LA COMMEDIA UMANA DI BALZAC

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La Comédie humaine (La commedia umana, 1842) è il titolo dato da Honoré de Balzac alla raccolta delle sue opere di romanziere, realizzate a partire dal 1829. Il successo di Balzac è in parte legato alla sua straordinaria capacità di fondere molte opere in un unico ciclo narrativo facendo riapparire personaggi e località, per presentare un quadro completo della società francese nel periodo postnapoleonico. La commedia umana contiene più di 90 opere divise in tre sezioni: Études de moeurs au XIX siècle (Studi di costume del XIX secolo), Études philosophiques (Studi filosofici), Études analytiques (Studi analitici). Ciascuna sezione è poi ulteriormente suddivisa, la prima in sei “scene”, la seconda in una ventina di romanzi brevi, la terza in Physiologie du mariage (Fisiologia del matrimonio) e in Petites misères de la vie conjugale (Piccole miserie della vita coniugale). Balzac intendeva presentare l’umanità come un insieme di “specie” sociali, influenzate dall’ambiente e, al tempo stesso, riaffermava l’esigenza di ordine spirituale e politico. I due romanzi più famosi del ciclo sono Eugénie Grandet (1833) e Le père Goriot (Papà Goriot, 1834-1835). Le opere di Balzac sono state prese a modello dal realismo moderno, sebbene contengano aspetti romantici e melodrammatici.

BALZAC, HONORÉ DE

Balzac cominciò a concepire l’idea di legare opere diverse sotto un denominatore comune; la cosa diventò un progetto preciso a seguito della pubblicazione di Eugenia Grandet (1833), di La ricerca dell’assoluto (1834) e di Papà Goriot (1834), le sue opere forse più perfette. Dalla penna di Balzac usciranno in totale duemilacinquecento personaggi in novantuno romanzi e parecchi racconti, scritti tutti autonomi eppure in qualche modo appartenenti ad un’unica ciclopica costruzione: una prima tripartizione – Scene della vita privata, Scene della vita di provincia, Scene della vita parigina – fu riunita in un unico ciclo avente il titolo di Studi di costume del XIX secolo; nel 1835, ad un’impostazione di tipo più specificamente descrittivo quale quella degli Studi di costume, Balzac affiancò un secondo gruppo di scritti, i cosiddetti Studi filosofici. Nel 1842 questa struttura fu ulteriormente allargata secondo un piano sempre più organico: a far parte degli Studi di costume andranno anche le Scene della vita politica, le Scene della vita militare e le Scene della vita di campagna; oltre a quelli Filosofici sarebbero dovuti apparire gli Studi analitici. La Commedia umana – questo il titolo generale dato dall’autore al suo universo narrativo – ancor più che per le sue caratteristiche tecniche è importante per quello che intese rappresentare: un mondo e un’epoca descritti con le sfumature e le luci più diverse, dalle originalissime coloriture realistiche con ombre e chiaroscuri che connotano gli scritti in senso decisamente poetico.

La grandezza dell’opera artistica di Balzac si esprime soprattutto nel vigore dei caratteri da lui creati (tutti tesi al perseguimento di un fine che spesso si realizza all’interno di un dramma) e nella vivida, talvolta allucinata esattezza delle descrizioni. La sua influenza sarà fondamentale per lo sviluppo della letteratura realista, naturalista e postnaturalista, in Francia e all’estero (v. verismo)

di Francesco Avolio

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