La pace è una guerra con se stessi – di Don Savino

Mi ha molto colpito questa definizione di pace in un momento così drammatico per il nostro popolo e per tutta l’umanità.
Mi ha colpito perché apre un varco tra i diffusi atteggiamenti che si potrebbero riassumere sommariamente in: “lasciateci in pace” o “eliminiamo chi ci vuole eliminare”.
Sempre infatti, nella tradizione del popolo cristiano, siamo stati educati  a partire dalla persona, dal singolo uomo che è responsabile di sé e di tutto il mondo.
Allora che cosa evoca questa “guerra con se stessi”?
Forse è guerra contro quell’individualismo così dilagante che rischia di farci rinchiudere dentro i nostri particolari interessi, facendoci dimenticare che siamo invece veramente fratelli con tutti gli uomini come ci ricorda la Chiesa tutte le volte che ci raduniamo.
Forse è guerra contro lo scetticismo che non ci fa credere che sia possibile una convivenza  umana e cordiale con chiunque è “diverso” perché Gesù ci ha rivelato che siamo realmente tutti figli di Dio.
Forse è guerra contro il comodo adeguarsi alle mode dominanti anche se tacciono le verità evidenti come  le innegabili radici cristiane dell’Europa che non si vogliono citare nella Costituzione Europea come ancora ci ha ricordato il Papa:
 “L’unità dei popoli europei, se vuol essere duratura, non può però essere solo economica e politica.

L’anima dell’Europa resta anche oggi unita, perché fa riferimento a comuni valori umani e cristiani. La storia della formazione delle Nazioni europee cammina di pari passo con l’evangelizzazione. Pertanto, nonostante le crisi spirituali che hanno segnato la vita del Continente sino ai nostri giorni, la sua identità sarebbe incomprensibile senza il Cristianesimo.”

Forse è guerra contro la nostra poca certezza che Cristo Risorto è veramente presente tra noi; è Lui la salvezza del mondo e ha voluto che questa salvezza si manifestasse attraverso l’umanità cambiata del Popolo Cristiano.
“Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati Figli di Dio” ha detto Gesù.
E’ tempo quindi di costruire, è tempo di operare per il bene di tutti (il bene comune), è tempo di tirarsi su le maniche a partire dai luoghi dove siamo, per essere operatori di pace vera!
Allora ci accorgeremo che siamo veramente tutti figli di Dio.
Articolo di don Savino pubblicato nel 2004 su “Uno Sguardo in Dergano”