L’Italia scopre Chardin

A poco più di un mese dal suo inizio, la prima esposizione italiana dedicata a Jean Siméon Chardin sembra aver raggiunto i suoi quanto auspicato dai suoi organizzatori. Se il suo curatore Pierre Rosenberg, già Direttore del Louvre e oggi Presidente Onorario del museo parigino, sperava che il nostro paese iniziasse a scoprire questo grande maestro del Settecento francese, ciò è accaduto nel migliore dei modi. Ottima affluenza di visitatori, e soprattutto ottimi giudizi dalla critica.

 

Ciò che forse ha affascinato visitatori ed esperti è, nelle parole del Direttore di Ferrara Arte Andrea Buzzoni, il suo meraviglioso talento di narratore in grado di ricavare una storia persino dal contenuto di una borsa per la spesa, la sua ineguagliabile capacità di cogliere la realtà, natura morta o figura che sia, sul fatto, e trasferirla sulla tela con una abilità che, a ragione, Diderot ha definito “magia”; ma soprattutto, forse, la sua capacità di raggiungere un perfetto equilibrio tra forma e sentimento”.

 

Giudizi positivi, si diceva, anche dal mondo della critica d’arte e del giornalismo.

La mostra dell’anno“, secondo La Stampa, ricordando che Chardin è stato definito “il più grande pittore di nature morte”.
Per poi proseguire: “La mostra antologica di Chardin a cura di Pierre Rosenberg, che approderà a febbraio al Prado, è una offerta veramente eccezionale ad una cultura artistica italiana che, come osserva Flavio Fergonzi in un saggio in catalogo, ha dovuto attendere il 1951 per vedere acquisita agli Uffizi La bambina col volano insieme al suo «pendant» Il castello di carte“.
E ancora: “Al culmine veramente impressionante di questa procedura vi è l’esposizione delle tre versioni «americane» del Ragazzo che fa le bolle di sapone”.

 

“…Chardin è il pittore di una realtà che, nella sua verità, si imbeve di un umore poetico cos’ intenso, per cui si trasfigura. Qui sta il segreto dei suoi trofei di caccia, che nulla hanno da spartire con quelli molto più opulenti, decorativi e d’ostentazione degli Olandesi del secondo Seicento…”, scrive il Sole24Ore http://www.ilsole24ore.com/art/cultura/2010-10-16/chardin-realta-trasfigurata-064032.shtml?uuid=AYUQiWaC

 

“Notoriamente lento e incontentabile nel dipingere, Chardin (1699-1779) è il pittore del silenzio perché cala nella pace della quiete domestica le sue nature morte, che avevano per soggetto utensili della cucina, frutta e cacciagione, ma anche bambini e sguattere assorti nei loro pensieri mentre sono indaffarati nelle attività di tutti i giorni”, scrive il Corriere della Sera a proposito della nostra mostra d’arte.

http://corrieredibologna.corriere.it/bologna/notizie/cultura/2010/18-ottobre-2010/chardin-pittore-silenzio-1703974425028.shtml

 

Infine, tra i tanti altri articoli apparsi sulla stampa nell’ultimo mese, Il Resto del Carlino definisce la nostra esposizione uno dei progetti artistici di maggior valore di questa stagione.

http://www.palazzodiamanti.it/attach/redazione/docs/resto_del_carlino_emiliani.pdf

 

Palazzo dei Diamanti

Corso Ercole I° d’Este 21 – Ferrara

Aperto tutti i giorni, feriali e festivi, luned’ incluso, dalle 9.00 alle 19.00
Aperto anche 1 novembre, 8, 25 e 26 dicembre, 1 e 6 gennaio
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