La Sacra Famiglia – Tondo Doni

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di Michel’angelo Buonarroti

Il Tondi Doni (1504-1507), video su youtube e file mp3

relazione di Silvia Sorrentino

composizione simmetrica

Funzioni: espressiva, estetica e informativa

ANALISI CRITICA: quest’opera si pensi sia stata commissionata dal mercante fiorentino nel 1504 in occasione del suo matrimonio con Maddalena Strozzi. Altri pensano invece sia stata commissionata in onore della nascita del figlio.

Questa è la prima opera pittorica di Michel’angelo conosciuta e prende spunto da soggetto religioso per poi sviluppare immagini dinamiche e con forme scultoree.

Come tutti gli artisti del Rinascimento, Michel’angelo cercava nell’arte l’imitazione della natura e nell’indagine scientifica la bellezza divina, considerata quella più perfetta.

Inoltre, l’approfondito studio dell’anatomia umana ha consentito agli artisti di raffigurare più facilmente qualsiasi movimento o posizione dell’uomo.

Il tema della Sacra Famiglia inizia ad affermarsi nel Quattrocento. Sono dipinti religiosi che raffigurano i primi anni di vita di Cristo. In questo dipinto Giuseppe e la Vergine rappresentano il Vecchio Testamento mentre Gesù quello Nuovo.

Gli uomini nudi presenti sullo sfondo richiamo il mondo pagano, distaccato da quello cristiano- ebraico.

A congiungere i due mondi abbiamo San Giovannino con lo sguardo rivolto verso il Bambino.

Nel quadro possiamo distinguere due parti: quella centrale della Famiglia e quella di sfondo.

In primo piano la Sacra Famiglia ha un andamento elicoidale centrato sulla torsione della Madonna all’interno della struttura piramidale stile leonardesco.  Inoltre, il forte chiaroscuro definisce i volumi e le forme.

In secondo piano le figure sono legate da richiami orizzontali, evidenziati dalla linea centrale. La composizione è complessa e dinamica. Con movimenti contenuti, contrastanti, asimmetrici e stati d’animo.

Michel’angelo crea dei contrasti di colore con i colori primari, utilizzandone di simili. Troviamo contrasti anche fra colori complementari e quelli caldi e freddi.

Il paesaggio di sfondo, invece, è interamente realizzato con l’ocra e i verdi, usati con bassi toni per far risaltare quelli alti della parte centrale.

La cornice è stata disegnata dallo stesso Michel’angelo. In essa il colore oro fa risaltare la luce del dipinto ed è costituita da un intreccio fitoformo e da cinque teste in rilievo.

Possiamo notare anche le braccia della Madonna, piuttosto muscolose. Si pensa infatti che Michel’angelo avesse preso un uomo come modello, per trasformare la bellezza maschile in femminile.

CONTESTO: Michel’angelo nasce a Caprese nell’aretino. A 13 anni va a Firenze e qui può conoscere le opere di Giotto, Masaccio e Donatello. A 15 anni lo ospita Lorenzo Il Magnifico e dagli Umanisti apprende il valore e il significato della cultura classica, su cui si concentrerà per i suoi lavori.

Inoltre, Michel’angelo (pittore e scultore) emerge subito e la sua opera era già considerata al culmine dell’arte rinascimentale. Egli è infatti convinto che oltre a imitare la natura, l’arte deve saperne cogliere anche i lati migliori. Fra il 1508 e il 1512 viene invitato a Roma per dipingere la Cappella Sistina.  Dopo la riforma protestante mette in crisi il cristianesimo e perciò Michel’angelo diventa sempre più religioso e nelle sue opere acquista più importanza la bellezza spirituale e quella umana porta alla contemplazione divina.

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