Inventa un racconto adatto a queste parole

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18/10/04

Tema svolto:

Tema :  “Mi dispiace, non ci sono riuscito. Rivolgetevi a qualcun altro” : queste sono le ultime parole della storia. Ma cosa è successo prima ? Inventa un racconto adatto a queste parole.

Svolgimento

“ Ehi! Cosa hai intenzione di fare? Fermati Fred     “  Uno sparo.

Viveva  in una piccola cittadina di campagna, ai margini di Las Vegas quel meccanico che veniva ricordato con l’appellativo di “figlio di Jack”. In realtà il suo vero nome era Jude.

Conduceva una vita tranquilla, ma tutt’altro che serena : un anno prima aveva assistito sotto l’effetto di un sedativo  all’omicidio di suo padre, fatto che lo stava ancora sconvolgendo,

Di giorno era come tanti altri simili a lui, ovvero pronto ad accaparrarsi quel poco di stipendio che gli permetteva di continuare quella vita monotona, che si ripeteva ogni giorno, a partire dalle 6:00 del mattino, quando si svegliava per andare a riparare macchine di qualche riccastro di S.Francisco.

Di notte, invece, era come se qualcosa cambiasse in lui; si poteva definire come una specie di mutante : accendeva il computer, prendeva una delle tante mezze sigarette sparse lungo il corridoio  e si sedeva, per ore, davanti a quello schermo senza batter ciglio, come se cercasse qualcosa; entrava in siti Internet, ciattava, scaricava informazioni, faceva richieste…….

Aveva un amico, Bob, un fanatico delle motociclette,        sulle strade della California con la sua bicilindrica rossa e gialla acquistata due anni prima al mercato nero.

Stranamente, quella sera, Jude udì quel rumore che non sentiva da anni, analogo a molto altri, ma allo stesso tempo inconfondibile :  Bob !

Si affacciò alla finestra, spostò la tapparella “fatta di polvere” e guardò attentamente. Era lui.

Gli andò incontro, porgendogli una birra. Questa era  per loro un profondo segno di rispetto.

“Allora , come te la passi,   è da un po’ che non ci sentiamo! “

“ Beh, si tira avanti”

“Non c’è dubbio, sei proprio tu, non sei cambiato, altrimenti il pavimento “fatto di sigarette” sarebbe scomparso! “

“ Ascoltami Bob, è da tanto che non ti vedo, ma so che quando ti comporti in modo gentile, con chiunque, vuol dire che stai nascondendo qualcosa : non puoi essere venuto solo per farmi vedere la tua moto; no, bello mio, tu non me la conti giusta! Vuota il sacco ! “

Bob sapeva che quello che stava per dirgli lo avrebbe sconcertato, ma sapeva anche che lo avrebbe reso felice.

“Allora?” seguitò Jude.

“ E va bene, lo ammetto, hai ragione, ma devi promettermi di non compiere pazzie, siano intesi ? “

“ Se non mi dice entro un nano secondo che cosa hai scoperto      , giuro che rimpiangerai di essere nato!” Jude aveva già intuito cosa Bob aveva trovato : giusto un anno prima lo aveva incaricato di continuare a scovare informazioni riguardo all’assassino di suo padre, di cui però non aveva ancora scoperto il nome.  Fremeva all’idea di poterlo uccidere con le sue mani, anche perché la polizia non lo aveva ancora arrestato.

“ Va bene, va bene, stai calmo : si chiama Fred. Ed ora risiede in California, a Clinton Road. Ora però st…..” 

Non aveva nemmeno terminato il discorso, che già lo vedeva sulla sua jeep; si accorse solo di una cosa : mancava il coltello da cucina. 

Si affrettò ad accendere la sua bicilindrica, ma era troppo tardi.  Per raggiungere Fred c’erano solo 20 km. e Jude stava viaggiando come un pazzo.

Con le strade che ci sono in America, di lì a venti minuti sarebbe arrivato. Inoltre a quell’ora di notte c’era poca gente per le strade, quindi non avrebbe incontrato traffico: doveva affrettarsi.

Finalmente, quando il motore        diede segno di vita, riuscì a raggiungere la strada, e con l’acceleratore spalancato cercò di raggiungere la velocità più alta possibile, in modo tale da riuscire a raggiungere il suo amico.

Quando arrivò , vide solo la macchina, vuota, di Jude : nel frattempo notò anche un ascensore salire, luminoso, verso il nono piano : era quello.

Jude, intanto, aveva già abbattuto  la porta con un rumore tale da farsi notare senza troppi problemi da Fred.

Essendo l’ultimo piano, Fred salì sul tetto e lanciò un grido.

C’è da sapere, inoltre, che Jude non si era preoccupato solo di raggiungere Fred, ma di chiamare anche tutte quelle persone – membri della camorra – che lo avevano convinto ad uccidere l’assassino di suo padre, con un’ingente somma che gli avrebbe permesso di cambiar vita.

Questo Bob non lo sapeva, ma nemmeno Jude era contento della scelta fatta :  ora stava rivendicando suo padre oppure stava  chiedendo soldi per la sua vita.

Salendo di corsa le scale notò che “i suoi clienti” non avevano perso tempo, anzi, erano scesi dalle loro auto per godersi lo spettacolo.

Ogni gradino che faceva si vergognava di quello che stava per fare sempre di più.

Si girò e vide Bob, esterrefatto  dal suo comportamento impulsivo e irragionevole , che li avrebbe “spediti” in carcere per l’eternità.

Jude, consapevole di quello che stava per fare, spiegò a Bob l’intera storia, in particolare riguardo ai mafiosi che stavano salendo al loro piano con l’ascensore.

Capì allora che era troppo tardi per ritirarsi e corse come un leone che insegue una gazzella verso Fred.

Come in quella notte in cui sua padre venne ucciso, si sentì uno sparo: Jude aveva colpito alla schiena Fred, che ora stringeva e baciava la foto di suo figlio.

Intese perciò che se avesse ucciso un padre di famiglia, la vita di quel bambino sarebbe stata un inferno, come la sua.

Un altro sparo: stavolta era Jude che si era sparato allo stomaco con la sua calibro 9.

Fred scappò con sua moglie, ed era già lontano …….

I mafiosi e Bob lo raggiunsero, e morente , disse loro, pensando che di lì ad un istante avrebbe raggiunto suo padre : “Mi dispiace, non ci sono riuscito, rivolgetevi a qualcun altro”.

 di atuttascuola©

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