Compito di recupero su La casa in collina di Pavese

La casa in collina di Cesare Pavese

compito in classe di recupero

Compito in classe di italiano di recupero – classe 4aC

Analisi del testo

Tipologia A

Su un brano (l’incipit) tratto dal libro “La casa in collina” di Cesar Pavese

Già in altri tempi si diceva la collina come avremmo detto il mare o la boscaglia. Ci tornavo la sera, dalla città che si oscurava, e per me non era un luogo tra gli altri, ma un aspetto delle cose, un modo di vivere. Per esempio, non vedevo differenza tra quelle colline e queste antiche dove giocai bambino e adesso vivo: sempre un terreno accidentato e serpeggiante, coltivato e selvatico, sempre strade, cascine e burroni. Ci salivo la sera come se anch’io fuggissi il soprassalto notturno degli allarmi, e le strade formicolavano di gente, povera gente che sfollava a dormire magari nei prati, portandosi il materasso sulla bicicletta o sulle spalle, vociando e discutendo, indocile, credula e divertita.

Si prendeva la salita, e ciascuno parlava della città condannata, della notte e dei terrori imminenti. Io che vivevo da tempo lassù, li vedevo a poco a poco svoltare e diradarsi, e veniva il momento che salivo ormai solo, tra le siepi e il muretto. Allora camminavo tendendo l’orecchio, levando gli occhi agli alberi familiari, fiutando le cose e la terra. Non avevo tristezze, sapevo che nella notte la città poteva andare tutta in fiamme e la gente morire. I burroni, le ville e i sentieri si sarebbero svegliati al mattino calmi e uguali. Dalla finestra sul frutteto avrei ancora veduto il mattino. Avrei dormito dentro un letto, questo sà ­. Gli sfollati dei prati e dei boschi sarebbero ridiscesi in città come me, solamente più sfiancati e intirizziti di me. Era estate, e ricordavo altre sere quando vivevo e abitavo in città, sere che anch’io ero disceso a notte alta cantando o ridendo, e mille luci punteggiavano la collina e la città in fondo alla strada. La città era come un lago di luce. Allora la notte si passava in città. Non si sapeva ch’era un tempo cosà ­ breve. Si prodigavano amicizia e giornate negli incontri più futili. Si viveva, o cosà ­ si credeva, con gli altri e per gli altri.

 

Rispondi sul tuo foglio protocollo alle seguenti domande:

1) Qual è la casa in collina cui si riferisce il titolo del romanzo?

2) A chi appartiene la voce narrante del romanzo?

3) è un personaggio autobiografico?

4) è un personaggio positivo o negativo?

5) Quali sono le due colline di cui si parla nel romanzo?

6) Parla della contrapposizione collina-città, non solo in questo brano, ma in tutto il romanzo

7) Quale valore simbolico assume la collina?

Audio Lezioni su Cesare Pavese del prof. Gaudio

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