L’ immigrazione in Italia: risorsa o minaccia?

L’ immigrazione in Italia: risorsa o minaccia?

Masse di giovani provenienti da altri paesi, spesso non europei, si sono riversate nel nostro paese.

La cosa importante da tenere a mente è che la maggior parte di questi ragazzi nascerà in Italia e sarà quindi italiano a tutti gli effetti una volta raggiunta la maggiore età.
Essi saranno una parte importante degli italiani del futuro e
I bambini figli di immigrati contribuiranno all’Italia del domani.

La loro integrazione è una delle sfide politiche più importanti del nostro Paese e si gioca proprio sugli immigrati di seconda generazione.

La scuola avrà un ruolo importantissimo in questo obiettivo di integrazione.

IMMIGRATI E MERCATO DEL LAVORO

MA IN SOSTANZA CHE EFFETTI HA L’IMMIGRAZIONE SUL LAVORO DEGLI ITALIANI?
Le domande che più spesso ricorrono quando si parla di immigrati e lavoro sono:
Ma gli immigrati “rubano” il lavoro agli italiani?
Ma la presenza degli immigrati obbligano gli italiani ad accettare salari più bassi?

Per capire meglio prendiamo ad esempio la ditta “G&G” che per produrre ha bisogno d un rapporto fisso operai-ingegneri:
10 operai non specializzati
5 ingegneri specializzati

L’arrivo di immigrati permette alle imprese di assumere nuovi operai non specializzati; ad esempio ora la ditta “G&G” assumerà 4 operai.

Per mantenere la stessa proporzione di lavoratori la ditta ha bisogno ora di 2 ingegneri in più e quindi ne assumerà di nuovi

Questo è il concetto di complementarità che fa si che l’immigrazione abbia un effetto positivo sull’occupazione dei lavoratori più istruiti.

La Banca d’Italia sottolinea anche l’effetto positivo che l’immigrazione ha sull’occupazione delle donne, cerchiamo di capire come funziona:

Gli immigrati, soprattutto l’immigrazione femminile, va a soddisfare una domanda di servizi alla persona che non sono offerti in maniera adeguata dallo stato come la cura agli anziani.

Si prenda ad esempio Laura, una mamma laureata, con un figlio di 4 anni ed un padre ammalato bisognoso di cure. Laura ha la necessità di accudire il padre e sarebbe costretta a rimanere a casa. La possibilità di assumere una badante le permette di potere tornare a lavorare.

Questo è un esempio di come l’immigrazione fa aumentare il numero di donne che lavorano in Italia.

Un timore diffuso è che i nuovi arrivati sostituiscano i lavoratori italiani poco qualificati oppure li obblighino a guadagnare un salario più basso.

A riguardo, studi effettuati per altri paesi dimostrano che tra i lavoratori poco qualificati gli effetti negativi, se presenti, sono di piccola misura.

Questo può valere anche per l’Italia.
Infatti:

In alcuni settori ed in particolari aree del Paese c’è un effettiva domanda di manodopera poco qualificata da parte delle imprese che non è pienamente soddisfatta dall’offerta di lavoro degli italiani.

I lavoratori italiani e stranieri, anche a parità di qualifica, spesso non sono considerati sostituibili dall’impresa. I nuovi immigrati generalmente competono direttamente con i vecchi immigrati piuttosto che con gli italiani.

Tuttavia la forte diffusione del mercato nero nel nostro Paese potrebbe rendere la competizione tra lavoratori italiani ed immigrati più accesa e può portare ad una riduzione dell’occupazione degli italiani e ad una generale riduzione dei salari

Per fare un bilancio:

Gli immigrati hanno un effetto positivo in aggregato sul mercato del lavoro: hanno alti tassi d’occupazione, e sono il maggiore bacino di manodopera per molte imprese italiane.
Di fatto, gli immigrati, pur essendo il 6,5% della popolazione, generano ben il 10% del PIL italiano (ISMU, 2009).

Gli effetti sui salari e sull’occupazione però non sono equamente distribuiti tra lavoratori, c’è chi ci guadagna (i lavoratori più qualificati e le donne) e chi ci perde, anche se poco (i lavoratori poco qualificati).

Portare gli immigrati fuori dalla zona d’ombra del lavoro nero è un bene sia per gli italiani perché renderebbe la competizione tra diversi lavoratori più corretta, che per gli immigrati stessi che godrebbero di maggiori diritti e sicurezza sul lavoro.

IMMIGRATI E STATO SOCIALE:

Facciamo un po’ i conti…
TASSE:
pagano 4,5 miliardi di imposta personale sul reddito
pagano 10 miliardi di contributi
pagano il 5% dell’IRAP

ISTRUZIONE:
assorbono quasi 4 miliardi  il 5% della spesa totale.

SANITÀ:
assorbono circa 3 miliardi – il 3% della spesa totale. In media sono più giovani e si ammalano di meno.

SOSTEGNO AL REDDITO:
assorbono circa 1 miliardo – il 7% della spesa totale. Usufruiscono di più di sostegni perché più poveri.

Pagano le nostre pensioni?
Una cosa che si sente dire spesso è che abbiamo bisogno dell’immigrazione perché noi stiamo diventando vecchi e non abbiamo chi “paga” le nostre pensioni.

E’ vero?

Per adesso assolutamente si!

L’Italia è, dopo il Giappone, il paese con la popolazione più vecchia al mondo. La popolazione straniera è molto più giovane di quella italiana e questo contribuisce a diminuire l’indice di dipendenza. [L’indice di dipendenza è il numero di anziani rispetto alla popolazione in età lavorativa. Esso da un’idea dell’anzianità di un paese e del conseguente peso delle spese per pensioni e sanità sul bilancio dello Stato]

Tuttavia questo effetto positivo è limitato nel tempo e non è una soluzione strutturale al problema delle pensioni.