LA CRISI DEL ‘600


di Laura

Nei primi anni del Seicento abbiamo un processo di crisi generale come nel Trecento. Molti aspetti sono identici a quest’ultima. Vi è però una molteplicità di fattori, una serie di concause che contribuiscono l’un l’altra.

1. Stagnazione o decremento demografico. La popolazione è uguale oppure in diminuzione. Questo dipende dalle aree geografiche e dal periodo preciso. Infatti la crisi si sviluppa in un periodo molto ampio.

2. E probabile che la crisi sia iniziata con un processo di polarizzazione delle ricchezze, concentrate nelle mani di poche persone, i grandi proprietari, mentre la maggioranza della popolazione è poverissima.

3. Limpoverimento è la causa del decremento demografico, perché viene ritardata l’età del matrimonio a causa del basso reddito; diminuendo i figli, si genera questo decremento. Bisogna considerare che all’epoca l’età media si aggirava intorno ai 30 – 40 anni.

4. Clima: c’è un raffreddamento generale. Non si conoscono le cause, ma probabilmente si tratta di fasi cicliche. Tuttavia, questo raffreddamento accentua la crisi dell’agricoltura che all’epoca dipendeva dal clima a causa del fenomeno della cerealizzazione.

5. La cerealizzazione si era diffusa sin dal ‘500, poiché nel Rinascimento, a causa dell’aumento demografico, per poter sfamare le popolazioni, erano state aumentate le superfici di terreno coltivabile a grano, a danno dell’allevamento. Ci sarebbe stata una seconda soluzione, cioè migliorare la produttività a parità di terreno. Non era però possibile, in quanto le tecniche, nonostante l0utilizzo della rotazione triennale, erano piuttosto arretrate. La coltivazione a grano dipendeva poi dal clima. Lallevamento nel ‘550 era stato danneggiato, dunque vi era una scarsa disponibilità di concime ed un ulteriore danno all’agricoltura. Questa dipendenza dell’agricoltura dal fenomeno della cerealizzazione è una delle cause della crisi.

6. Epidemie e carestie. Nel ‘600 riesplodono le epidemie che fin dall’antichità riemergono a fasi cicliche: sono presenti nel Medioevo e poi nel Seicento, ma non nel Rinascimento. Vi sono diverse reazioni alla crisi dell’agricoltura che viene accentuata da queste epidemie e carestie. Le aree progredite (Inghilterra, Olanda, Italia del Nord, in parte Francia) reagiscono alla crisi e potenziano il capitalismo trasformando la proprietà fondiaria, cioè i nobili proprietari di terre, in moderni imprenditori agricoli. Nei Paesi arretrati (Italia del Sud e Spagna) ci è una progressiva rifeudalizzazione, un sistema simile a quello medievale.

7. Cessa lafflusso di metalli preziosi, mandando in crisi le economie basate sullo sfruttamento parassitario che sulla produttività, come la Spagna. Vi è una crisi nelle attività commerciali alla quale l’Inghilterra e l’Olanda reagiscono riorganizzando i commerci su scala mondiale e potenziando le flotte mercantili. LOlanda crea le compagnie delle Indie orientali e occidentali.

8. La Guerra dei Trent’anni (1618 – 1648), che sconvolge il Seicento con grazi conseguenze a livello economico. Tuttavia, la guerra aggrava una crisi già esplosa precedentemente.

Vi è dunque una pluralità di elementi di crisi, non un’unica causa. Spesso non si capisce se un certo fenomeno sia la causa o l’effetto di un altro fenomeno. Queste cause non sono affatto sicure, ma costituiscono solo una possibile ricostruzione.