L’ideologia e la poetica di Gabriele D’Annunzio – di Carlo Zacco

Pubblicità

Sharing is caring!

Pubblicità

Nazionalismo. Dal punto di vista ideologico
D’annunzio propende sicuramente verso posizioni nazionalistiche;  ha preso
chiaramente posizione a favore:

1)     
dell’aggressiva politica di Crispi, sia sul piano
interno
(repressione dura di tutte le proteste), sia su quello esterno
(impresa di Adua, Eritrea, fallita miseramente);
2)     
dell’interventismo durante la I° guerra mondiale, e in seguito a
favore di quella buffonata su Fiume;
3)     
della guerra in Etiopia condotta, e vinta, da Mussolini nel 1935.
 – Esibizionismo. Ma non bisogna pensare che
la sua adesione a idee nazionalistiche di destra sia di natura solamente
politica/ideologica
 – a D’Annunzio la politica in sé interessa poco: quello
che gli importa è la possibilità di adottare un determinato stile di
comunicazione
, fondato:
 – sull’esibizionismo;  
 – sul culto narcisistico del leader;
 – sulla possibilità di guidare le masse,
influenzandone il giudizio da un punto di vista emotivo, più che razionale.
 – Populismo. C’è molto della moderna
comunicazione politica: che punta alla cosiddetta «pancia», e fa leva su
argomenti «populisti» pur di raccogliere un facile consenso a tutti i costi.
 – Atteggiamento filo-borghese. D’altra parte c’è
anche un disprezzo per le masse popolari, che vanno appunto dominate, sia
con l’uso «mediatico» della parola, sia con politiche economiche a favore delle
classi superiori: l’alta borghesia. Da qui l’adesione alla politica
imperialista
, che era espressione dell’alta borghesia tardo-ottocentesca;
 – il disprezzo per le masse, porta quindi al disprezzo
per la stessa democrazia
e per le classi operaie.
Estetismo. Questo si collega alla sua concezione
dell’arte, la quale a sua volta si identifica totalmente con la  bellezza
ma nel caso di D’Annunzio, questa concezione ha caratteri ambivalenti:
1)     
da un lato abbiamo visto che D’Annunzio si pone come ultimo Vate,
erede di una tradizione umanistica, e terzo nella trafila dei moderni
dopo Carducci e Pascoli;
– con tutte quelle connotazioni
dell’intellettuale umanista, solitario, separato dalla società, dedito agli
studi
delle belle lettere;
2)     
dall’altro lato si pone come un moderno esteta, fa di sé un
mito di massa
, cavalca le mode;  crea egli stesso delle mode.
Contraddizioni. Questo aspetto della personalità
artistica di D’Annunzio ha un carattere anche paradossale e
contraddittorio. La contraddizione sta nel fatto che:
a)     
da un lato si pone come mito di massa, celebrato in quanto
tale;
b)     
dall’altro  come un genio superiore, al di sopra delle
masse
, con un atteggiamento aristocratica superiorità, e che
disprezza la società dei consumi e la mercificazione dell’arte.
Come si risolve questa contraddizione? L’unico modo
è far coincidere arte e vita, privato e pubblico. Facendo della
propria vita uno spettacolo, e di se stesso oggetto di mercificazione
.
 – esempio: dopo la pubblicazione della prima
raccolta poetica (Primo Vere, 1879), D’Annunzio diffonde la notizia della
propria morte, e raccoglie una serie di necrologi che lo esaltano come grande
poeta;
 – L’arte e la vita coincidono: l’una è in funzione
dell’altra.
La parola poetica. In questo processo di
identificazione arte e vita, svolge ovviamente un ruolo fondamentale la
parola
, dato che D’Annunzio è un artista della parola:
 – per D’Annunzio viene a saltare lo scarto tra
linguaggio quotidiano, e la lingua della poesia
: la lingua parlata dal
poeta, tutti i giorni, è lingua poetica, artefatta;
– la parola che è al di fuori di questo tipo di
formalizzazione artistica è inutile;
La concezione della natura. Non solo non c’è
mediazione, non c’è scarto tra la parola ordinaria e quella poetica, ma
non c’è nemmeno scarto tra l’io del poeta e mondo esterno;
 – c’è una totale identificazione sia tra l’io e le cose,
sia tra le cose stesse tra di loro: ogni cosa è anche un’altra, e rimanda
all’altra;
– per questo la parola del poeta è in grado di ricreare
la realtà
, nel momento in cui viene pronunciata
 – per esprimere questa fusione tra l’io lirico e la
realtà, e tra i vari elementi della realtà è ovviamente la sinestesia,
usata in abbondanza da D’Annunzio.
Rapporto uomo natura. In questo modo, tramite la
poesia, di fatto D’Annunzio ristabilisce un rapporto tra uomo e natura.
Cioè ristabilisce quel rapporto che la nuova società industriale aveva spezzato;
