LA CORTE COSTITUZIONALE

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L’esistenza della corte costituzionale si giustifica nel fatto che la nostra è una costituzione rigida e che bisogna perciò avere un organo che ne garantisca il massimo rispetto da parte di tutti gli organo dello stato. Il principale compito della corte costituzionale è appunto quello di controllare la costituzionalità delle leggi dello stato e delle regioni, cioè che non siano contrarie alla costituzione, ma non solo, ha anche il compito di annullarle se necessario. Anche il giudicare i conflitti di attribuzione è un compito della corte costituzionale.

È formata da 15 giudici costituzionali molto competenti in materia, per un terzo eletti dal presidente della repubblica, per un altro terzo dal parlamento e per il restante terzo dalle supreme magistrature ordinarie e amministrative, e godono oltretutto delle stesse immunità dei parlamentari. Il giudizio della corte è espresso sotto forma di sentenze e non può essere modificato. Sono oggetto del giudizio della corte le leggi dello stato, gli atti aventi forza di legge dello stato e le leggi regionali. Non sono suo oggetto perciò i regolamenti che, in quanto fonti secondarie del diritto, possono essere giudicate per illegittimità. Se una legge ha o no carattere costituzionale viene rilevato durante un processo (via incidentale) o al di fuori di un processo (via principale). La questione di costituzionalità viene discussa in un’udienza pubblica e il giudizio, espresso in sentenze, può essere di accoglimento, se la legge viene dichiarata costituzionalmente illegale, o di rigetto, se la legge viene considerata costituzionalmente legale.

Alla corte costituzionale spetta anche il compito di giudicare i conflitti di attribuzione che insorgono quando un organo costituzionale invade la sfera di competenza dell’altro. Questi problemi insorgono tra i poteri dello stato, tra stato e regioni o tra regioni. La corte costituzionale risolve il conflitto dichiarando l’organo al quale spetta la competenza. Inoltre la corte costituzionale deve giudicare in sede comune il presidente della repubblica che viene accusato di attentato alla costituzione o alto tradimento.

di Francesco Avolio

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