Le paludi di Hesperia


Valerio Massimo Manfredi

TITOLO

Il titolo dell’opera è LE PALUDI DI HESPERIA”, prima dora non lavevo mai letto; è un romanzo storico.

AUTORE

Data di Nascita: 1943
Si laurea in Lettere Classiche, era un topografo del mondo antico, ha insegnato in prestigiose università italiane e straniere, e ha condotto numerose spedizioni scientifiche e scavi in località d’Italia e all’estero.
Vive e lavora nella sua casa di campagna a Piumazzo di Castelfranco Emilia, in provincia di Modena, e collabora come antichista a Panorama e a Il Messaggero.

Carriera: Ha tradotto e commentato l’Anabasi di Senofonte, ed ha pubblicato molti articoli e saggi, fra cui: La strada dei Diecimila (1986), Le isole fortunate (1993), Akropolis (2000); con Luigi Malnati Gli Etruschi in Val Padana (1990); con Lorenzo Braccesi, Mare greco (1992) e I greci d’Occidente (1996); con Venceslas Kruta, I celti d’Italia (1999).
Fra i romanzi pubblicati: Palladion (1984), Lo scudo di Talos (1986), L’Oracolo (1990), Le paludi di Hesperia (1994), La torre della solitudine (1996), ll faraone delle sabbie (1998); e con Giorgio Celli e Francesco Guccini Storie d’inverno (1994). E’ del 1998 la trilogia Alexandros, opera di narrativa tradotta in tutto il mondo.
Sono del 2002 Il Tiranno e L’ultima legione; nel 2004 ha invece pubblicato L’isola dei morti e L’oracolo sempre per Mondadori.

RIASSUNTO

La guerra di Troia venne combattuta non per una donna, Elena, come narra la mitologia greca, ma per ottenere lo Scettro Troiano, segno del grande potere di Troia.

I re Achei avevano ideato un piano per ottenere, senza lo scontro con le armi, lo Scettro Troiano. Il piano consisteva nel consegnare la sosia di Elena a Paride figlio del re di Troia, in modo che questi consegnasse lo Scettro Troiano agli Achei come segno di pace.

Questo non avvenne e il piano fallì.

Cos’ gli Achei furono costretti a dichiarare guerra a Troia quindi tutti i re Achei dovettero riunire nelle proprie città un esercito ben addestrato per poi formare tutti insieme un unico grande esercito.

Agamennone Re massimo degli Achei e di Micene sacrificò la figlia per il favore degli dei e per dimostrare al popolo acheo che lui era il primo a sacrificare la cosa più cara che aveva per la grande guerra.

Diomede, re di Argo, reclutò il suo esercito dicendo ai suoi guerrieri che avrebbero schiacciato i troiani e rivendicato l’onore acheo.

Ulisse, re di Itaca, il più furbo tra gli Achei, cerca di non essere reclutato dichiarandosi pazzo, però quando Agamennone mise suo figlio Telemaco davanti al carro dei buoi da lui guidato, Ulisse si fermò quindi Agamennone capì che Ulisse non era pazzo e lo costrinse a dichiararsi sano di mente, perché se fosse stato pazzo avrebbe dovuto uccidere suo figlio Telemaco.

I re Achei partirono pensando ad una guerra lampo, ma solo dopo 10 anni essa venne vinta dagli Achei grazie a una grande idea di Ulisse: il Cavallo di Troia.

Morirono Ettore per mano di Achille, il più valoroso degli Achei, e Paride per mano di Agamennone.

Ci fu una grande vittoria da parte di Diomede che combattendo lealmente contro Enea, riuscì a strappargli i due cavalli divini.

Aiace stuprò Cassandra e questo fece infuriare Poseidone che distrusse la nave di Aiace.

Durante la spartizione del bottino Ulisse ottenne le armi di Achille con un inganno, allora Aiace, disperato per non avere ottenuto quelle armi, si suicidò.

Menelao prese la sosia di Elena, qualche schiava e la copia scettro, invece Agamennone prese Cassandra, la sacerdotessa troiana, che era l’unica a sapere qual era il vero Scettro troiano, avendo fatto le sette copie.

Al ritorno Agamennone portò con sé Cassandra, ma quando raggiunse Micene, Egisto, amante di sua moglie Klitemnestra, lo uccise durante la cena per il suo ritorno, mentre Cassandra venne uccisa da Klitemnestra.

Da quel momento in poi Oreste, figlio di Agamennone, odiò sua madre Klitemnestra e il suo amante Egisto per l’ uccisione del padre.

Diomede ritornò ad Argo e scopr’ che sua moglie Egialea, trama contro di lui per farlo uccidere e capì anche che esiste una congiura delle sacerdotesse che vorrebbero regnare sugli Achei.

Diomede decise di trovare un’ altra patria, perché altrimenti avrebbe dovuto uccidere Egialea e avere nel suo regno altre guerre contro la congiura delle sacerdotesse.

Diomede chiese ai guerrieri con cui aveva combattuto di seguirlo per non morire.

Molti  giovani lo seguirono, mentre altri tornarono alle loro case e dalle loro famiglie.

Diomede navigò verso ovest e si fermò in una piccola isola dove saccheggiò un villaggio per prendere dei viveri.

Mentre raccoglie i viveri i discendenti di Eracle scesero dalla montagna e attaccarono il villaggio, Diomede vide il numero inferiore dei suoi uomini e fu costretto alla ritirata.

Durante la fuga Diomede prese con sé il Chan, un commerciante che conosceva molte lingue tra cui quella degli Achei e che grazie alla sua grande esperienza di navigazione, salvò.

Diomede mandò Anchil’io con una piccola flotta ad avvisare i re Achei del ritorno dei discendenti di Eracle.

Anchil’io viene fermato dai Sheqelesh, gli uomini della sua flotta vengono massacrati, ma lui riesce a fuggire grazie al sacrificio di un suo compagno.

Diomede trovò un rifugio in un villaggio dove grazie al Chan riuscì a comprendere la lingua straniera.

Diomede si innamorò di una giovane ragazza pallida che veniva dalla Terra Dal Fuoco Freddo e la strappò a Nemro, re del piccolo villaggio.

Diomede con il suo esercito marciò verso la costa dove volle stabilirsi, ma per raggiungerla dovette attraversare molti villaggi che saccheggiò, uccidendo gli uomini e rapendo le donne.

Pian piano l’esercito diventò sempre più piccolo, finché un giorno incontrò gli Ambron, un popolo delle montagne contro il quale perse molti uomini.

Da li a poco Diomede raggiunse al costa e il re del luogo gli concesse le sue terre.

Dopo vari mesi Diomede incontrò Enea con il quale si batté, ma nessuno dei due vinse.

Diomede decise di condividere con Enea quello che lui pensava fosse il vero Scettro troiano e formare con lui un regno che unisse i  guerrieri troiani e achei, ma Enea gli disse la verità: Cassandra aveva fatto sette copie dello Scettro e aveva beffato tutti gli Achei compreso Diomede che ne aveva una copia, mentre il vero Scettro Troiano era il più umile e lo aveva lui.

Nel frattempo Menelao andò in Egitto e raggiunse il vecchio saggio del mare che gli fece vedere Ulisse sperduto, Diomede scoraggiato e il fratello Agamennone ucciso da Egisto.

Infine torna con Elena nel suo palazzo a Micene, però scopre che Elena trama contro di lui e che tra le regine achee c’è stato un complotto il quale consisteva nell’ uccisione dei re achei e nel governare le città achee.

Dopo pochi giorni incontra il figlio di Agamennone(Oreste)nella fortezza della sorella e gli raccontò tutta la verità sulla guerra di Troia.

Pirro promise ad Anchil’io che riferirà di Diomede a Menelao.

Menelao chiamò tutti i re segretamente e preparò l’attacco a Micene per riconquistare la città senza distruggerla.

Egisto scopre i piani di Menelao e attacca Pirro, che si salvò grazie all’aiuto di Oreste che uccise l’odiato Egisto, amante di sua madre.

Micene venne cos’ riconquistata.

Oreste, uccise Pirro e la madre, poi partì per riflettere sulla sua vita e dopo qualche mese tornò a governare su Micene.

Anchil’io consegnò il messaggio di Diomede a Menelao: l’arrivo dei discendenti di Eracle, poi ripartì per tornare dal suo re Diomede.

Ulisse tornò a Itaca riprendendosi Penelope e liberando la sua casa con l’aiuto del figlio Telemaco.

Diomede vedendo i suoi compaesani in fuga arrivare nel suo nuovo regno e sentendoli raccontare che solo Argo e Micene resistono, decide di tornare ad Argo per difenderla, ma durante il viaggio viene a sapere che Argo è caduta.

Allora si dirige verso Micene dove morirà con i suoi compagni.

Finisce la gloria degli Achei per lasciare posto ad un nuovo mondo governato da altri popoli.

 

PERSONAGGI

DIOMEDE:

Diomede re di Argo è un grande guerriero possente e molto coraggioso, quasi barbaro perché è sempre il primo a buttarsi nella mischia.

Diomede durante la guerra di Troia sconfigge Enea strappandogli i due cavalli divini, ma al suo ritorno  trova sua moglie Egialea che trama contro di lui, allora decide di trovare un nuovo regno per non uccidere la sua donna amata.

La volontà di non voler spargere sangue nella propria città e rinunciare alla sua carica di re d’ Argo,dimostra la grande debolezza del suo animo,i forti sentimenti che prova nei confronti di Egialea e l’ amore per la patria.

Infatti  per amore della patria tornerà a difendere Micene dai discendenti di Eracle.

Re giusto che non si vuole imporre sui suoi guerrieri i quali lo seguono e lo ammirano.

AGAMENNONE:

Agamennone è il massimo re Acheo, re di Micene, ma soprattutto abile guerriero e stratega.

Re aperto che ascolta molti consigli in guerra soprattutto da parte di Ulisse, ma testardo, perché a causa sua e della sua brama di potere c’è stata la guerra di Troia.

Carattere difficile e vuole imporre la sua autorità su tutti quelli che si trovano sul suo cammino.

MENELAO:

Fratello di Agamennone e sempre suo fedele servitore decide di fare da padre ad Oreste e Ermione questo dimostra il suo grande affetto nei loro confronti e dimostra di essere un uomo di parola, perché ad Agamennone aveva promesso che alla sua morte avrebbe badato ai suoi figli.

Uomo responsabile, perché nel momento del bisogno si getta all’ aiuto del suo esercito e dei re in difficoltà.

Un uomo molto abile e intelligente che non ama la guerra, ma di cui ne è sempre protagonista.

Menelao è forte d’ animo, perché alla morte del fratello anche se per un momento è fragile sferra l’ attacco per riconquistare Micene.

ORESTE:

Figlio di Agamennone giovane guerriero che crescerà rapidamente a causa della morte del padre.

Dal momento dell’ uccisione del padre Oreste prova rancore, disprezzo e odio nei confronti della madre e di Egisto suo amante che ucciderà senza pietà.

Ragazzo robusto spietato nella lotta contro Egisto dove sfoga tutto il suo rancore verso lui.

Ragazzo molto forte d’ animo e vendicativo nei confronti della madre, ma soprattutto responsabile nei confronti del suo popolo e della memoria del padre, perché uccide Pirro che voleva saccheggiare Micene e fa una grande cerimonia per far ricordare Agamennone deceduto a Micene.

ULISSE:

Ulisse il re di Itaca, ma è anche più furbo tra gli Achei, infatti grazie alla sua grande idea del Cavalo di Troia gli Achei riescono a conquistare Troia.

Quando torna a casa uccide tutti i proci scatenando la sua ira e riprendendosi l’autorità nel suo regno che gli era stata concessa da Agamennone.

Uomo molto saggio che ama Penelope, ma con un’ animo fragile che ha bisogno d’ affetto, infatti lo trova nei suoi viaggi con Calisto e Cicerne.

ACHILLE:

Achille re degli Atridi è il più grande guerriero acheo che uccide moltissimi nemici e prende le loro armi come segno di vittoria.

Un uomo spietato nei confronti dei nemici che non si arrendono, ma caritatevole nei confronti dei nemici che si arrendono, mentre nei confronti del suo popolo è generoso e per questo è amato da esso.

PIRRO:

Pirro re degli Epiri è figlio di Achille grande guerriero anche se giovane, però assetato di potere e questo lo porterà alla morte.

Pirro ragazzo molto crudele, perché uccide tutti quelli che andavano contro i suoi progetti senza guardare chi fosse il suo avversario.

E’ spietato, non caritatevole, perché uccide anche chi si arrende.

ENEA:

Eroe troiano molto coraggioso il quale si batte per fondare un nuovo regno per il suo popolo troiano nelle foci dell’ Eridano.

SPAZIO

La vicenda si svolge in luoghi aperti: nelle isole o in mare.

TEMPO

La vicenda si svolge subito dopo la guerra di Troia che durò 10 anni.

Ci sono prolessi(anticipazioni) infatti spesso i protagonisti annunciano ciò che vogliono fare.

STILE

La scrittura di Manfredi è semplice e si rifà agli eroi del mito, coraggiosi, audaci, responsabili.  

NARRATORE

Il narratore è esterno.

di MORANI AMANDA CLASSE I°F