La voce delle donne – di Laura Alberico

Una delle
tante
  vittime della violenza maschile si
definiva una Cenerentola piena d’amore. Donne tradite, violentate, ammazzate
che non conosceranno mai il sentimento nel quale credevano e che idealizzavano.


Storie che rivelano la solitudine e la paura, il desiderio di liberarsi da
uomini violenti ed aggressivi che, accecati dalla follia, distruggono in un
solo momento ciò che non riescono a possedere. In una società civile per
definizione sono fondamentali i diritti che devono essere sostenuti da leggi che
salvaguardano la libertà di tutti. Ci sono tante Cenerentole alle quali
purtroppo nessuna fata cambierà  il
destino né riuscirà a colorare di ottimismo il futuro regalando loro un uomo
diverso, il principe azzurro. Il colore dell’innocenza si è macchiato del
sangue di tante vittime che chiedono a gran voce il riscatto, vite interrotte
per mano di un amore malato che libera rabbia, prepotenza e violenza gratuite.
Il femminicidio è un termine nuovo che indica la violenza sulle donne di cui
quotidianamente sentiamo parlare. Donne uccise da compagni che non accettano di
essere lasciati, che
  usano violenza
fisica e psicologica per affermare la loro superiorità. In questi ultimi
anni
  il numero delle vittime
inconsapevoli è preoccupante ed è naturale interrogarsi sul motivo di questa
inaudita violenza di genere. Il periodo storico che stiamo attraversando mette
in luce una forte criticità del sistema economico e sociale, in questo contesto
i legami affettivi ne risultano fortemente penalizzati e destabilizzati alle
radici. E’ importante rilevare come l’educazione familiare verso i figli maschi
sia ancora permeata dagli stereotipi di genere che raffigurano ancora le donne
sottoposte ed ancora purtroppo ” oggetti” da dominare e piegare alla volontà
del maschio. Questo modellamento avviene in famiglia dove si impara a
comunicare verbalmente e fisicamente in modo violento e prevaricatore. Spesso
chi ha imparato da piccolo a guardare o essere sottoposto a scene di violenza
tenderà, da adulto, a riprodurle e a comportarsi da persecutore verso le
persone più deboli e indifese. La società ” liquida” teorizzata da Bauman mette
in evidenza come il consumismo della post-modernità coinvolga anche i legami
affettivi che sono spesso superficiali e fragili e vengono considerati e
vissuti come oggetti concreti da usare senza il coinvolgimento intimo ed
emotivo.
  La voce sottomessa e flebile di
tante donne è diventata oggi un coro di protesta e di ribellione, un grido di
dolore che chiede rispetto e dignità, il desiderio di un amore vero nel quale
credere e riconoscersi, il sentimento che molti uomini ancora ignorano.

Laura
Alberico