Le tematiche della storia

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Le tematiche della storia

La storia: opportunità o scocciatura?

Prof. Luigi Gaudio, da un lavoro del prof. Francesco Toscano

dell’ Istituto d’Istruzione Secondaria Superiore «Benedetto Croce-Sibilla Aleramo» di Roma all’indirizzo web http://spazioinwind.libero.it/terzotriennio/storia/index_sto1.htm

Perché studiamo storia ?

brain storming per individuare le possibili risposte davanti all’apparente non senso di una materia che ripropone gli stessi argomenti già studiati alle elementari e alle medie e che – detta in maniera semplicistica, ma reale – non si capisce bene a cosa potranno servire ad un ragazo di 18 anni uscito dal liceo …

Perché studiamo storia ? Possibili risposte

  1. esercitare la memoria con date, nomi, nessi causali, luoghi, …
  2. conoscere le origini di alcuni usi e costumi, modi di pensare e di dire che ancora oggi usiamo
  3. capire l’origine della nostra civiltà significa anche capire meglio quello che succede oggi
  4. è una scienza che fornisce un metodo per capire la storia dell’oggi
  5. conservare il passato, altrimenti destinato a scomparire
  6. per avere chiaro il contesto in cui si sviluppa la letteratura che studieremo al triennio
  7. sentirsi parte di un flusso ininterrotto di vita e di pensiero, quindi imparare a MAI giudicare dall’alto uomini e popoli passati, presumendo di essere migliori e più evoluti per forza di cose

Come studiamo storia ?

come faresti a scrivere la TUA storia di ieri? e la TUA storia dell’11 settembre dell’anno scorso?

come scriveresti la TUA storia dell’11 settembre 2001?

abbiamo bisogno di fonti storiche, molto diverse fra loro per il tipo di informazione che possono fornire

Una premessa necessaria…

La storia è una scienza (dal latino scire=sapere) che ha come obiettivo la ricostruzione e la comprensione del passato.

No al determinismo

Bisogna evitare di credere che da medesime cause derivino sempre medesimi effetti.

Le situazioni non si ripetono mai in modo identico, anche se possono avere aspetti assai simili

Protagonista della storia è l’uomo, le cui reazioni non sempre sono prevedibili

Il laboratorio dello storico

Oggi lo storico può ricorrere a tecnologie avanzate e al contributo di esperti di varie discipline.

Non è isolato, lavora in équipe.

Ma qual è il punto di partenza della ricerca storica?

Il documento (dal latino doceo= insegno)

E’ ciò che ci fornisce una testimonianza utile per conoscere meglio un determinato periodo.

Deve necessariamente essere scritto?

I documenti sono anche oggetti

un’incisione rupestre, un monile, un frammento di ceramica, un utensile, i semi di una pianta, un monumento…

I documenti (resti materiali e testimonianze scritte) rappresentano le FONTI.

Fonti non scritte: la tradizione orale

Contiene alterazioni ed è approssimativa

Tuttavia gli storici antichi ne fanno uso talvolta

quindi non sempre si possono distinguere le fonti primarie da quelle secondarie:

questo capita anche quando gli storici si ispirano ad autori precedenti le cui opere sono andate perdute

Uso delle fonti

La storiografia ( = elaborazione di testi storici condotta con criteri scientifici) può occuparsi di aspetti diversi del passato (politica, diritto, economia, società…)

Lo storico può quindi SELEZIONARE le fonti disponibili concentrandosi su quelle più pertinenti alla sua ricerca.

L’analisi critica dei documenti

L’indagine dello storico dev’essere COMPARATIVA (mettere a confronto le versioni esistenti e valutarle alla luce delle scoperte archeologiche).

In mancanza di due versioni dello stesso fatto si deve LEGGERE CRITICAMENTE IL DOCUMENTO STORICO o L’OPERA STORIOGRAFICA

reperendo notizie sull’autore, sui suoi ideali, sul suo metodo di lavoro, sul suo pubblico

 

Tucidide, La guerra del Peloponneso (V-IV sec. a. C.):

« Gli argomenti e gli indizi da me addotti assicurano la possibilità d’interpretare i fatti storici, quali io stesso ho passato in rassegna, con una certezza che non si discosta essenzialmente dal vero. Per questo, non ci si affidi piuttosto ai poeti, che nell’esaltazione del canto ampliano ogni particolare e lo fanno prezioso; insicure anche le opere dei logografi, composte più a diletto dell’ascolto, che a severa indagine della verità.

Poiché si tratta di un campo di ricerca in cui la verifica è estremamente ardua: l’antichità stessa di questi casi ne ha velato i contorni di un favoloso, mitico alone. Si converrà che il prodotto delle mie ricerche, elaborato dall’analisi degli elementi di prova più sicuri e perspicui, raggiunge la sufficienza, se si considera la distanza di tempo che ci separa dagli eventi discussi ».

 

Tucidide, La guerra del Peloponneso (V-IV sec. a. C.):

«Ho ritenuto mio dovere descrivere le azioni compiute in questa guerra non sulla base di elementi d’informazione ricevuti dal primo che incontrassi per via; né come paresse a me, con un’approssimazione arbitraria, ma analizzando con infinita cura e precisione, naturalmente nei confini del possibile, ogni particolare dei fatti cui avessi di persona assistito, o che altri mi avessero riportato. (…)

Le memorie di quanti intervennero in una stessa azione, non coincidono mai sulle medesime circostanze e sfumature di quella. Da qui resoconti diversi, a seconda della individuale capacità di ricordo o delle soggettive propensioni. Il tono severo della mia storia, mai indulgente al fiabesco, suonerà forse scabro all’orecchio. (…) Possesso per l’eternità è la mia storia, non composta per la lode, immediata e subito spenta, espressa dall’ascolto pubblico ».

Come ‘facevano storia’ gli antichi ?

già i Greci e poi i Romani distinguevano

memoria rerum gestarum, volontà di ricordare il proprio passato

historia, indagine critica per ricostruire con certezza, secondo il possibile, l’avvenimento storico

La memoria rerum gestarum

ruolo dell’epica, che ha al centro il vero poetico, ben diverso dal vero storico (resta la volontà di raccontare verità, come nei racconti sulla fondazione di Roma)

studio e lettura dell’Iliade, dell’Odissea e dell’Eneide

La memoria rerum gestarum

collocare il proprio passato nel tempo e nello spazio (in Grecia si inizia con le genealogie, le kt…seij e le peri»ghsij)

prendere coscienza dei valori della propria tradizione, come l’idea di libertà (Grecia), di civitas (Roma), …

La historia

Erodoto (V sec. a. C.) parla di ƒstoršw, che significa vedere o domandare per sapere

la historia è il frutto dell’indagine

Testi sul ‘fare storia’

Aristotele, Poetica 1451 b (IV sec. a. C.):

« Compito del poeta è di dire non le cose accadute ma quelle che potrebbero accadere e le possibili secondo verosimiglianza e necessità. Ed infatti lo storico e il poeta non differiscono per il fatto di dire l’uno in prosa e l’altro in versi (giacché l’opera di Erodoto, se fosse posta in versi, non per questo sarebbe meno storia, in versi, di quanto non lo sia senza versi), ma differiscono in questo, che l’uno dice le cose accadute e l’altro quelle che potrebbero accadere. E perciò la poesia è cosa più nobile e più filosofica della storia, perché la poesia tratta piuttosto dell’universale, mentre la storia del particolare».

Audio

Ascolta “Metodologia storica” su Spreaker.

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