 – è un modo per superare il divario tra civiltà moderna e
natura, tra cultura e istino.
Il superomismo
Il mito del Superuomo. Altro aspetto dell’ideologia
dannunziana è il superomismo, il mito del Superuomo:
 – l’idea del Superuomo nasce in D’Annunzio dopo la
lettura, verso la fine dell’Ottocento, di Nietzsche: si tratta però di
una lettura superficiale, dalla quale D’Annunzio trae alcune
suggestioni
, che lo postano a corroborare idee che aveva già in partenza, ad
esempio:
a)     
l’esaltazione della volontà di potenza;
b)     
l’aspetto vitalistico;
c)      
l’istinto alla lotta e al dominio sulle masse;
d)     
l’elevazione del singolo uomo privilegiato al di sopra delle masse
stesse;
L’arte. Dopo l’incontro con Nietzsche, l’arte per
D’Annunzio diventa uno strumento di questo dominio ideologico sulle
masse:
 – la parola del poeta-Vate deve servire a distruggere la
meschinità e l’ipocrisia della democrazia borghese, allo scopo di difendere
la bellezza
: cosa che la massa non può capire né apprezzare;
 – a livello storico-politico questo pensiero si
inserisce nelle complicate vicende storiche di fine secolo: dopo il fallimento
delle imprese coloniali dell’epoca di Crispi, l’alta borghesia
imperialista aveva bisogno di un’ideologia forte, basata sull’ordine
sociale
e sull’aggressività bellica (come esigenza di riscatto);
 – il Superuomo, nella cui persona si identificano arte e
vita, sa imporsi sulle masse, sa manipolarle, sa creare miti e modelli di
vita: l’uomo forte, inimitabile, invincibile (pensiamo a Mussolini, e ai miti
che è riuscito a creare intorno alla sua persona);
La Donna. Il Superuomo dannunziano subordina
tutto al progetto della propria affermazione
, in primo luogo la donna,
considerata come un oggetto di possesso da domare, da sottomettere alla
propria volontà:
– tra mite la lussuria la donna  è in grado di
avvincere e subordinare l’uomo a sé, e per questo è una forza che l’uomo deve
domare e vincere
, per imporre il proprio dominio sulla donna; 
 – questo porta anche ad atteggiamenti aggressivi nei
confronti della donna;
Aspetto velleitario. Naturalmente in tutto ciò c’è
un aspetto velleitario:
 – c’è una enorme sproporzione tra la grandiosità
degli obiettivi
che il Superuomo si pone, e l’effettiva possibilità di
realizzarli
, sicché la sicurezza dei personaggi dannunziani è sempre minata
dall’ombra della sconfitta e del fallimento;
 – in tutti i romanzi e le opere d’Annunziane domina sempre
un senso di annullamento totale e di morte, causato proprio da questo senso
di onnipotenza dell’io
, che naturalmente non può realizzarsi pienamente;
 – da qui anche gli aspetti più torbidi e morbosi
dei suoi romanzi, ad esempio:
a)     
L’Innocente. Qui si narra la vicenda che coinvolge
Giuliana e suo marito Tullio: lei resta incinta a seguito
di una relazione adulterina, e partorisce un figlio;
Tullio la perdona e vorrebbe
ripristinare il rapporto con lei
, sbarazzandosi del bambino, che fa in modo
di lasciare all’aria aperta durante una novena di Natale;
dopo questo episodio l’innocente
si ammala e muore; ma Tullio non riuscirà a recuperare la serenità;
b)     
Vergini delle rocce. Qui invece si narra la storia
di Claudio Cantelmo, un giovane esponente di un’antica famiglia nobile di
origine provenzale;
– Claudio Cantelmo si mette in testa un
progetto
eroico e velleitario: eliminare gli effetti della rivoluzione
francese del 1989
, e riportare al potere l’oligarchia nobiliare;
 – a questo scopo vuole generare,
in unione ad un’altra nobile famiglia (I Capece-Montaga) del regno delle
due Sicilie, un figlio, che sarà poi messo a capo del nuovo Regno;
 – nella famiglia dei Capece-Montaga ci
sono tre sorelle, vergini, e decide che una di loro sarà la madre di
questo eroe eccezionale;
 – Claudio sceglie la più bella delle
tre
, ma questa rifiuta poiché non vuole deturpare il suo corpo con
una gravidanza;
  – anche l’altra sorella rifiuta
perché costretta ad assistere la madre folle, e lo esorta a provare con la
terza;
 – Claudio deluso rinuncia al progetto.
Alcyone
Le Laudi. È il terzo libro delle
Laudi
: un progetto poetico che doveva includere, secondo le
intenzioni del poeta, sette libri. Di questi ne vendono completati solo quattro:
Maia, Elettra, Alcyone, e Merope.
Alcyone è dunque il terzo della serie; 
 – i primi tre sono stati pubblicati tra il 1899 e il 1904,
il quarto molti anni dopo, nel 1912.

Struttura. Il libro è diviso in cinque parti
Pubblicità
shares
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: