La casa del giovane di Pavia

 

Relazione sull’uscita didattica di Melissa Galloni

L’uscita didattica di luned’ 19 maggio è stata davvero eccezionale.
Sinceramente non mi aspettavo una cosa del genere.
L’obbiettivo era quello di comprendere e di parlare di certi argomenti che ci affiancano nella vita di tutti i giorni, anche se a volte si può pensare che questi avvenimenti capitino solo agli altri.
Durante la mattinata abbiamo visto un video, che ci ha fatto capire meglio dove eravamo, ma soprattutto sono stati evidenziati gli scopi di questa comunità (la quale dà una possibilità in più a coloro che intendono rifarsi una vita, dopo spiacevoli esperienze).
Abbiamo visitato i diversi laboratori, dove ci sono ragazzi (anche molto giovani), che lavorano, ma non da soli, in quanto sono affiancati da professionisti che  insegnano loro il mestiere,che potranno praticare una volta usciti dalla comunità.
Diverse sono state le testimonianze e tutte mi hanno colpito; infatti, scolpita nel loro volto, vedevo un’infinita voglia di poter rimediare allo sbaglio che avevano commesso.
Sono rimasta davvero sorpresa e, per la prima volta, le mie riflessioni sono andate al di là di tutto.
Ci è stato spiegato, inoltre, che coloro che risiedono alla Casa Del Giovane, non si divertono, ma lavorano sodo e per farcelo capire ancora meglio, ci hanno fatto fare un piccolo lavoretto, dove tutti collaboravamo e anche questo piccolo momento ha suscitato in me molte riflessioni.
Dopo questo percorso, abbiamo fatto una piccola pausa, abbiamo mangiato e il prof Gaudio ci ha resi partecipi di un piccolo concerto, in cui lui suonava la chitarra e alcuni di noi cantavano (ovviamente il repertorio mi ha avvicinato ancora di più ai temi trattati, in quanto non erano canzoni stupide e prive di senso, ma canzoni, che, anche se non sono della mia generazione, conosco e adoro più di quelle attuali).
L’ultima parte della nostra uscita è stata la migliore perché , finalmente, siamo arrivati al “dunque”.
Vincenzo ci ha raccontato la sua esperienza, partita dai 14 anni.
Mi sono rimaste impresse le sue parole, in quanto tutti pensano che le cose brutte avvengono solo agli altri … ma non è cos’.
Mi è bastato sapere che la sua vita, probabilmente, è rimasta segnata,e questo lo si può notare dal fatto che ci ha raccontato la sua storia.
Il suo messaggio era appunto quello di farci capire di non fare sciocchezze perché poi non si può tornare indietro…e ha ragione.
Alla base di tutto c’è il famoso bullismo. Tutto parte da una semplice sigaretta, che si può tramutare in droga di tutti i generi.
Basta anche un solo spinello…insomma…ricordo le parole che mi diceva la mia prof: “il passo dalla sigaretta allo spinello è breve, e ancora più breve è quello alle altre droghe”.
Queste parole le ha dette anche Vincenzo e ci ho sempre creduto…al contrario, alcuni miei compagni delle medie dicevano che erano scemenze quello che dicevano i prof, ma ora vorrei vederli e spero che non siano stati trascinati da quelli che reputano amici ma che in realtà non lo sono.
Volevo ringraziare di nuovo la Casa Del Giovane per quello che sta facendo, che è veramente una fortuna, Vincenzo, perché ci ha raccontato la sua storia e perché mi ha trasmesso molto, i prof e i ragazzi che hanno testimoniato.
Spero che la nostra scuola organizzi un nuovo incontro con Vincenzo altrimenti, se non lo farà la scuola, chiedo al prof Gaudio (come abbiamo già fatto noi, alunni della 1^D) di organizzare un nuovo incontro perché questo è “volato” ma è stato molto significativo

Melissa Galloni