La politica e i nomi delle scuole


Se il Consiglio d’Istituto vuole cambiare il nome della scuola

Tecnica della scuola – 29 settembre 2009 – di A.G.

È ben che individui una personalità scomparsa da almeno dieci anni. Per la mancanza di questo requisito è stata respinta dal Prefetto di Roma la richiesta avanzata dal Consiglio d’Istituto del Comprensivo di via Orrea, a Cesano, di intitolare la sede scolastica al famoso giornalista Enzo Biagi venuto a mancare due anni fa. Un rifiuto peraltro anticipato da molte polemiche.
Quando il Consiglio d’Istituto decide di cambiare il nome alla propria sede scolastica è bene che faccia riferimento a personalità che siano scomparse da almeno dieci anni. Con questa motivazione la Prefettura di Roma, diretta da Giuseppe Pecoraro, ha infatti rifiutato la richiesta avanzata dall’organo collegiale dell’Istituto Comprensivo di via Orrea, a Cesano, borgo a nord di Roma, di intitolare la scuola al famoso giornalista Enzo Biagi venuto a mancare due anni fa.
La richiesta aveva inizialmente preso una piega” politica: dalle prime notizie sembrava che il Consiglio d’Istituto avesse deciso di assegnare la scuola a Biagi cancellando l’attuale nome dell’istituto: la medaglia d’oro al valor militare Michele Perriello, caduto in Libia nel 1941. Alcuni esponenti politici locali, e non solo, vicini alla destra hanno ravvisato nell’iniziativa un tentativo di sovvertire il simbolo e i valori cui si sono ispirati i fondatori dell’istituto situato nel XX municipio.
“Non si è mai trattato di eliminare l`intitol’azione dell’istituto al caduto di guerra Michele Perriello in favore di quella a Enzo Biagi – hanno fatto sapere i responsabili della scuola di Cesano – poiché la nuova intitol’azione proposta in nome del grande giornalista scomparso doveva riguardare, infatti, la scuola nel suo complesso, a tutt`oggi priva della dignità di un nome e qualificata meramente in base alla sua ubicazione stradale. Sarebbero, dunque rimaste in vigore tutte le precedenti intitolazioni degli otto differenti plessi che compongono l`istituto, ivi compresa quella a Michele Perriello”.
A smorzare le polemiche però ci ha pensato la burocrazia: l’autorizzazione non poteva essere concessa per un vizio di forma della domanda. La richiesta motivata, come da prassi, è stata infatti inviata al Sindaco ed al Prefetto. E quest’ultimo non ha dato l’autorizzazione.
Sulla vicenda era intervenuto anche il Miur, sottolineando il motivo del mancato via libera da parte del Prefetto: “non ha dato l`autorizzazione – ha fatto sapere viale Trastevere riferendosi all’organo periferico del Governo – ha espresso parere negativo e quindi l`Ufficio Scolastico Provinciale non ha potuto che prenderne atto”. Insomma, tanto cl’amore per un nulla di fatto.