romantica , sotto l’aspetto ideologico, abbia operato nella prospettiva di un decisivo superamento dell’illuminismo, almeno nei suoi esiti radicali, operando una serie di riabilitazioni” nella coscienza e nella sensibilità degli intellettuali europei tra sette e ottocento : della spiritualità e della religiosità – contro il laicismo illuministico – ; del sentimento, del cuore e della fantasia indispensabili per motivare comportamenti e scelte – contro l’eccessivo razionalismo che diventa aridità sentimentale – ;
della storia (storicismo) considerata come progresso (divenire hegeliano) da una primitiva condizione di barbarie – contro lantistoricismo illuministico-;della nazione, della patria,( nazionalismo e patriottismo ) che sollecita una definitiva soluzione dei molti problemi politici nazionali – contro il cosmopolitismo illuministico
Queste istanze nuove sono il prodotto di un sentire comune della cultura europea post- napoleonica, anche se proprio all’interno dell’età napoleonica maturano i germi della sensibilità romantica. In ambito letterario l’obiettivo polemico della cultura romantica è il classicismo (non tanto la letteratura classica, quanto il classicismo deteriore sorto come imitazione meccanica in età moderna).