La famiglia in diverse culture

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La famiglia intesa come struttura primaria della società che assolve alle funzioni della riproduzione, dell’allevamento e della socializzazione dei bambini e come stabilizzatore della personalità degli adulti, è un’istituzione presente in tutte le culture e le civiltà.

Nell’antica famiglia patriarcale romana, il paterfamilias esercitava fino alla morte la propria indiscussa autorità politica, religiosa e patrimoniale.

Anche nell’antica famiglia cinese il capo famiglia governava su un gruppo numeroso ma la composizione familiare era diversa. Infatti, mentre la famiglia romana era monogamica, quella cinese era poligamica, in quanto un uomo poteva sposare contemporaneamente varie sorelle.

Nel Tibet, al contrario, si praticava il matrimonio poliandrico (una donna poteva sposare successivamente tutti i fratelli minori del marito).

Gli studi sulla famiglia hanno dimostrato che tutte le organizzazioni famigliari non sono mai immotivate ed il loro significato emerge se si tiene conto del sistema socio-culturale cui appartengono.

Si pensi ai Nyer del Sudan o gli Oruba della Costa d’Avorio, dove una donna ricca e sterile può decidere di sposarsi con un’altra donna per garantirsi la discendenza. In questo matrimonio l’uomo funge da compagno temporaneo con una funzione esclusivamente riproduttiva.

Riguardo alle questioni patrimoniali esistono sia strutture patrilineari (eredità da padre in figlio) , sia strutture patrilineari (i beni si trasmettono ai parenti della madre).

Ad esempio tra i Senufo vige il sistema patrilineare e poligamo, le mogli non vive con il marito ma continua ad abitare con la famiglia di origine.

 

La famiglia nella storia

La famiglia possiede un dinamismo storico che le permette di adattarsi alle mutate condizioni di vita.

A sua volta però essa oppone delle resistenze ai cambiamenti.

Quindi nei confronti dei cambiamenti la famiglia oppone spinte conservatrici a controspinte adattive, per questo i ritmi di adattamento della famiglia così come quelli dell’intera società sono lunghi.

 

Trasformazioni della famiglia

In Europa la prima famiglia nucleare (una sola unità coniugale) esisteva già nel Trecento tra le popolazioni urbane, mentre la nuova famiglia coniugale intima (che presenta un sistema di ruoli piu’ flessibili e meno legati al sesso e all’età) si è affermata a partire dall’Ottocento.

Alle soglie della rivoluzione industriale le famiglie di città e quelle di campagna si distinguevano, in molte zone europee, per una diversa struttura. Infatti, in città prevaleva la famiglia nucleare, mentre in campagna l’organizzazione poderale favorì lo sviluppo delle famiglie complesse (più unità coniugali con parenti conviventi). Il processo di industrializzazione favorì le famiglie nucleari.

Questo processo fu però lento. In un primo tempo alcuni contadini accettarono di lavorare nelle fabbriche ma considerandolo solo integrativo rispetto all’attività nei campi.

Successivamente tale attività divenne primaria, pur rimanendo nelle famiglie d’origine.

Infine essi si allontanarono definitivamente dalle campagne. Questo processo, dalla metà dell’Ottocento alla prima guerra mondiale, portò ad una forte diminuzione delle famiglie complesse nell’Italia centrosettentrionale

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