Johann Heinrich Pestalozzi

J. H. Pestalozzi nacque a Zurigo nel 1746 ed il padre, medico, morì quando lui aveva solo 5 anni. Il Pestalozzi bambino vene cresciuto ed educato con tenerezza ed amore dalla madre e dalla domestica che egli ricorderà sempre con grande affetto come modello di intuizione e saggezza popolare. Frequentate le scuole a Zurigo, ader’ alla setta massonica degli Illuminati dopo aver letto lEmilio di J. J. Rousseau, appena stampato, e del quale se ne entusiasmò.
Il suo grande sogno era quello di risollevare le classi popolari dalle misere condizioni in cui vivevano cercando di istruirle per condurle verso una più dignitosa condizione di vita. Fece la prima esperienza come educatore allorquando, appena sposato, acquistò una tenuta agricola – Neuhof – per adibirla a scuola ospitandovi ragazzi poveri dediti allaccattonaggio. L’idea di Pestalozzi era quella di offrire loro unistruzione elementare” – termine da lui coniato – avviandoli nel contempo al lavoro agricolo e alla filatura, sostenendo, economicamente, la scuola stessa.
Questa iniziativa si concluse dopo circa dieci anni a causa della sua cattiva amministrazione che lo portò alla perdita di tutto il suo patrimonio. A questo punto Pestalozzi si isolò per circa un decennio, periodo in cui scrisse La veglia di un solitario” e Leonardo e Geltrude” nei quali include il suo pensiero pedagogico. Ader’ spiritualmente alla Rivoluzione Francese e successivamente diventò amico del filosofo tedesco Fiche. A seguito dell’invasione delle truppe napoleoniche, il Pestalozzi si mise all’opera per riorganizzare l’educazione popolare e gli venne affidata la direzione dell’orfanotrofio di Stanz che, sebbene fu un’esperienza di breve durata, lasciò un’impronta determinante nel metodo pestalozziano. Egli stesso rifer’ come riuscisse a riguadagnare gradualmente la fiducia nella vita da parte dei suoi poveri orfani, servendosi soltanto della sua amorevole presenza paterna ricreando attorno ad quell’ambiente familiare che avevano prematuramente perduto.
Chiuso l’orfanotrofio per cause belliche, accettò l’incarico di maestro nelle scuole popolari di Burgdorf. Il suo metodo pedagogico, non sempre condiviso dagli altri maestri, gli creò notevoli problemi all’inizio di tale esperienza, ma in seguito la scuola prosperò tanto da attirare l’attenzione di altri Paesi sull’esperimento. Durante questo periodo Pestalozzi scrisse Come Geltrude istruisce i suoi figli” e LABC dell’intuizione”. Nel 1805 a Pestalozzi venne affidato dalle locali autorità il castello di Yverdon per crearvi una scuola. Tale istituto durò circa venti anni durante i quali divenne un collegio di fama mondiale portando Pestalozzi ad essere nominato Presidente della Società svizzera dell’educazione, appena nata. Alla luce di alcuni rapporti critici redatti nei confronti della scuola di Yverdon da Padre Girard, un religioso pedagogista direttore della scuola di Friburgo, che portò Pestalozzi ad avere aspre polemiche con i suoi collaboratori, tale istituzione venne chiusa con grosso rammarico del Pestalozzi stesso. Egli si ritirò affidando nuovamente il suo pensiero agli scritti; sono di quel periodo I miei destini” e, quello che è considerato il suo capolavoro, Il canto del Cigno”, pubblicato alla fine del 1826.
Johann Heinrich Pestalozzi morì a Zurigo alla fine di febbraio del 1827.

Nicola Schiavone