La prospettiva relazionale e la prospettiva giuridica

Nel lavoro dei dirigenti scolastici, occorre privilegiare sempre la prospettiva relazionale, piuttosto che quella giuridica. La conoscenza della norma deve essere sottesa ad ogni azione. La legge è una risorsa che va applicata con rigore e con coerenza, ma la maggior parte delle situazioni cui andiamo incontro ogni giorno ci richiede una capacità di gestire persone e situazioni, di mettersi in relazione con.

Questo non vuol dire che si debba scavalcare (o fare a meno) della norma, della legge, ma vuol dire che il dirigente scolastico autonomo sa usare la legge, sa anche fare leggi (ricordiamoci che con la legge sull’autonomia, l’istituto gode di potestà normativa) al fine di valorizzare le persone che ha accanto, che collaborano con lui (docenti), che a scuola ci sono (studenti) o ci mandano i figli (genitori).

Il Dirigente Scolastico vive tra queste persone, non tra le scartoffie burocratiche.

Il Dirigente Scolastico è un facilitatore, cioè, a mio modo di vedere, è semplicemente colui che crea i presupposti perché i docenti possano apprendere, gli studenti imparare e i genitori partecipare.