La rievocazione del recente passato nella narrativa del secondo dopoguerra

Saggio breve o articolo di giornale

Ambito artistico-letterario

Traccia per l’esame di stato

(sessione suppletiva 1999)

CONSEGNE

Sviluppa l’argomento scelto o in forma di saggio breve” o di articolo di giornale”, utilizzando i documenti e i dati che lo corredano e facendo riferimento alle tue conoscenze ed esperienze di studio.

Da’ un titolo alla tua trattazione.

Se scegli la forma del saggio breve”, indica la destinazione editoriale (rivista specialistica, relazione scolastica, rassegna di argomento culturale, altro).

Se scegli la forma dell’ “articolo di giornale”, indica il tipo di giornale sul quale ipotizzi la pubblicazione (quotidiano, rivista divulgativa, giornale scolastico, altro).

Per attualizzare l’argomento, puoi riferirti a circostanze immaginarie o reali (mostre, anniversari, convegni o eventi di rilievo). Non superare le quattro o cinque colonne di metà di foglio protocollo.

 

                                     AMBITO        ARTISTICO – LETTERARIO

ARGOMENTO: La rievocazione del recente passato nella narrativa del secondo dopoguerra.

 

DOCUMENTI

 

Lesplosione letteraria di quegli anni in Italia dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale fu, prima che un fatto d’arte, un fatto fisiologico, esistenziale, collettivo. Avevamo vissuto la guerra, e noi più giovani- che avevamo fatto appena in tempo a fare il partigiano- non ce ne sentivamo schiacciati, vinti, bruciati”, ma vincitori, spinti dalla carica propulsiva della battaglia appena conclusa, depositari esclusivi di una sua eredità […] questo ci tocca oggi soprattutto: la voce anonima dell’epoca, più forte delle nostre inflessioni individuali ancora incerte”.

I. CALVINO, dalla Prefazione al Il sentiero dei nidi di ragno, (1964)

 

[…] il bisogno di raccontare agli altri”, di fare gli altri” partecipi, aveva assunto fra noi, prima della liberazione e dopo, il carattere di un impulso immediato e violento, tanto da rivaleggiare con gli altri bisogni elementari: il libro è stato scritto per soddisfare a questo bisogno; in primo luogo quindi a scopo di liberazione interiore”.

P. LEVI, dalla Prefazione a Se questo è un uomo, (1958)

 

[…] Io guardavo mio padre e mia madre, ambedue in pochi mesi molto invecchiati, guardavo Fanny, che aveva ormai quindici anni, ma come se un arcano timore ne avesse arrestato lo sviluppo, non ne dimostrava più di dodici: guardavo ad uno ad uno, in giro, zii e cugini, gran parte dei quali, di l’ a qualche anno, sarebbero stati inghiottiti dai forni crematori tedeschi e non lo immaginavano, no certo, che sarebbero finiti cos’, e neppure io lo immaginavo, ma ciò non di meno già allora, quella sera, anche se li vedevo tanto insignificanti nei poveri visi sormontati dai cappellucci borghesi o incorniciati dalle borghesi permanenti, anche se li sapevo tanto ottusi di mente, tanto disadattati a valutare la reale portata dell’oggi e a leggere nel domani, già allora mi apparivano avvolti dalla stessa aurea di misteriosa fatalità statuaria che li avvolge adesso nella memoria”.

 

G. BASSANI, Il giardino dei Finzi Contini, (1962)


 

E gli Ebrei dormivano nei loro letti verso la mezzanotte del venerd’ 15 ottobre, allorché dalle strade cominciarono a udirsi schioppettate e detonazioni. Si intensificano, si stringono, si sovrappongono, diventano una vera sparatoria. E fossero solo spari, ma qualche cosa di sinistro vi si mescola: colpi che partono secchi, per propagarsi poi quasi ondulati e fare dentro il buio un cratere cupo e svasato”.

 

G. DE BENEDETTI, 16 Ottobre 1943, (1944)